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Siamo oramai alle ultime battute prima delle ferie, e vi rammento che dal 4 agosto al 8 settembre 2010 parte RADIOMAGAZINE ESTATE con una rassegna fra le migliori trasmissioni irradiate durante l'anno. Nella seconda parte sostituiremo l'angolino delle notizie con dei simpatici speciali sonori con registrazioni in originale ovvero jingles da radio di tutto il mondo miscelati con particolari brani musicali. Ecco il calendario delle trasmissioni: 4 agosto 2010, replica Valerio Di Stefano /II^parte registrazioni di emittenti brasiliane; 11 agosto 2010 Vittorio D'Artora /II^parte registrazioni di radio venezuelane; 18 agosto 2010, Emilio Cirillo fiera di Pompei /II^parte registrazioni da tutte le radio del mondo; 25 agosto 2010 Goliardo Tommasetti del CNR /II^parte ancora radio brasiliane; 1 settembre 2010 Luigi Cobisi e le onde medie/II^parte registrazioni di radio mexicane; 8 settembre 2010 Mauro Roffi di Millecanali /II^parte sonoro di radio dalla storia. Testi e file audio da scaricare li continuerte a trovare sul nostro sito: www.radiomagazine.net info@radiomagazine.net Buone vacanze a tutti! ------Novità nel settore dei nuovi prodotti. Gli Stati Uniti hanno, creato il tessuto che parla e ascolta. I ricercatori del Mit hanno creato un tessuto avveniristico che registra e riproduce i suoni. Il tessuto canterino, scrive Nature Materals, è opera del team guidato del prof. Yoel Fink, che tra le possibili applicazioni, ipotizza abiti trasformati in microfoni o monitorare le funzioni corporee. Piccoli filamenti possono misurare la pressione del sangue nei capillari o nel cervello. Ma il super tessuto non si limita ad ascoltare: «Se lo si connette a una fonte di elettricita« si può traformare l’intero vestito in fonte di suoni. La magia del tessuto è dovuto alle sue fibre fatte con una materiale simile alla plastica usata nei microfoni. ------E’ un computer ma non ha niente del pc, è un cellulare ma non serve per telefonare. Con tre milioni di esemplari venduti in meno di tre mesi l’iPad rivoluziona il mondo dell’informatica e lancia una sfida a chi scrive, disegna, fotografa, produce video o musica: immaginare un nuovo contenuto per un nuovo apparecchio. Così anche «La Stampa» di Torino è disponibile in una versione speciale per la tavoletta di Apple, ed è diversa rispetto al giornale che da 143 anni si può acquistare in edicola.Com’è «La Stampa iPad Edition» è una delle undicimila applicazioni sviluppate apposta per la nuova invenzione di Steve Jobs. I giornali sono molti, la maggior parte americani, visto che negli Usa l’iPad è arrivato prima,all’inizio di aprile: ci sono «The Wall Street Journal» e «The New York Times», In Italia i maggiori quotidiani e magazine sono presenti sull’App Store e molti sono gratuiti; in questa fase iniziale lo è anche «La Stampa iPad Edition», grazie a quattro sponsor. Ma pochissimi sono quelli studiati apposta per il display da 9,7 pollici del nuovo gadget di Apple: quasi tutti hanno scelto di riproporre la grafica del giornale di carta, arricchendola occasionalmente di video e immagini. La Stampa, invece, è tutta nuova: dai caratteri all'impaginazione, dalla divisione in sezioni ai contenuti multimediali. Non è un sito web, ma si aggiorna tre volte al giorno, pur conservando la leggibilità e la struttura del giornale. Come funziona Primo, bisogna avere un iPad. Questa edizione del giornale, infatti, non si trova sul web e non è accessibile con altri computer. Per chi ha un iPhone, c'è un'altra versione de «La Stampa», mentre chi ha un Kindle può abbonarsi a quella disegnata per il lettore di eBook Amazon. Dopo l'iniziale corsa ai negozi e le circa centomila prenotazioni al momento del lancio, lo scorso 28 maggio, oggi trovare un iPad nei negozi italiani non è difficile: rimane solo da superare l'ostacolo del prezzo (a partire da 499 euro). Poi basta sfiorare l'icona dell'App Store, il negozio virtuale dove si possono scaricare i programmi, e cercare «La Stampa», che è già nella top ten dei più popolari. Installato il software, basta un tocco e in pochi secondi l'edizione del giorno è disponibile sull'iPad. Nell'archivio si possono conservare le uscite precedenti, da consultare quando si vuole, anche in assenza di connessione a internet off line. ********contenuto extra: ------Contratto Telespazio-Eutelsat Telespazio, società leader in Italia nei servizi satellitari ha rinnovato il contratto di locazione su due satelliti gestiti da Eutelsat Communications per i contributi video professionali e per altre trasmissioni della Rai, il broadcaster pubblico nazionale. I due transponder a 72MHz sono stati noleggiati su base pluriennale sui satelliti ATLANTIC BIRD 1 di Eutelsat e W3A. Entrambi i satelliti forniscono copertura sull’Italia per le necessità di raccolta di notizie nazionali e in supporto alle esigenze di RAI nella diffusione costante di notizie, sport ed eventi speciali su Europa, Nord Africa e Medio Oriente. La disponibilità permanente di questa capacità consente alla RAI piena flessibilità nella trasmissione di notizie in standard digitale, quali eventi premium in HD a 42 Mbps. Garantisce inoltre alla RAI un facile accesso ad una miglior larghezza di banda senza la necessità di preavviso. I satelliti sono saldamente ancorati, come una piattaforma, per una copertura istantanea e di qualità di notizie ed eventi sportivi, fornendo sia copertura che larghezza di banda per un’efficiente trasmissione di contenuti di qualità. Questa è una delle principali attività video di Eutelsat e siamo incoraggiati a migliorare ulteriormente le nostre performance con la fiducia in noi riposta dai clienti, un segno distintivo per una prestazione da prima classe. www.eutelsat.it
------I satelliti di Eutelsat hanno portato la coppa del mondo di calcio in 3D nei cinema di tutta Europa. L’esperienza di eventi in diretta trasmessi in 3D nei cinema è una delle principali novità tecnologiche della Coppa del Mondo di calcio FIFA 2010, appena conclusasi in Sud Africa, l’11 luglio scorso. Offrendo ai tifosi e ai fans sportivi un nuovo tipo di intrattenimento, la possibilità cioè di assistere alle partite di calcio su schermi giganti collettivamente, le proiezioni in 3D nei cinema sono un prodotto e un fenomeno che sta rapidamente prendendo piede in tutta Europa, nel mercato dei servizi digitali, sempre in fibrillazione. Dopo questa esperienza Eutelsat Communications ha avuto un risultato positivo. Collaborando con i maggiori produttori che sviluppano tecnologia per ambiente 3D, inclusa la Sony, Eutelsat ha trasformato la Coppa del Mondo FIFA 2010 in una ottima piattaforma commerciale per la visione 3D in ambienti non-home. Le proizioni sono avvenute in 19 paesi, tra i quali Francia, Germania, Italia, Spagna, Russia, Polonia, i paesi Scandinavi e Baltici, con un tempo totale di emissione calcolato da Eutelsat in più di 250 ore di trasmissione in 3D. I segnali sono stati trasmessi in tutta Europa dai satelliti ATLANTIC BIRD 3 e W7. In questo momento più di 200 cinema di un nertwork in espansione di più di 400 sale digitali sono abilitati a ricevere i segnali 3D in diretta, utilizzando le apparecchiature fornite, installate e gestite in tempo reale da Eutelsat in collaborazione con OpenSky. ------La notizia del momento,che vi sarà saltare dal lettino se in questo momento siete al mare. A marzo arriva in Italia il 3D senza occhialini della Nintendo.Questo permetterà anche di scattare foto tridimensionali e vedere film dopo aver mostrato un mese fa alla fiera dei videogiochi di Los Angeles il primo prototipo, Nintendo svela una versione ormai definitiva della 3ds, consolle portatile in grado di trasmettere immagini tridimensionali senza bisogno di occhiali speciali. La nuova piattaforma, che sarà in vendita in Europa, Italia compresa, entro marzo 2011, potrà scattare fotografie e riprodurre video tridimensionali, ma non c’è ancora un accordo con le major del cinema. L’azienda giapponese ha anche annunciato una ricca lista di titoli di giochi previsti per il lancio anche se il nuovo prodotto potrà utilizzare anche le vecchie cartucce per Nintendo Ds. «Dall'uscita di Avatar - ha detto Andrea Persegati, direttore generale di Nintendo Italia - di 3d si parla tantissimo, ma gli occhialini sono una grande scocciatura e, insieme alla necessità di un televisore adatto a riprodurre questi tipo di immagini, costano una fortuna. Per questo abbiamo seguito un`altra strada, cioè Nintendo 3DS. È composta da due schermi: quello inferiore touch screen di 3,02 pollici, e quello superiore panoramico di 3,53 pollici che permette di sperimentare la prospettiva tridimensionale delle immagini. C`è anche un sensore di movimento, due fotocamere esterne e una interna. È il primo oggetto al mondo in grado di scattare foto tridimensionali. Consente una totale immersione nel gioco, attraverso il movimento, il tatto, la vista». Nintendo presenta anche le novità per le altre sue piattaforme come Wii e Ds. «Il nostro obiettivo - ha aggiunto Persegati - non è aumentare i megapixel di risoluzione o la velocità, ma quello di produrre intrattenimento per tutti, grandi e piccoli. Questo significa creare un perfetto connubio tra hardware e software in modo che tutti abbiano un titolo adatto a se stesso. Lo facciamo da 120 anni quando siamo partiti con le carte da gioco». Tra i nuovi titoli per la Wii spiccano Metroid, Zelda e vecchie conoscenze rivisitate come Mario e lo scimmione Donkey Kong che puntano sui giocatori che erano ragazzini negli anni Ottanta. Per quanto riguarda Ds c`è il debutto di Dragon Quest, Golden Sun e la terza versione di Layton, già capace di avvicinare ai videogiochi persone insospettabili. «C`è qualità, quantità e - ha concluso Persegati - il prezzo che a Natale sarà il più competitivo del mercato». ------E ancora novità nel settore dei videogiochi. Parte il karaoke tascabile SingRing un'Applicazione per iPhone,iPad e iPod per interpretare musica. A un mese dal lancio, il nuovo karaoke tascabile per iPhone, iPad e iPod Touch, supera i 100.000 download. SingRing App - si legge in una nota - è l'applicazione per
iPhone, iPad e iPod Touch che consente di interpretare la propria musica
preferita ovunque attraverso un innovativo player karaoke. Scaricando
gratuitamente SingRing App dall'App Store, è possibile leggere i testi
originali di canzoni italiane e internazionali, lanciare il player karaoke
per interpretare i brani disponibili o ascoltare le canzoni presenti nella
library del proprio iPhone, iPod Touch o iPad visualizzando i testi
corrispondenti. -----Il governo finlandese ha deciso di definire un «diritto legale» l’accesso a Internet per tutti gli oltre cinque milioni di cittadini del Paese, a partire da oggi. Il Ministero per le Comunicazioni afferma infatti che «una connessione a banda larga di alta qualità a un prezzo ragionevole è un diritto elementare»; tutti i 26 operatori presenti nel Paese «definiti come fornitori di un servizio universale, dovranno essere in grado di servire ogni abitazione residenziale permanente o ufficio» con una velocità
di download dei dati di almeno un megabit al secondo.Secondo fonti del
Ministero la quasi totalità delle abitazioni residenziali rispetta già le
direttive adottate. ancor prima che al grande pubblico, le tendenze in atto e le prospettive nell’ambito dell’innovazione tecnologica nel settore editoriale. Secondo la fotografia della situazione elaborata dall’Ufficio studi Aie il segmento coprirà entro la fine dell’anno lo 0,1% del mercato trade (pari a circa 3,4milioni di euro) e i titoli prodotti in formato eBook saranno destinati a raddoppiare, passando dallo 0,7% di giugno 2010 al 2% di quelli «commercialmente vivi» per dicembre 2010 (elaborazione ufficio studi Aie su dati Ie). Un’accelerazione fisiologica se si considera che in America, secondo il report di Michael Smith, direttore generale dell’International Digital Publishing Forum (Idpf), il mercato ebook coprirà, secondo stime molto caute, il 5% del mercato trade e nei primi 4 mesi del 2010 si è registrata una crescita del 217% sul 2009. L’Europa non è certo da meno se, in base all’elaborazione dei dati della Federazione Europea degli Editori (Fee) per l’editoria digitale (non solo ebook, quindi) il mercato copre il 2,4% in Francia, il 2,5% in Inghilterra, l’1,3% in Spagna. -------Sono 1,3 milioni gli italiani che hanno già prenotato per l’estate tramite il web, mentre i turisti europei quasi in un caso su tre acquistano pacchetti vacanza in Italia sul web. Sono i dati di Unioncamere-Isnart per l’osservatorio nazionale del turismo, secondo cui la cifra «non è da poco e rappresenta un quinto degli italiani che ha prenotato online». L’85% degli operatori - spiega Unioncamere - offre ai clienti la possibilità di prenotare via Internet, con email, siti di proprietà o grandi portali. Il 61,2% delle imprese è poi abilitata a ricevere prenotazioni direttamente sul web, mentre il 32,1% degli operatori si serve di agenzie di viaggio online. Il 19,8% è presente su social network, Facebook in testa, su cui sono presenti il 44,8% degli ostelli della gioventù, il 43,6% dei villaggi e oltre il 30% degli alberghi a 4-5 stelle. E nel primo trimestre 2010, il 34,5% dei clienti delle strutture ricettive italiane ha prenotato via Internet, quota che sale al 41,3% per i soggiorni in città. Anche i tour operator internazionali che lavorano con l’Italia usano sempre di più il web per la vendita dei pacchetti. Lo fa il 62,4% degli operatori europei (oltre l’80% in Belgio, Repubblica Ceca, Ungheria e Regno Unito), il 90% di quelli coreani, l’80% degli australiani, il 56% degli indiani, il 44% degli americani e il 30% dei giapponesi. Sul totale delle vendite, i tour operator europei vendono online il 44,5%, il 45,8% gli statunitensi, il 48,1% gli australiani, il 51,1% i coreani e il 60% i giapponesi. ------Quante ore i nostri bambini trascorrono su Internet? Stanno davvero cercando informazioni per i loro compiti, chattando in un social network, oppure hanno accesso ad informazioni che sono inappropriate per la loro età? Sfortunatamente Internet non è scevra da pericoli ed i bambini possono essere facile obbiettivo per truffatori online e persone disoneste. È dunque opportuno che i genitori supervisionino l’attività web dei propri figli, soprattutto ora che, con la fine delle scuole, il tempo libero da trascorrere online aumenta. spesso succede che i bambini, quando navigano, siano lontani dai loro genitori e molte volte non siano in grado di riconoscere truffe o inganni fatte a loro danno. Essi partecipano a chat, social network e hanno acceso ai più svariati contenuti senza purtroppo sapere se questi sono appropriati oppure no. I social network e i giochi online, due dei passatempi che assorbono la maggior parte del tempo libero degli adolescenti, sono da molto tempo oggetto delle mire dei cyber criminali che troppo spesso ottengono l’inconsapevole collaborazione dei giovani utenti i quali, senza rendersene conto, consegnano loro i propri dati personali. Il Parental control è una soluzione semplice per sapere come i propri figli utilizzano Internet ed è inclusa nei pacchetti di sicurezza antivirus. Nonostante questo, uno degli ultimi studi condotti al riguardo nel Febbraio 2010 in Spagna da Aimc (Associazione per l’investigazione dei medie della comunicazione) ha rilevato come ben il 63% del campione analizzato (10.666 persone con bambini sotto i 14 anni) non utilizzi né il Parental Control, né qualsiasi altro tipo di filtro Web. Ecco i consigli per una navigazione più sicura dei minori: 1) Utilizzare sempre il Parental Control. È un modo facile e conveniente per supervisionare l’utilizzo di Internet da parte dei propri figli. È inclusi in molti pacchetti di sicurezza presenti sul mercato a cifre abbordabili 2) Fissare e limitate l’utilizzo di Internet per un tempo ragionevole 3) Insegnare ai bambini di non prendere Internet come oro colato. Nessuna informazione o pubblicità va ritenuta vera solo perché appare sullo schermo del computer 4) Insegnare ai bambini come identificare le e-mail che contengono spam (pubblicità e messaggi non richiesti), phishing e contenuti sospetti e, come nella vita reale, far loro capire che non ci si deve fidare degli amici digitali conosciuti attraverso il computer 5) Fare capire ai bambini l’importanza di non lasciare mai i dati personali ad altre persone ed incoraggiateli a pensarci due volte prima di condividere foto sul web 6) Aiutare i vostri bamibini ad utilizzare i livelli di privacy presenti nei vari social network, chat e online game 7) Insegnare loro come usare password sicure. È importante non utilizzare informazioni personali come la data del proprio compleanno, il proprio nome, numero di telefono e così via. È poi opportuno evitare applicazioni che richiedono l’utilizzo di password quando si usano computer pubblici (nei cybercafè, in biblioteca, ecc.). ------Un provvedimento di legge approvato dalla Commissione per la Sicurezza nazionale e gli Affari governativi del Senato americano conferisce al Presidente il potere di bloccare i circuiti della rete internet nel caso si presenti il rischio di «un cyber-attacco in grado di causare danni elevati e perdite di vite umane». Il provvedimento coinvolge un certo numero di aziende del settore individuate dagli esperti del governo americano. In sostanza una serie di provider di servizio a banda larga, motori di ricerca e società produttrici di software, dovranno «immediatamente adeguarsi a ogni misura di sicurezza e di emergenza decisa dal dipartimento dell’Homeland Security». L’idea non è del tutto nuova. Una bozza di legge proposta in Senato lo scorso agosto già prevedeva il conferimento alla Casa Bianca del potere di «dichiarare lo stato di emergenza in materia di cyber-sicurezza», mentre un altro proposto nei mesi passati dai senatore democratico Jay Rockefeller e da quello repubblicano Olympia Snowe consentiva più semplicemente di chiudere alcuni siti Internet o network in caso di necessità. Ogni società operativa nei settori Internet, telefonia, o sistemi informativi degli Stati Uniti, iscritta nella lista strategica del governo sarà soggetta al controllo e sottoposta al comando del nuovo Centro nazionale di cyber-sicurezza e comunicazioni (Nccc) creato dall’Homeland Security per cui sono previsti pieni poteri. L’unica eccezione riguarda le intercettazione telefoniche, motivo di grande polemica durante la presidenza di George W. Bush a causa dei programmi segreti voluti dalla precedente amministrazione per la raccolta di informazioni senza la autorizzazione delle autorità giudiziarie. Su questo punto il provvedimento prevede che la Nccc non possa ordinare agli operatori di «condurre attività di sorveglianza» senza una chiara e precisa richiesta del giudice. Alla Nccc viene invece conferito il potere di monitorare «lo stato di sicurezza» dei siti Internet privati, dei provider di banda larga e di altri componenti Internet. L’agenzia «deve sorvegliare sulla sicurezza» della porzione di Web all’interno del territorio degli Stati Uniti e inoltre di quelle che, sebbene siano fuori dal territorio nazionale, «possano causare danni significativi se danneggiate», spiega Lieberman. Le misure di sicurezza richieste dal governo prevedono meccanismi di controllo degli hardware, linguaggio criptato o codificato, e tecniche di sorveglianza che abbiano ottenuto previa approvazione del direttore dell’agenzia. Quest’ultimo in caso di violazione può emettere un’ingiunzione e procedere con sanzioni. Per rendere alle aziende meno pesante e oneroso il provvedimento è stata introdotta l’immunità da qualsiasi causa civile. In sostanza se una società telefonica provoca danno ai propri clienti, o un provider interrompe le comunicazioni su richiesta delle autorità federali, non ne dovranno rispondere dinanzi al giudice civile. Allo stesso modo non sono previsti risarcimenti economici nel caso di danni causati in seguito a situazioni di cyber-emergenza. E’ stato tuttavia ridotto il tempo massimo per cui il Presidente può mantenere il controllo su Internet: il Presidente chiedere l’autorizzazione al Congresso per prolungare il black-out forzato della rete oltre i 120 giorni. ------Dal primo luglio gli operatori di telefonia mobile saranno obbligati ad avvertire i clienti non appena raggiungeranno la soglia di 50 euro di traffico dati, e dovranno tagliare il collegamento alla banda larga mobile in caso di tetto superato, a meno che il cliente non chieda esplicitamente di continuare a spendere. E' quanto stabilito dalla Unione europea insieme a nuove tariffe di roaming. L'Eurotariffa, fissata l'anno scorso, prevede che le chiamate effettuate dall’estero scendano da 0,43 euro a 0,39 al minuto (iva esclusa), mentre quelle ricevute passeranno da 0,19 a 0,15. Inoltre, le chiamate verso la propria segretaria telefonica dovranno essere gratuite. Ulteriori ribassi sono previsti per i prossimi anni e anche navigare con i telefonini dall’estero costerà di meno. Dal primo luglio, la tariffa media all’ingrosso che l’operatore di una rete ospitante potrà applicare all’operatore di una rete d’origine del cliente in roaming per la fornitura di servizi non dovrà superare l’importo di 0,80 euro per magabyte di dati trasmessi (iva esclusa). -------«Una famiglia come tante» è il titolo dello spot in onda in questi mesi sulle televisioni locali della Liguria: Nato nell’ambito dell’attività di comunicazione sociale del Comitato regionale per le comunicazioni (Corecom), lo spot sensibilizza genitori ed educatori sui pericoli della navigazione in Internet per i bambini. «Internet sta diventando un vero mondo - dice Pasqualino Serafini, presidente del comitato -, uno specchio della realtà attraverso la quale si possono compiere viaggi interessanti, ma che cela anche insidie e pericoli. Tuttavia, come non si vieta ai nostri figli di uscire per paura del mondo reale, allo stesso modo dobbiamo lasciare che esplorino Internet, senza dimenticare di vigilare affinchè si possano affrontare senza pericoli i rischi della navigazione in rete. Lo spot è stato realizzato da Imagination & Technology Sas, specializzata nella produzione e post produzione video, ed evidenzia che, nonostante l’assoluta normalità di una famiglia come tante, i rischi di adescamento da parte di malintenzionati su Internet sono sempre da tenere in considerazione. Come fare per proteggere ragazzi e soprattutto bambini? «Una presenza attenta e discreta - spiega Serafini - di adulti o di educatori durante la navigazione su Internet da parte di minori può sensibilmente diminuire questi rischi».
-----Oltre 350.000 filmati su Youtube e 8 milioni di pagine tra siti web, forum e community. Questi i numeri del Machinima, l'ultimo fenomeno esploso nella rete dei social network. Una grande innovazione che consiste nell'autoproduzione dei cult cinematografici, nel remake dei videoclip musicali, nella riproduzione delle serie tv più amate realizzata tra le mura di casa grazie ai motori grafici dei videogame più venduti al mondo. Il fenomeno informatico viene celebrato a Milano dove va in scena il "The Sims Machinima Film Festival". Ad essere presentato è il meglio della rassegna dei machinima più famosa al mondo, ovvero il "New York Machinima Film Fest", che sbarca nella città meneghina con una selezione dei migliori filmati realizzati dai più importanti machinima designer internazionali. L'iniziativa nasce in occasione del decimo compleanno dei Sims, il videogame più venduto al mondo con oltre 120 milioni di copie che viene utilizzato per reinterpretare cinema, musica e vita reale. Oltre ai mostri sacri del cinema hollywoodiano del calibro di Steven Spielberg e Peter Jackson, che ne hanno sfruttato le potenzialità per il cult movie AI - Artificial Intelligence e per la saga fantasy de Il Signore degli Anelli, sono oramai numerosi gli appassionati e i fan che sul web hanno utilizzato la tecnica artistica del Machinima. Tra i video della rassegna le parodie delle serie tv più seguite come Lost, 24 e Desperate Housewifes, e la reinvenzione di film di successo come Twilight, Star Trek e Iron Man. ----La Cina intende mantenere uno stretto sistema di controllo e censura su Internet, mentre allo stesso tempo punta ad allargare l’utilizzo della rete informatica tra la popolazione, facendone anche uno strumento per contribuire allo sviluppo delle aree urbane più povere. Questa la linea che emerge da un documento ufficiale del governo, la «carta bianca», 31 pagine diffuse in cui vengono elencati principi e obiettivi sullo sviluppo di internet nel mercato del Dragone. Un mercato che ha già raggiunto proporzioni enormi, tenuto conto del fattore demografico: la Cina è il paese più popoloso della Terra e a fine 2009 vi si contavano 384 milioni di utenti internet. Pechino conta di ampliare questa quota al 45 per cento della popolazione sui prossimi cinque anni. Internet ha assunto «un ruolo insostituibile sull’accelerazione dello sviluppo dell’economia nazionale», recita il documento, e continuerà ad essere in primo piano su educazione, lavoro e stili di vita in generale. Pechino intende spingere la sua diffusione nelle aree agricole, dove c’è un gap di sviluppo sulla rete informatica. Ma in tutto questo non verranno meno i controlli e la censura, con quella che è stata battezza «la Grade Muraglia» sulla rete, in inglese «Great Firewall», ricalcato dal termine firewall che sono i sistemi normalmente utilizzati per contenere gli accessi non autorizzati a una rete informatica. La Cina ove lo ritenga blocca il funzionamento sulla sua rete di portali globali come Facebook, YouTube o Twitter. Tre mesi fa queste pratiche finirono in primo piano sui media mondiali a causa della disputa con il gigante americano Google, che alla fine affermando di non volersi allineare alle richieste di controllo di Pechino ha deciso di chiudere le operazioni al grande pubblico nel paese. Il documento non fornisce esempi specifici che potrebbero portare a blocchi, tuttavia elenca i principi che le autorità intendono contrastare. Sono vietati «contenuti che puntino a sovvertire l’ordine nazionale, a minare l’unità nazionale, che violino l’interesse o l’onore della naizone, o che incitino all’odio etnico o razziale e alla secessione». Vietate anche pornografia e il terrorismo. ----E’ bastato poco più di un mese agli hacker per lanciare una seria minaccia all’iPad, il gioiellino della Apple. Nel mirino dei pirati informatici ci sarebbero centinaia di vip, politici, superstar e perfino militari: secondo Gawker, sono 114.000 i nomi a rischio. Gli hacker hanno violato il network di AT&T accedendo alle e-mail di personalità come il capo di gabinetto della Casa Bianca Rahm Emanuel, il sindaco di New York Michael Bloomberg e l’amministratore delegato del New York Times, Janet Robinson, che ora potrebbero diventare di dominio pubblico. «La questione è stata affrontata ai massimi livelli ed è stata risolta - ha assciurato l’AT&T in una nota diffusa alla stampa - abbiamo essenzialmente interotto la funzione che fornisce gli indirizzi email», che pertanto non vengono più mantenuti nella memoria del nuovo tablet della Apple in versione 3G. La compagnia telefonica ha il monopolio, negli Stati Uniti, per l’iPhone e per la versione 3G dell’iPad. La AT&T viene spesso criticata per il pessimo servizio offerto in una situazione senza concorrenti, in particolare in città come San Francisco e New York. Per la Apple, invece, si tratta un secondo caso di imbarazzo in poche settimane. Solo un mese fa il sito Gizmodo era entrato in possesso di un prototipo del nuovo iPhone 4, dimenticato in un bar della Silicon Valley da un dipendente della società di Steve Jobs. Dal lancio, avvenuto solo lo scorso aprile, sono stati oltre 2 milioni gli iPad venduti. ----Presto i quattro principali operatori delle
telecomunicazioni, Telecom, Fastweb, Vodafone e Wind, si siederanno attorno a
un tavolo comune, su convocazione del governo, per discutere delle reti di
nuova generazione: tema la proposta di creare una società delle
infrastrutture per la rete. Lo ha annunciato il vice ministro con delega alle
comunicazioni Paolo Romani: «Proporremo di fare non una società della rete,
ma una società delle infrastrutture di rete. Cercare di convincere i gestori
a lavorare insieme per gli interventi in infrastrutture» è l'obbiettivo del
ministro. La richiesta di convocazione e la data dell’incontro non sono state
ancora formalizzate, ha precisato Romani, gli operatori delle tlc sono già
stati informati. Al tavolo potrebbe intervenire, ha aggiunto il viceministro,
anche la Cassa depositi e prestiti. «Mi sembra che per la prima volta ci sia
una cabina di regia che possa portare a risultati ravvicinati nel tempo» ha
detto. Commentando il piano presentato da Fastweb, Vodafone e Wind, ha
aggiunto che «non è bruttino, anche perchè dimostra che la fibra ha costi di
manutenzione molto inferiori rispetto al rame». -----La Commissione giuridica del Parlamento europeo, ha dato il via libera al «Rapporto Gallo», che prevede l’adozione di norme repressive in tema di violazione del copyright su Internet. Il testo è stato presentato dalla parlamentare francese dell’Ump di Sarkozy, Marielle Gallo.Il Rapporto decreta il cartellino rosso per il "file sharing" e appoggia le misure in corso di adozione a livello internazionale con il nuovo trattato Acta (Anti-Counterfeiting Trade Agreement) sulla proprietà intellettuale e il copyright e individua nella repressione della "pirateria", anche senza di scopo di lucro, come uno degli obiettivi essenziali per la crescita economica del mercato interno europeo. Così vengono invocate misure penali e l’istituzione di una sorta di polizia privata del copyright, il tutto senza alcuna supervisione da parte della magistratura nè il diritto a un equo processo e a partire dall’introduzione della disconnessione forzata, ovvero la cosiddetta opzione "three strikes", con l’esclusione automatica dalla Rete, dopo tre avvertimenti, per gli utenti sospettati di aver violato il copyright. Il testo dovrà essere votato dall’aula di Strasburgo in assemblea plenaria. Ci sarà un lavoro duro da fare, ma ribaltare la situazione non è impossibile soprattutto si si riesce a difendere la posizione che tenga conto dei diritti dei cittadini, prevaricati in nome degli interessi delle grandi major mondiali della cultura». -----1/6/2010 Dal primo luglio le telefonate dal fisso al mobile fatte con Telecom Italia costeranno di meno. In un annuncio su alcuni quotidiani Telecom spiega che telefonare da casa verso tutti i cellulari (Tim, Vodafone, Wind e 3) costerà anche fino al 27% in meno. La riduzione si applica a seconda delle fasce orarie. Invariate le tariffe nella fascia oraria così detta ridotta, dal lunedì al venerdì dalle 18,30 alla mezzanotte e dalla mezzanotte alle 8,00 e il sabato, la domenica e i festivi. Le riduzioni di Telecom fanno parte del piano della revisione dei costi di terminazione degli operatori mobili deciso da una delibera del 2008 dell’Autorità per le Tlc, che prevede entro il 2012 una totale simmetria per tutti gli operatori. -----7/6/2010 A chi crede che Google offra risposte a tutte le domande, i bibliotecari modenesi lanciano una sfida sulla qualità dell’informazione con un nuovo servizio Internet di consulenza online. L’iniziativa «Chiedi al bibliotecario» coinvolge le biblioteche del Comune di Modena, le 7 biblioteche dell’Ateneo di Modena e Reggio Emilia e altre biblioteche cittadine e della provincia. Trentatre bibliotecari sono a disposizione del pubblico per rispondere ai quesiti più diversi: bibliografie, localizzazioni di libri, riviste, film, cd musicali, suggerimenti per ricerche scolastiche, esami, tesi di laurea. È un servizio concepito per fare domande in qualunque momento e da qualunque luogo: basta accedere al sito www.chiedialbibliotecario.unimore.it e compilare la richiesta. La risposta perverrà al massimo entro 4 giorni lavorativi. «Chiedi al Bibliotecario» è attivo 24 ore su 24, è gratuito e si rivolge a tutti: anche a chi non è mai entrato in biblioteca. -----9/6/2010 Non solo crisi di astinenza e disturbi del sonno: i problemi per chi passa troppe ore con videogiochi, Internet e televisione non finiscono qui e colpiscono sempre più gli adolescenti. È quanto emerge da un’indagine condotta da Torbjorn Torsheim dell’Università di Bergen, che ha coinvolto 30.000 giovani norvegesi i cui risultati sono pubblicati sulla rivista Bmc Public Health. Gli esperti hanno riscontrato un aumento della frequenza di ragazzi che lamentano mal di schiena, al collo e alle spalle o cefalea e si sono chiesti se questa impennata di doloretti per nulla giovanili fosse una conseguenza della "schermo-mania". L’aumento della frequenza di doloretti vari a schiena e spalle tra i giovani, scrivono gli esperti, è notevole: «nel decennio 1991-2001, i casi di mal di schiena sono aumentati dal 23% al 50% tra i ragazzi, e dal 44% al 50% tra le ragazze». Parallelamente a questo aumento registrato di dolori fisici, è aumentato il tempo che gli adolescenti consumano in attività che richiedono di stare di fronte a uno schermo, come tv, videogame e altre attività al computer. Per verificare se il parallelo aumento di doloretti e ore
trascorse di fronte a uno schermo siano legati da una relazione di
causa-effetto, i ricercatori hanno incrociato dati su tempo trascorso di
fronte al televisore o al pc a giocare (e non solo) e frequenza di
"acciacchi". Come era intuibile, è emerso che lunghi periodi di
fronte a uno schermo causino tensione muscolare prolungata e conseguentemente
mal di schiena e cefalea. -----7/6/2010 Con una lettera indirizzata ai commissari europei Neelie Kroes, responsabile per la Digital agenda, e Viviane Reding, responsabile per la Giustizia, i diritti fondamentali e la cittadinanza, l’Associazione degli operatori europei di telecomunicazioni (Etno) ha sollevato il problema del rispetto della privacy dei consumatori da parte degli Internet Player. Mentre la Commissione si appresta a rivedere la Direttiva europea sulla protezione dei dati personali, «gli internet players, di cui la maggior parte hanno sede al di fuori dell’Ue, attraverso degli escamotage godono di un’applicazione più leggera del regime di protezione dei dati personali» e conservano i dati personali per periodi più lunghi rispetto a quelli previsti in Europa. Gli operatori europei, richimano l'attenzione sulla necessità che «vi siano standard europei di protezione dei dati dei consumatori indipendentemente dal luogo in cui i dati sono trattati». Ma non solo, »condizioni paritarie sono necessarie per permettere anche alle imprese europee di competere su un mercato molto promettente con i cosiddetti operatori «over the top», vale a dire Google, Yahoo!, Facebook. -----3/6/2010 Ormai l'estate è alle porte e vale la pena di fare attenzione ai vantaggi promessi da talune agenzie on-line. Infatti l’Autorità garante della concorrenza e del mercato, ha aperto tre istruttorie verso le agenzie di viaggi online Expedia Italy, e-Dreams e Opodo Italia per «pratiche commerciali scorrette», dopo le denunce arrivate al Contact Center dell’Autorità /di cui è opportuno annotarne il numero !/ (800.166661). Rischiano, sanzioni fino a un massimo di 500 mila euro. La decisione arriva nel solco di quelle prese nel 2009 dall’Autorità nel comparto viaggi e turismo dove sono state inflitte sanzioni per oltre 2 milioni di euro. Anche in questo caso l’Antitrust aveva sanzionato la differenza fra quanto pubblicizzato e quanto poi effettivamente offerto. Sarà compito dell’Antitrust, quindi, analizzare i modi con cui le tre aziende pubblicizzano su Internet i servizi e riscuotono i pagamenti dei pacchetti vacanza, soggiorni e voli. In molte denunce si lamentava infatti la mancanza di trasparenza delle informazioni fornite. I consumatori chiedono in particolare di verificare le modalità di promozione delle offerte utilizzate dalle agenzie online sui rispettivi siti che, secondo loro, non consentono di conoscere, da subito, il reale livello dei prezzi dei servizi pubblicizzati e le altre condizioni di prenotazione. L’indagine dovrà anche accertare se i prezzi pubblicizzati vengano tempestivamente aggiornati e se corrispondano a offerte effettivamente acquistabili. Nel caso di Expedia e e-Dreams poi le istruttorie dovranno verificare le ragioni della prassi, lamentata da alcuni consumatori, in base alla quale le aziende trattengono somme per transazioni non effettuate anche per periodi di tempo significativi. -----9/6/2010 Telecom Italia ha ricevuto al Quirinale, alla presenza del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, il "Premio dei Premi Icmt 2010" nella categoria Tlc-driven per la soluzione di teleassistenza domiciliare MyDoctor@Home.Il riconoscimento, informa una nota di Telecom, è stato assegnato da Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici, nell'ambito del Premio Imprese per Innovazione di Confindustria, per la rilevanza sociale dell'applicazione e per l'ampiezza dell'integrazione realizzata sia nella convergenza tecnologica sia a livello di servizio, oltre che per il valore dei parametri di analisi riguardanti novità, fruibilità, creazione di valore e contributo alla competitività del sistema paese. Il servizio di teleassistenza domiciliare MyDoctor Home consente ai pazienti affetti da patologie cardiache, diabetologiche, pneumologiche, di misurare, in totale autonomia o con supporto infermieristico, i propri parametri clinici direttamente da casa e di trasmetterli in automatico all'unità medica ospedaliera, attraverso qualsiasi rete dati fissa e mobile disponibile. Il sistema è composto da una piattaforma tecnologica e da un software da installare sul cellulare smartphone o sul PC del paziente e del personale infermieristico. La soluzione MyDoctor Home consente la riduzione delle riospedalizzazioni, il mantenimento di un'adeguata qualità di assistenza e un miglioramento della qualità di vita dei pazienti e, al contempo, consente una significativa ottimizzazione dei costi del Sistema Sanitario Nazionale. EXTRA: -----4/6/2010 Nokia ha presentato un modello di caricabatterie che funziona pedalando su una bicicletta. Il dispositivo utilizza una dinamo che genera elettricità a partire dal movimento delle ruote ed è compatibile con tutti i modelli di telefono del gruppo finlandese. Il prezzo del caricabatterie, comprensivo del supporto necessario per agganciarlo alla bicicletta, varierà da un paese all’altro. In Kenya, dove il dispositivo è stato lanciato, costa circa 15 euro, stando a quanto precisato alla France presse da un portavoce di Nokia. Per caricare la batteria, il ciclista deve raggiungere una velocità di 6 km/h; pedalando 10 minuti a 10 km/h, si ottiene la carica sufficiente per poter conversare circa 28 minuti o per lasciare il telefono acceso per 37 ore, ha precisato il portavoce. Sempre oggi, Nokia ha lanciato in Kenya quattro modelli di portatili destinati ai paesi in via di sviluppo, a un prezzo che oscilla dai 30 ai 45 euro. Sono dotati di grande autonomia, tanto da poter rimanere accesi 6 settimane in stand by, permettendo così di sopperire alle insufficienze di energia elettrica.
*****21/5/2010 Neelie Kroes ha presentato a Bruxelles la nuova Agenda Digitale, che punta ad offrire l’accesso a Internet veloce (superiore a 30 Mbp) ai cittadini europei entro il 2020. Oggi solo l’1% dei cittadini Ue ha accesso a reti ad alta velocità a fibra ottica, contro il 12% dei giapponesi e il 15% dei sudcoreani. La rivoluzione digitale è quindi «un requisito essenziale per una crescita economica, per la creazione di nuovi posti di lavoro e di prosperità, ma anche per garantire che i cittadini possano accedere ai contenuti e ai servizi che desiderano» ha sottolineato la Commissaria europea, invitando, però, ad avere un «pò di pazienza» quanto alla possibilità di creare un mercato unico dei servizi di telecomunicazioni dove non ci sono differenze tra le chiamate dall’estero e quelle fatte all’interno del proprio paese. La Commissione, nella sua strategia per il digitale, si impegna a studiare la possibilità di attirare investimenti per lo sviluppo delle reti a banda larga, migliorando l’accesso al credito. Saranno inoltre forniti orientamenti su come incoraggiare gli investimenti nelle reti a fibra ottica. Se già oggi più della metà degli europei utilizza Internet quotidianamente, circa il 30% non lo ha mai utilizzato, mentre - puntualizza la Commissione - tutti i cittadini «qualsiasi sia la loro età e la loro origine sociale devono poter disporre di conoscenze e competenze necessarie per entrare nell’era digitale», dal momento in cui il commercio, l’accesso alla pubblica amministrazione, ai servizi sanitari e sociali, così come all’apprendimento, si fanno sempre più online. *****21/5/2010 È arrivata online la versione italiana di iBookStore per iPad, dedicata al download di ebook in lingua italiana da leggere sul nuovo tablet Apple. Peccato però che il catalogo sia ancora vuoto, o meglio contenga solo free ebook in lingua inglese del progetto Gutenberg. Dopo tanto parlare intorno all’ebook e all’opportunità di coinvolgere questo formato editoriale nel mercato della lettura, gli editori italiani si rivelano ancora una volta in ritardo. Un indizio che tra le entusiastiche dichiarazioni d’intenti degli ultimi mesi sui libri elettronici e la realtà ci fosse una certa distanza si era già avuto al Salone del Libro di Torino di quest’anno. Qui, a dispetto delle numerose iniziative di familiarizzazione con l’ebook, IBS ha inaugurato la sezione ebook del suo portale con un numero ridottissimo di editori: solo 14. Di questi, la maggioranza presente con pochi titoli, ad eccezione di Bruno Editore, editore storico degli ebook, che ha da subito offerto a Ibs ben 242 titoli. L'iPad sarà disponibile in Italia a partire dal 28 maggio e promette di fare da subito il boom, sulla scia del successo di pubblico americano, che ha accolto con un entusiasmo da un milione di pezzi venduti nei primi giorni di lancio il nuovo dispositivo Apple. *****25/5/2010 Per dotare il paese di una rete di nuova generazione (Ngn) in grado di coprire il 50% della popolazione con un tasso di adozione del 100% per i clienti "business" e dell’80% di quelli residenziali sarebbe necessario un investimento «di poco superiore ai 13 miliardi di euro». È quanto emerge dal Rapporto sul programma Isbul (Infrastruttura e servizi a banda larga) commissionato dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ad alcuni atenei, tra cui figurano Bocconi e Politecnico di Milano, la Federico II di Napoli, la Sapienza, Roma Tre, Tor Vergata e Luiss di Roma. La cifra indicata nasce da una serie di ipotesi teoriche e si basa su quella relativa ad una architettura "Fiber to the home-Ftth" e P2p in cui praticamente ogni utente ha la propria fibra dedicata, dalla centrale fino a casa che, si legge nello studio, «presenta migliori prestazioni da un punto di vista del costo degli apparati di utente e della banda offerta all’utenza». La ricerca si sofferma sull’impatto degli investimenti sulla nuova rete rispetto al pil. Con una spesa di 13,3 miliardi di euro l’effetto sul pil «viene stimato in circa 17,4 miliardi di euro in 10 anni, con un impatto sull’occupazione stimato in 248.121 unità lavorative ed effetti indiretti sull’economia compresi in una forchetta che va da circa 50 a 420 miliardi di euro». *****29/5/2010 I dati in possesso della Pubblica Amministrazione sono un patrimonio informativo prezioso per la società e l'economia. La Regione Piemonte ha deciso di metterli a disposizione di cittadini e imprese per stimolare un nuovo rapporto fra pubblico e privato e favorire lo sviluppo di iniziative imprenditoriali. Si segue così il modello anglosassone e le direttive europee in materia di riuso di dati pubblici, messi on line a disposizione di tutti. Il sito si trova all'indirizzo www.dati.piemonte.it Per il momento si tratta solo di informazioni relative al sistema educativo e alla dotazione Ict presso gli enti e le aziende locali. Ma ad essi si prevede di aggiungere progressivamente altri set di dati. Sono messi a disposizione di cittadini e imprese che li possono utilizzare anche nell'ottica di nuove iniziative imprenditoriali. All'estero, in particolare negli Stati Uniti e in altri paesi
anglosassoni, il concetto di "open data" sta attecchendo con
rapidità. Per quanto riguarda l'Italia il percorso normativo che ha portato
alla pubblicazione dei dati pubblici è partito da Bruxelles: a partire da una
direttiva del 2003 (2003/98/CE). *****24/5/2010 I Mondiali di calcio in Sudafrica 2010, che prenderanno il via l’11 giugno, potrebbero riservare delle brutte sorprese per aziende e uffici. E questo per i soliti dipendenti eccitati e vogliosi di timbrare il cartellino d’uscita per correre a vedere, le partite della nazionale. Ma anche rischi di gravi danni per le reti aziendali e, addirittura, di blocco delle attività lavorative. Questo secondo uno studio di Blue coat, leader tecnologico nel settore delle reti Application delivery network. I dipendenti che seguiranno le partite in diretta dal proprio pc in orario di lavoro, complici un’ora sola di fuso orario di differenza tra Italia e Sudafrica e i siti web delle principali emittenti Tv che offriranno lo streaming video in diretta di tutte le partite come mai prima era successo, potrebbero causare problemi alle reti aziendali. Un problema in più per i manager It di grandi e piccole organizzazioni che devono prepararsi ad affrontare un numero di richieste di accesso al web mai riscontrato prima d’ora, che avrà un forte impatto su reti e Internet. Il problema riguarda l'invio dei dati in ricezione e in uscita, per la risulzione del quale ci sono numerosi accorgimenti tecnici. La soluzione ottimale è però quella di un atteggiamento più flessibile, come quello di installere dei televisori negli uffici, che sonsenta dei brevi break per seguire le partite senza dover ricorrere agli streming e in modo occulto. *****24/5/2010 Al Jazeera ha annunciato la diffusione "free" online tutti i contenuti multimediali prodotti dal canale nell’ambito di un’iniziativa a sostegno della libertà di informazione nel mondo arabo. L’annuncio è stato fatto a Doha, in Qatar, in occasione del «V Forum Al Jazeera». Wadah Khanfar, il direttore generale dell’emittente, ha illustrato il lancio di «Al Jazeera Initiative for Internet Freedom», un nuovo progetto strutturato su tre pilastri. Oltre alla diffusione online dei contenuti multimediali, è previsto infatti che il desk diritti umani dell’emittente realizzi progetti di tutela per i media "attivisti" e i blogger del mondo arabo. Inoltre il network intende realizzare formazione e fornire attrezzature (videocamere e telefoni digitali) ai «citizen journalist» che vogliano mettere le loro produzioni a disposizione del canale. Il forum - a cui partecipa Puntoit, Associazione italiana che promuove lo sviluppo dell’economia digitale e creativa - è incentrato sul tema del cambiamento del mondo dei media tra futuro ed evoluzione tecnologica. «Il Forum Annuale di Al Jazeera a cui partecipano i maggiori esperti del settore - sottolinea Puntoit in una nota - è una occasione unica per esplorare il dinamismo di questi cambiamenti con il loro impatto sulla regione ed oltre, ed esaminare i modi in cui il mondo dei media, di internet, i cui contenuti viaggiano su reti tlc a banda larga ed ultra veloce, possa meglio riflettere su questi cambiamenti». *****28/5/2010 E’ nato il «Museo Torino». Racconterà la storia della città, a partire da 12 mila anni fa. Sarà un contenitore «reale e virtuale», «diffuso» sul territorio e via Internet, con la partecipazione interattiva dei cittadini. Verrà inaugurato il 17 marzo 2011, dopo 294 giorni di opere per fondarlo. Il via al cantiere è stato, dall’assessore Fiorenzo Alfieri, affiancato da Daniele Jallà, regista dell’operazione. Insieme coronano il sogno di Vittorio Viale, che dal 1930, per 35 anni, fu direttore dei musei civici. Fu il primo che nel 1959 accarezzò invano un progetto analogo. «Museo Torino non è solo un nuovo museo, ma un museo nuovo» assicurano Alfieri e Jallà. Nel 2011 avrà una spettacolare vetrina a Palazzo Madama, nella sala del voltone. Con una multivisione a tre dimensioni orienterà in visitatori lungo i percorsi che faranno loro scoprire la città. Ma quello che più lo caratterizzerà sarà la sua anima «virtuale», che aggiornerà di continuo la sua informazione, tramite un sito Internet. «www.museotorino.it» *****19/5/2010 Parte da un liceo professionale di La Rochelle, sulla costa occidentale della Francia, , l'idea di utilizzare il celebre servizio di micro blogging per fare lezione in classe. L'iniziativa è stata proposta da una giovane insegnante di lettere e storia, Laurence Juin di 36 anni. All'inizio dell'ora, lei ed i suoi 12 alunni si connettono tutti ad un profilo di Twitter, dove ognuno può intervenire dalla tastiera del proprio computer per risolvere un esercizio, porre una domanda o fornire elementi nuovi ad una ricerca. I messaggi inviati vengono poi proiettati su una parete in tempo reale. «Tutti partecipano, anche i più timidi», spiega la Juin. L’esperienza è piaciuta al ministero dell’Educazione francese, scrive Le Monde, tanto che potrebbe essere diffusa in altri istituti.
--------------I tre amministratori delegati di Fastweb, Vodafone e Wind hanno presentato un progetto per dotare l’Italia di una unica infrastruttura di rete in fibra che riporti il Paese tra i leader nei servizi a Banda Larga. Gli operatori chiedono al Governo di avviare il processo per la creazione della società della fibra chiamando al tavolo tutti gli operatori e le Istituzioni. Schloter, Bertoluzzo e Gubitosi hanno inoltre lanciato la prima sperimentazione di una rete in fibra aperta a tutti in un quartiere di Roma. Il piano prevede la realizzazione di una unica rete Fiber To The Home, in modalità punto-punto, che raggiungerà direttamente le case e le imprese e consentirà connessioni sempre più veloci con prestazioni ed affidabilità superiori all’attuale rete in rame con l’ulteriore vantaggio derivante dai minori costi di manutenzione tipici della fibra. La copertura dovrebbe riguardare 15 maggiori città italiane (10 milioni di persone), entro 5 anni, con un investimento di circa 2,5 miliardi di euro ripartito tra tutti gli operatori e le istituzioni coinvolte. In una seconda fase il progetto potrà essere esteso fino a coprire le città con più di 20.000 abitanti, raggiungendo così il 50% circa della popolazione italiana con un investimento totale di 8,5 miliardi di euro. L'iniziativa nazionale è aperta a tutti i soggetti pubblici e privati, Telecom Italia inclusa, che vogliano farne parte e l’investimento sarà funzione di tale partecipazione. L’utilizzo della rete sarà disponibile a tutti gli operatori che ne facciano richiesta, a condizioni eque e non discriminatorie, mentre la commercializzazione dei servizi ai clienti erogabili attraverso il ricorso alla rete in fibra sarà gestita in modo autonomo e indipendente dagli operatori. Fastweb, Vodafone e Wind si impegnano a partecipare economicamente al capitale della futura società e a migrare tutti i propri clienti sulla nuova rete. La proposta prevede l’avvio immediato di un progetto pilota nell’area della Collina Fleming a Roma, e porterà alla realizzazione di collegamenti interamente in fibra ottica dalla centrale a circa 7.000 abitazioni entro luglio 2010. ---------Sembra un semplice pupazzetto, ma diventa anche un alleato dei genitori nel vigilare sui bambini che si collegano a Internet. "Petimo", come è chiamato questo "social robot" inventato da Adrian David Cheok, della National University di Singapore, infatti avverte i genitori ogni volta che i figli ricevono una richiesta di amicizia sospetta. Per ora, è spiegato sul magazine britannico New Scientist, i guardiani travestiti da giocattolo funzionano solo sul loro social network (Petimo-World) e non su tutti, ma in futuro potrebbero diventare gli amici fedeli dei navigatori più indifesi dello spazio virtuale e accompagnarli su qualunque sito proteggendoli. Una recente indagine ha evidenziato che quasi un bambino su 5, (18%) di 8-10 anni usa social network dedicati ai più piccoli: My Secret Circle, Yoursphere e FaceChipz, per esempio. Altre indagini suggeriscono che circa tre bambini su 10 sono stati vittime di bullismo online. Un aiuto per navigare sicuri in acque tempestate da malintenzionati è dunque molto utile. Ogni Petimo ha il proprio avatar e, mentre il bambino comunica fisicamente con il giocattolo, il personaggio digitale agisce nella Rete e comunica con queli degli amici, avvertendo i genitori di intrusioni sospette. Ad aprile, a Milano, Petimo ha vinto il primo premio della sezione Ict di "InventiON: concorso di idee per inventori". ---------Si è svolta lo scorso 7 maggio, la "Settimana dell’alfabetizzazione digitale". L’iniziativa, giunta alla sua quinta edizione è stata promossa dalla "Fondazione mondo digitale e Telecom Italia" e quest’anno coinvolge oltre al Lazio, anche Marche, Piemonte, Lombardia e Romania. Protagonisti della settimana "Tutti su Internet" sono state le scuole coinvolte nel programma di alfabetizzazione digitale per gli over 60 promosso dalla Fondazione mondo digitale, e i 50 centri anziani di Roma che hanno partecipato al progetto Telemouse, realizzato in collaborazione con Telecom Italia. Gli internauti senior, con gli studenti tutor e i docenti coordinatori invitano i cittadini a tornare nella scuola di quartiere per imparare l’abc del computer, scrivere una lettera, inviare un messaggio di posta elettronica, chattare o parlare al telefono via web, e usare i servizi on line della pubblica amministrazione. Nella capitale i cittadini over 60 hanno seguito i mini corsi di informatica anche presso gli Internet corner dei centri sociali anziani. L’inaugurazione della settimana "Tutti su Internet" si è tenuta a Roma, presso l’Istituto tecnico industriale E. Fermi, in videoconferenza con la città di Iasi in Romania dove la Fondazione mondo digitale ha esportato il modello "Nonni su Internet". A raccontare la loro esperienza in collegamento con la capitale sono i primi trenta nonni rumeni che stanno seguendo il corso di informatica, e-government e social networking, previsto dal progetto Silver, nell’ambito del Programma comunitario Life long learning. I 60 istituti, che il 7 maggio hanno avuto i computer accesi e collegamenti Internet attivi, comprendono 29 scuole primarie e 29 scuole secondarie. --------Nell’Aula Magna dell’Università Cattolica di Milano si respira un’aria un po’ particolare. Un’aria di cambiamento, di trasformazioni in atto a cui le scienze della comunicazione non potranno più sottrarsi. E Giovanni Boccia Artieri assieme a Giuseppe Granieri, entrambi dell’Università Carlo Bo di Urbino, grazie alla loro brillante verve comunicativa sono forse i più adatti a proporre riflessioni in merito a questi mutamenti. Così come avvenuto durante lo sviluppo della stampa, anche per i contenuti generati dagli utenti, secondo Boccia Artieri, si può parlare di una rivoluzione inavvertita. Un momento in cui una nuova prospettiva del potere simbolico mette in crisi le consuete dicotomie derivanti dal sistema tradizionale: i confini tra produttori e consumatori e tra professionisti e amatori risultano sempre più sfumati. Secondo Henry Jenkins autore di Cultura convergente, ad esempio, il movimento dei fan grazie all’uso di tecnologie di tipo consumer riesce creare contenuti che spesso sono in grado di competere con quelli provenienti dall’industria culturale tradizionale. Una conseguenza inevitabile di questi aspetti riguarda il rimescolamento del rapporto tra comunicazione di massa e comunicazione interpersonale. Come ricorda Boccia Artieri, forme espressive come i diari personali vengono ripensate, tramite l’uso dei blog, per un pubblico molto più ampio. Allo stesso tempo, nel caso di contenuti dedicati a un’audience di massa come quelli televisivi, si aprono un gran numero di discussioni in cui i soggetti partecipanti, grazie a strumenti come Friendfeed o Twitter, possono interagire direttamente tra loro. Le persone riescono quindi a riappropriarsi di forme di affermazione del sé che i media di massa, rivolgendosi a molti, avevano snaturato: nascono pubblici connessi che svolgono nuove pratiche comunicative, utilizzando tecnologie di rete. Giuseppe Granieri si riallaccia a questo discorso sottolineando il superamento da parte di Internet di una soglia critica. Mentre negli anni novanta, malgrado l’enorme entusiasmo suscitato, esso era soprattutto un fenomeno marginale, oggi la rete è diventata trasparente, un vero e proprio sistema operativo delle nostre società. Ma nel momento in cui un’infrastruttura di gestione della conoscenza è innestata all’interno del corpo sociale, vengono messi in moto dei processi che generano profondi cambiamenti culturali. E la natura di questi cambiamenti, secondo Granieri, è circoscrivibile in una frase di Kevin Kelly, cofondatore di Wired: nel 2015 potremo scrivere il nostro libro, girare il nostro film, pubblicare il nostro album. La tecnologia, come già sta accadendo, apre opportunità immense. Cessa inoltre di esistere il concetto di qualità inteso come selezione a monte dei contenuti. I sistemi democratici, per poter favorire una varietà all’interno del mondo dell’informazione, avevano inventato il concetto di pluralismo. Se però il costo di pubblicazione è pari a zero, questo sistema viene messo in discussione. È vero che su Internet, per l’assenza di controlli, vi è molta spazzatura. Ciò che per noi è di poco conto, per un altro invece può essere estremamente importante: il concetto di qualità assume l’accezione di pertinenza. Granieri si sofferma poi sul ruolo dell’Italia. Nelle nostre società abbiamo inserito degli acceleratori culturali, come ad esempio i musei, che ci aiutassero a comprendere mondi diversi dal nostro. Il problema è che con Internet, le nostre stesse società sono state inserite all’interno di un acceleratore culturale: un processo di questo genere, però, non può prendere piede se non esiste una collettività in grado di metterlo in moto. L’Italia, conclude Granieri, è ancora priva di una circolazione delle idee adeguata perché una massa critica possa maturare, anche se, soprattutto in questi ultimi anni, sembra che qualcosa si stia finalmente iniziando a muovere.
-----------Le tecnologie digitali rappresentano «un elemento chiave della crescita sostenibile, dell’innovazione e dell’occupazione nell’economia europea di oggi». È quanto emerge dal rapporto Visione 2020 "Un’agenda di trasformazione per l’era digitale", lanciato da Digitaleurope. «Il 40% della crescita della produttività in Europa - sostiene il direttore generale di Digitaleurope Bridget Cosgrave - è resa possibile dall’interazione tra tecnologia dell’informazione e capacità di comunicazione con le attività dell’industria, dei servizi e del settore pubblico; questo valore potrebbe crescere in modo esponenziale con la graduale fuoriuscita dalla crisi, qualora le tecnologie dell’informazione siano adottate più ampiamente» . «Le tecnologie digitali - aggiunge - giocano un ruolo strategico nella creazione di opportunità di crescita degli scambi intra ed extra comunitari per le industrie manifatturiere, dei servizi, ambientali e culturali. L’industria digitale sta adottando un approccio proattivo per identificare quei fattori di successo immediato che possano mostrare la nostra capacità di attivare competitività e sostenibilità anche in altri settori in tutta Europa». La competitività e la prosperità dell’Europa nell’era della globalizzazione digitale, si legge nel rapporto di Digitaleurope, «sono indissolubilmente legate ad un settore Ict dinamico. È di fatto un chiaro messaggio dei leader del settore high-tech all’apparato decisionale dell’Unione europea sugli elementi essenziali da adottare per accrescere la futura competitività dell’Europa. Uno degli obiettivi deve essere quello di assicurare una copertura a banda larga su quasi il 100% del territorio Ue entro il 2015, fornendo agli utenti una connessione almeno a 2 MB, assicurata per un buon 30% da un’infrastruttura a fibra». del rapporto in esame pubblichiamo una sintesti sul nostro sito: contenuto extra: «Per prosperare, l’Europa deve investire nelle reti di nuova generazione e nei servizi: "Internet ovunque" è essenziale» precisa la Cosgrave, che sottolinea anche la necessità per l’Europa di essere al contempo ospite e sede di una sana ricerca e sviluppo del settore Ict: «Per condurre realmente il gioco - dice - dovremmo aumentare la spesa in ricerca e sviluppo almeno al 3% rispetto al Pil europeo entro il 2015». Altro segmento dalle sicure potenzialità di crescita è quello della Sanità. Si stima che «il valore di mercato del cosiddetto "eHealth" valga circa 20 miliardi di Euro, pari al 2% dell’intera spesa sanitaria dell’Ue. Non secondario poi l’impatto che l’effettivo uso dell’Ict può avere sui Trasporti e sulla Logistica, se è vero che l’adozione di una rete di trasporti tecnologicamente avanzata ed integrata può generare una riduzione di emissioni di CO2 del 10% entro il 2015». «Quanto espresso a livello europeo vale ovviamente, e a maggior ragione, nel contesto italiano. Sebbene l’Industria italiana di apparati e sistemi per le telecomunicazioni detenga la quarta posizione all’interno dell’Unione europea a 27 Stati per dimensione di fatturato totale (8,5%), dopo Finlandia (36,4%), Germania (20,3%) e Francia (11,1%), in Italia - si legge nel rapporto - il fatturato globale 2009 del comparto si è attestato sui 7,5 miliardi di euro con una flessione del 19% rispetto all’anno precedente. Le esportazioni (1,5 miliardi di euro) hanno registrato un calo del 33% rispetto al 2008». «Quarantamila addetti trovano oggi occupazione in Italia nel settore Ict - afferma Cristiano Radaelli, vice presidente Anitec - Un numero certamente significativo nonostante le perdite occupazionali, stimabili in circa 5.600 addetti, indotte dalle difficili condizioni di mercato dell’ultimo biennio». Questi valori, rimarca, «potranno ampliarsi ulteriormente nei prossimi 5 anni, dal momento che il 90% dei posti di lavoro richiederà competenze Ict entro il 2015. A livello europeo si stima che nei cinque anni a venire la creazione di nuovi posti di lavoro possa essere superiore alle 300.000 unità. E ci auguriamo che tali incrementi possano interessare anche l’occupazione italiana nel settore». --------«Google raccoglierà i volumi selezionati dalle biblioteche nazionali di Roma e di Firenze, trasporterà i libri in un centro di scannerizzazione che verrà creato sul territorio italiano, procederà all’operazione usando le proprie tecnologie e infine restituirà gli originali. Il relativo costo sarà tutto a carico di Google». Così il sottosegretario ai Beni culturali Francesco Giro ha illustrato, nel corso della riunione del Consiglio europeo dei ministri della cultura, l’accordo che il governo italiano ha siglato per la digitalizzazione di un milione di opere delle biblioteche nazionali di Roma e di Firenze. «Google - ha proseguito Giro - donerà una copia digitale dei libri scannerizzati alle due biblioteche, che potranno utilizzarla liberamente, pur nell’obbligo di proteggerne i contenuti da "scaricamenti" non autorizzati. Inoltre, nell’accordo non sono state inserite le opere "orfane" (di cui si ignorano i titoli dei diritti) nè quelle protette ancora dal diritto d’autore, su cui è auspicabile una riflessione approfondita in sede nazionale ed europea con gli esponenti delle categorie professionali interessate, per individuare meccanismi che soddisfino tutte le esigenze in gioco, prima di procedere alla relativa digitalizzazione. --------È online il sito Italian Valley, progetti italiani che cambiano il mondo, realizzato da Wired Italia con il patrocinio del Ministero per la Pubblica Amministrazione e l'Innovazione e il sostegno di Working Capital di Telecom Italia. Il portale Italian Valley sarà l'occasione per vedere da vicino i 265 progetti selezionati per rappresentare l'eccellenza tecnologica italiana all'Expo di Shanghai e per guardare al futuro della ricerca e della progettualità made in Italy. Italian Valley è il nome scelto per il nuovo sito internet dedicato all'innovazione tecnologica italiana, con il ruolo di mettere in mostra (anche in versione inglese, grazie al supporto di Google Translate) il meglio dei brevetti, delle idee, dei progetti e degli oggetti su cui le industrie, le università e i poli di ricerca italiani lavorano quotidianamente alimentando quella tradizione innovatrice molto forte in Italia e riconosciuta anche all'estero. Il sito internet realizzato da Wired Italia - www.italianvalley.it - rappresenta la seconda tappa del progetto "L'Italia degli Innovatori" è stato lanciato per selezionare le 265 eccellenze tecnologiche che saranno esposte al Padiglione Italia, in occasione dell'Expo di Shangai a partire dal 24 luglio. Sul sito www.italianvalley.it è quindi possibile navigare
attraverso i progetti scelti per scoprirne la storia, le caratteristiche, le
peculiarità, l'applicazione industriale o l'impatto sulla vita quotidiana,
potendo scegliere di guardare all'innovazione tecnologica italiana per
geolocalizzazione o area di interesse e scoprire quali idee hanno suscitato
maggiore attenzione negli internauti. -------- Parte oggi il servizio di posta elettronica certificata per inviare gratuitamente e via mail comunicazioni alla pubblica amministrazione con lo stesso valore legale di una raccomandata. La Posta Certificata interessa 50 milioni di cittadini italiani che se vorranno potranno attivare il servizio prima registrandosi sul sito postacertificata.gov.it e poi recandosi in uno dei 6.100 uffici postali abilitati al servizio. La posta elettronica certificata permetterà di dialogare esclusivamente con la pubblica amministrazione. Il servizio è per tutti i maggiorenni con codice fiscale. La memoria è di 500 mega a casella. Il nuovo servizio è stato presentato da Telecom e Poste Italiane ed ha l'obbiettivo di velocizzare il dialogo con la p.a.. Secondo i dati del ministero della pa entro l'anno si potrà arrivare a 10 milioni di /pec/ attive che si rivolgeranno alla pubblica amministrazione, ed entro un massimo di due anni, il servizio andrà a regime. Si studia l’estensione della pec anche per i servizi pubblici locali e per pagare le bollette. Dopo aver effettuato la registrazione sul portale postacertificata.it, trascorse 24 ore, ci si potrà recare - entro tre mesi - presso uno degli uffici postali abilitati con un documento di riconoscimento e il codice fiscale o il tesserino del servizio sanitario nazionale. Assieme al servizio di posta elettronica certificata i cittadini possono accedere gratuitamente anche a una serie di servizi correlati come il servizio di notifica, tramite e-mail tradizionale, della presenza di messaggi sulla casella posta certificata.it il fascicolo elettronico personale per la memorizzazione dei documenti; gli indirizzari delle caselle Postacertificat della P.A. Nei prossimi mesi saranno inoltre disponibili altri servizi accessori, a pagamento, come la firma digitale, tramite smart card; la notifica, via sms, telefono o posta cartacea della presenza di messaggi nella casella di posta; il calendario degli eventi della P.a. E il servizio di fascicolo elettronico personale per la memorizzazione dei documenti. -------- L'Italia è il sesto Paese al mondo per numero di computer violati dai criminali del Web, primo di lingua non inglese per il phishing: sono i dati che emergono dal rapporto della società Symantec «Internet Security Threat Report volume XV», che evidenzia le principali tendenze del cyber crimine dal 1 gennaio al 31 dicembre 2009 in Italia e nel mondo. L’Italia guadagna il secondo posto (sesto a livello mondiale) per numero di computer «bot infected», cioè violati da hacker e poi utilizzati per attività malevole. Questo probabilmente dipende dal fatto che gli italiani sono poco attenti alla sicurezza del proprio pc. I computer «bot infected» sono usati per diversi tipi di attacchi: invio di spam e phishing, distribuzione di spyware e adware, propagazione di codici malevoli e raccolta di informazioni confidenziali. L’Italia è anche il primo paese di lingua non inglese dove si è riscontrata la maggior quantità di phishing: un dato che va rapportato al numero di utenti Internet, circa 13 milioni, e al fatto che l’Italia occupa il quarto posto per diffusione della banda larga. Le attività di phishing sono strettamente correlate all`economia sommersa: il più delle volte viene utilizzato per sottrarre dati personali, numeri di carte di credito, credenziali bancarie e altre informazioni sensibili che vengono usate per atti fraudolenti. --------- Dagospia ha festeggiato i suoi primi dieci anni con un incontro alla facoltà di Lettere dell’Università La Sapienza di Roma. Il fondatore, Roberto D’Agostino, ha lanciato un messaggio di incoraggiamento grintoso agli studenti: «Basta fare le vittime, pensare di essere geni incompresi e piangersi addosso: ora basta aprire un blog per dimostrare chi sei». Accanto a lui c'erano quelli che definisce «i padri fondatori della sua vita professionale», ovvero Gianni Boncompagni, Renzo Arbore, Umberto Pizzi e Carlo Rossella. «Io mi sono affacciato alla società andando a Bandiera Gialla nel 1965 - racconta D’Agostino, che dopo la "lectio" si è subito precipitato ad aggiornare il suo sito - . Tramite Internet i ragazzi dell'università conoscono più il sito che il lavoro fatto da questi personaggi con L’altra domenica, Per Voi Giovani o Indietro tutta. Non ne conoscono il significato». Naturalmente ha parlato di Internet, spiegando «cosa significa non avere nessuno sopra ma essere padroni del proprio destino. Io sono riuscito a fare quello che volevo fare a 50 anni, ero già suonato», scherza. Comunque, nonostante l’età avanzata («siamo un ospizio, ormai», dice riferendosi agli amici di una vita che lo hanno accompagnato in questa esperienza), i ragazzi «erano molto incuriositi». Il suo invito ai giovani è: «non bisogna abbandonarsi alla cultura del piagnisteo. Se si chiude una porta, si aprono due finestre e si va avanti. Internet permette con un blog qualsiasi di essere capaci di finirla con la solita storia "sono un genio ma non mi permettono di dimostrarlo". Ora si può tirare fuori quello che sei».
--------I bambini sotto i 12 anni non dovrebbero usare i telefoni cellulari. È la tesi sostenuta dal professor Lawrie Challis, consulente del governo inglese in materia di telecomunicazioni. I bambini non sono dei «piccoli adulti» e anche i teenager dovrebbero usare il cellulare solo per inviare messaggi piuttosto che per parlare, avverte l’esperto, sottolineando i rischi delle radiazioni per la salute. L’ex responsabile del Mobile Telecommunications and Health Research programme (Mthr) sostiene che sia «plausibile» ritenere che, dato un sistema immunitario ancora in fase evolutiva, i bambini risultino più sensibili, come nel caso dei raggi ultravioletti o di agenti inquinanti. Lo studio dell'Imperial College di Londra controllerà per i prossimi trent'anni l'utilizzo dei telefonini e il loro effetto sulla salute e riguarderà 250.000 cittadini europei fra i 18 e i 69 anni. Verranno comparati i dati sul numero e la durata delle telefonate con informazioni sulla salute delle persone, per determinare se i cellulari possano causare o aggravare alcune malattie, in particolare i tumori dell’orecchio, della pelle e del cervello. Noi di radiomagazine, abbiamo spesso parlato di questo problema, nei capitoli dell'elettrosmog, aggiungiamo solo brevemente, che le trasmissioni radiotelevisive sono un fatto avvenuto negli ultimi 50 anni, un tempo secondo noi troppo breve, per poter capire eventuali danni provocati sulla salute umana. --------21.4.10 Google ha lanciato un nuovo strumento contro la censura, che mostra il numero di richieste di dati degli utenti o di rimozione di contenuti ricevute nel corso degli ultimi sei mesi del 2009 da parte dei governi. Riguardo alle richieste di rimozione di contenuti, in testa si trova il Brasile con 291, poi c’è la Germania con 188, l’India con 142, gli Stati Uniti con 123. L’Italia è settima con 57. Il Brasile è primo anche per le richieste di dati degli utenti a quota 3663, seguito da Stati Uniti con 3580 e Gran Bretagna con 1166. L’Italia è sesta con 550. Nella classifica non compare la Cina, finita più volte nel mirino per la censura su Internet. Sulla mappa al posto del numero corrispondente appare un punto interrogativo e la seguente spiegazione: «La Cina considera le richieste di censura segreto di stato, non possiamo quindi fornire queste informazioni al momento». «La censura nel mondo sta aumentando - afferma il vicepresidente David Drummond sul blog aziendale - Oggi 40 governi impongono la rimozione di informazioni su Internet, contro i 4 che lo facevano nel 2002. Ovviamente non tutte le richieste che ci arrivano dai governi sono illegittime: alcune riguardano la tutela della privacy e dei minori, altre sono utili a scopi investigativi. In generale però noi crediamo che più trasparenza a livello globale contribuisca a ridurre la censura e per questo abbiamo lanciato questo nuovo strumento che contiamo di aggiornare ogni sei mesi». --------26/4/2010 La visita alla prossima Esposizione Universale di Shanghai 2010 sarà possibile anche via internet con un nuovo sito internet che permetterrà di effettuare un tour virtuale tridimensionale dell’Expo. «Il sito in 3D - dice Wang Liping, incaricato della realizzazione del progetto - è una novità senza precedenti nella storia delle esposizioni universali». Il sito raggiungibile dal 1° maggio all’indirizzo www.expo.cn, sarà composto di varie parti, tra cui il tour del sito, la comunità interattiva e la città futura. Cliccando su site tour (giro del sito), apparirà una mappa con gli oltre 150 padiglioni. A questo punto l’utente potrà scegliere quale padiglione visitare ed entrarvi virtualmente, accompagnato dalla mascotte dell’Expo, il pupazzo Haibao, che provvederà anche ad una breve descrizione delle immagini. Nella sezione comunità interattiva i visitatori potranno scambiarsi impressioni sulla visita. La parte più originale sarà poi la città futura. Gli utenti potranno scaricare un software, scegliere di essere un personaggio e giocare on line, con i giardini del World Expo sullo sfondo. Secondo le stime, saranno circa 70 milioni le persone che visiteranno l’Expo di Shanghai dal 1 maggio al 31 ottobre. --------21/4/2010 Entra ufficialmente in azione il cyber-commando Usa che dovrà proteggere le infrastrutture informatiche del Paese. Sulla carta, il commando era stato creato l’ottobre scorso, durante la presidenza Bush, ma sono stati necessari alcuni mesi per cercare di far chiarezza su compiti e ruoli della nascente struttura.Al momento lo dirige Keith Alexander la National Security Agency, la più potente agenzia americana di controspionaggio, è stato ascoltato dai rappresentanti del Senato; in vista dell’audizione il generale aveva inviato ai senatori un memorandum di 32 pagine nel quale vengono chiariti alcuni aspetti delle future guerre cibernetiche, che non potranno essere puramente difensive, ma implicheranno il rispondere al fuoco e anche azioni offensive, come lo smantellamento dei siti Web usati dalla propaganda jihadista. Il cyber commando, composto da unità scelte della 24a Air Force dell’Aeronautica della Decima Flotta della Marina, del Cyber Command dell’Esercito e dal Cyberspace Command dei Marine, non si limiterà a proteggere le reti militari e nello specifico, i 15.000 computer che fanno capo alla rete del Pentagono, ma difenderà anche le infrastrutture civili. Ogni azione da esso condotta dovrà però essere intrapresa in accordo con il Segretario della Difesa e con l’approvazione del Presidente. Il generale Alexander, nel corso dell’audizione ha avvertito inoltre i senatori sull’inadeguatezza delle attuali norme internazionali di fronte ai nuovi scenari bellici. La guerra informatica si evolve così rapidamente ha spiegato che c’è un crescente divario fra la capacità di combattimento dal punto di vista tecnico e le leggi e i tempi della politica. Non si tratta, però - secondo il generale di militarizzare il cyberspazio ma di salvaguardare gli obiettivi rilevanti ai fini della sicurezza nazionale. Come la rete dell’energia elettrica, oggetto un anno fa di un'infiltrazione da parte di hacker cinesi o le banche dati di aziende private che collaborano con il governo su progetti top secret. È ancora fresco, negli Usa il ricordo dell’intrusione di ignoti nei database dell’azienda aerospaziale Lockeed Martin; un attacco che portò alla trafugazione di alcuni schemi progettuali del nuovo jet F-35.
--------14/4/2010 Inizia l’era dei certificati medici in formato elettronico per 15 milioni di lavoratori dipendenti sia del pubblico che del privato. Il ministro per la Pubblica amministrazione e l’innovazione Renato Brunetta e il ministro della Salute Ferruccio Fazio hanno annunciato l’avvio della fase sperimentale dei cosiddetti certificati medici online. Tra i risultati più immediati e concreti che questa "rivoluzione" comporterà: l’eliminazione del flusso cartaceo, maggiore tempestività dei controlli, produzione di statistiche sulle assenze per malattia, risparmi per il lavoratore. Il test avrà la durata di tre mesi, dopodichè il nuovo sistema entrerà a regime. I medici o le strutture sanitarie inizieranno a inviare all’Inps per via telematica i certificati di malattia dei dipendenti pubblici secondo le medesime modalità previste dal settore privato. A sua volta l’Inps invierà l’attestazione di malattia, immediatamente e per via telematica, all’amministrazione di appartenenza del lavoratore. Per quest’ultimo cessa dunque l’obbligo di inviare il certificato tramite raccomandata con ricevuta di ritorno al proprio datore di lavoro entro due giorni lavorativi. L’inosservanza da parte del medico degli obblighi di trasmissione telematica costituisce un illecito disciplinare e in caso di reiterazione comporta il licenziamento o, per le strutture e i professionisti convenzionati, la decadenza della convenzione stessa. L'innovazione oltre a produrre un risparmio annuo stimato in 100 milioni di fogli tra certificati e attestati di malattia, permetterà una maggiore tempestività dei controlli: l’azzeramento dei tempi di trasmissione dei certificati consentirà una verifica immediata sullo stato di malattia del lavoratore. Favorirà la produzione di statistiche sulle assenze per malattia integrate e tempestive: l’Inps gestirà in tempo reale i flussi informativi sulle assenze per malattia sia del settore pubblico sia nel privato, consentendo la produzione tempestiva di indicatori statistici comparabili. Per i prossimi tre mesi ai medici è riconosciuta la possibilità di rilasciare ancora i certificati di malattia cartacei, secondo le modalità attualmente vigenti. Al termine del periodo transitorio, però, tutti dovranno attrezzarsi con il nuovo sistema per la trasmissione telematica e sarà contestualmente avviato il collaudo generale del sistema. Al termine di quest’ultimo, il sistema sarà considerato a regime e soltanto da quel momento entreranno in vigore le sanzioni per gli inadempienti. --------(15/4/2010) Primi dati ufficiali su Twitter: il celebre servizio di microblogging ha superato la quota di 105 milioni di utenti in tutto il mondo e continua a crescere con 300 mila nuovi account ogni giorno. Il co-fondatore, Biz Stone, nel corso di una conferenza di sviluppatori di software, ha riferito che ogni mese l’home page del sito riceve 180 milioni di visitatori unici. Twitter, oltre a essere utilizzato dai Vip per coltivare i fan, sta diventando un fondamentale mezzo di informazione e di comunicazione, utilizzato soprattutto in situzioni critiche (come successe a Haiti) o da quanti hanno difficoltà ad accedere liberamente alla Rete, come i dissidenti iraniani e cinesi. E la Biblioteca del Congresso Usa, la più grande del mondo, si incarica di conservare tutti i miliardi di "cinguettii" a partire dal primo emesso a marzo del 2006. I micro-messaggi, al massimo 140 caratteri, saranno registrati elettronicamente. Ogni giorno sul sito ne passano 50 milioni. --------(16/4/2010) I capolavori della Galleria degli Uffizi di Firenze sui dispositivi mobili di Apple. È l’applicazione, la prima di un museo italiano, sviluppata da Parallelo con la Galleria degli Uffizi e la Soprintendenza per il Polo Museale Fiorentino. L’applicazione "Uffizi" (valida per iPhone, iPad e iPod Touch), spiega una nota, permette di scoprire i massimi capolavori dell’arte italiana ed europea degli Uffizi, di orientarsi tra le sale della Galleria, di preparare il viaggio a Firenze, avendo continuamente a disposizione tutte le informazioni pratiche sul museo. In particolare, l’applicazione consente diverse modalità di visita virtuale: la "mappa" descrive le sale più rappresentative, elenca tutte le opere ed evidenzia quelle da non perdere; "opere" illustra i 33 maggiori capolavori con una descrizione ufficiale redatta dalla direzione della Galleria degli Uffizi, corredata di immagini ufficiali e di video, curando sempre l’esattezza dell’informazione storica ed artistica e la collocazione nella Galleria; "museo" dà le notizie essenziali per la visita: orari di apertura, costo dei biglietti, prenotazioni, informazioni pratiche. La sezione "news", infine, informa in tempo reale sulle novità che riguardano la Galleria: mostre in corso e in programma, avvisi, eventi, le opere momentaneamente non visibili, le novità sul progetto espositivo "La Citta" degli Uffizì. Dal lancio del 12 aprile, per 2 settimane il download sarà gratuito su Apple store e iTunes.
--------(13/4/2010)Non è giusto che vi siano corsie preferenziali sul web, che consentano ad alcuni servizi e contenuti di funzionare meglio, serve invece potenziare la rete per fornire ai cittadini un servizio sempre migliore: lo ha detto il commissario all’agenda digitale, Neelie Kroes, affrontando la controversa questione della "neutralità della rete". Si tratta di un dibattito acceso soprattutto in Usa, ma che si sta estendendo anche all’Europa, che vede gli operatori di Telecom contro i fornitori di contenuti: i primi vorrebbero far pagare ai secondi una sorta di "corsie preferenziali" per diffondere i propri contenuti in maniera più rapida ed efficace rispetto al resto del traffico online.Ma per molti, mettere dei semafori ad Internet, rallentando una parte dei contenuti, si scontra con il principio della ’neutralità della retè su cui è nato il web. E la Kroes, chiamata a decidere sul futuro della rete, sembra voler tenere presente questo principio che promette che prima dell’estate lancerà un dibattito pubblico proprio sulla questione della neutralità del web. --------(2/4/2010) Il 2 aprile scorso 20 piazze italiane sono state interessate dal progetto della Polizia «Prima giornata della sicurezza sul Web». L’obiettivo dell’iniziativa è stata di fornire ai cittadini consigli e suggerimenti per la navigazione sicura in Rete. A questo scopo, sono stati allestiti degli Infopoint dove gli specialisti della Polizia Postale hanno illustrato agli utenti del Web modi per un uso più consapevole di Internet. Nell’ambito di questa iniziativa, Msn e Polizia hanno condiviso uno spazio dedicato, raggiungibile da www.poliziadistato.it e dal portale Msn.it, che ha offerto consigli e informazioni utili ai ragazzi ma anche ai genitori, con interviste a cantanti e personaggi dello spettacolo che raccontano la loro esperienza sul Web. Tanti i temi affrontati: il furto di identità, l’acquisto sicuro online, la pirateria musicale, l’adescamento in Rete; con particolare attenzione alla prevenzione da attacchi informatici, tramite virus, e finalizzati a reperire informazioni protette. La Polizia Postale nel 2009 ha monitorato 56.505 siti e oscurato ben 127 per reati connessi alla pedopornografia online. Il monitoraggio di oltre 15.000 siti internet per reati connessi al commercio elettronico ha portato all’arresto di 118 persone coinvolte nelle attività criminose. --------(10/4/2010).Mentre in Italia ci si prepara a dire addio alle vecchie cabine telefoniche, a Parigi France Telecom dà il via a un test per le cabine telefoniche di nuova generazione, con accesso a internet. Se il risultato dell’esperimento sarà positivo, l’azienda telefonica francese potrebbe decidere di installarne altre in diverse città francesi, dove milioni di persone ancora utilizzano i telefoni pubblici, nonostante la dilagante presenza dei cellulari.La prima cabina telefonica di nuova generazione è stata inaugurata sugli Champs Elysées, sponsorizzata non solo dall’azienda telefonica, ma anche dalla città di Parigi e dal gruppo per le affissioni pubbliche e l’arredo urbano, JC Decaux, che ne ha sviluppato il design. Nel giro di pochi giorni ne saranno messe in servizio 12, tutte nelle zone turistiche e commerciali della capitale francese. Le cabine dispongono di tecnologia touch-screen e oltre a telefonare, consentiranno appunto di navigare su internet. Non accettano monete, ma solo carte telefoniche o carte di credito. Secondo France Telecom i telefoni pubblici in Francia contano ancora tra i 6 e i 7 milioni di utenti, pur se il 99% di questi dispone di un cellulare, magari scarico o senza credito. Attualmente su tutto il territorio francese il gestore dispone di 145.000 cabine. -------(2/4/2010) Sono 233 i portali Web in Italia al quarto trimestre 2009, un fenomeno che raggiunge l’apice proprio lo scorso anno con l’iscrizione di quasi una impresa su due (44,7%). In circa la metà dei casi si tratta di piccole imprese, ditte individuali con titolare giovane (il 68,1% ha meno di 40 anni) e in circa un caso su cinque donna (17,8%).La sola Lombardia possiede circa un quinto del totale nazionale, seguita dal Veneto (11,2%), Emilia Romagna, Piemonte e Toscana (9,9%). Tra le province, al primo posto Milano dove ha sede oltre un decimo delle imprese italiane attive nel settore (25 portali Web, il 10,7% nazionale). Seguono Torino (9%), Roma (6,4%), Firenze (3,9%) e Venezia (3,4%). È quanto emerge da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano su dati Registro Imprese al quarto trimestre 2009 e a marzo 2010. Il computer è sempre più presente nella vita delle imprese milanesi. La metà lo utilizza per più di cinque ore al giorno ed in media passano su Internet ogni giorno oltre due ore. Quasi la metà (43%) degli imprenditori è un utente di social network e chat e circa il 38% vi dedica fino a un’ora al giorno. Attenzione, però, ai nomi dei siti ingannevoli. Sono alcuni dei casi gestiti dalla Camera arbitrale di Milano, azienda speciale della Camera di commercio di Milano, che riguardano nomi di siti web contesi tra chi aveva registrato il dominio negli ultimi anni e che aveva diritto all’uso del nome e chi, invece, si era registrato illegittimamente. La Camera arbitrale di Milano, azienda speciale della Camera di commercio di Milano, è adesso uno dei tre centri, ed unico Ente pubblico, accreditati in Italia per decidere sulla riassegnazione dei nomi a dominio ".it".
CONTENUTI EXTRA: ---Scaricare musica da internet? «Non la considero un’azione illegale». A ribadirlo dalle frequenze di Radiouno è il ministro dell’Interno, Roberto Maroni (anche musicista con i Distretto 51, nella foto a destra), che accende una polemica con la federazione italiana dei musicisti, ferrea nel perseguire la linea dura contro i cyberpirati. «Si è detto che è come andare in un supermercato e rubare la merce - osserva Maroni - Non è così, sarebbe così se io entrassi in un un sito che vende e rubassi la musica da lì; ma quando io scarico c’è il collegamento peer to peer, cioè tra computer privati. È come se il proprietario di questo computer dove io vado a prendere la musica facesse una copia di un cd che ha comprato e me la regalasse, cosa che avviene normalmente quando compriamo un cd e facciamo la copia per i nostri amici: è lo stesso meccanismo». Per il ministro, «proporre sanzioni pesantissime come quelle in Francia, fino alla disconnessione da internet, è sbagliato e non funziona, anzi in Francia da quando c’è questa legge severissima il download è aumentato. La soluzione è un altra: quella di fare un grande sito nazionale, l’ho proposto da tempo ma senza essere ascoltato, dove si possa scaricare musica gratis legalmente e trovare degli sponsor che paghino il diritto d’autore a chi la musica la fa e ha diritto ad essere pagato per questo». Un punto di vista, quello di Maroni, che non piace per nulla alla Fimi, la federazione dell’industria musicale italiana, che risponde al ministro snocciolando una serie di numeri: «Qualche milione di brani musicali scaricati legalmente e gratis, più di un miliardo di click gratuiti sui video ufficiali degli artisti italiani tramite Youtube, più dell’90% dei singoli file venduti a meno di un euro da decine di piattaforme. Un mercato della musica legale su internet che oggi è il 14 % del totale. Il ministro dell’Interno dovrebbe valutare che vi sono in gioco posti di lavoro e ricavi per lo Stato a causa della pirateria digitale». La Fimi ricorda anche «il recente studio economico indipendente di Tera che mostra il risvolto drammatico della pirateria digitale sull’economia del lavoro in Europa». Nel 2008, le industrie creative dell’Ue, cinema, musica, televisione e software, hanno offerto un contributo pari al 6,9% o a circa 860 miliardi di euro al totale del Pil europeo, con una quota del 6,5% dell’occupazione totale dell’Ue pari a circa 14 milioni di lavoratori. «A causa della pirateria (e principalmente della pirateria digitale) - conclude la Fimi - le industrie creative dell’Unione Europea che hanno maggiormente subito l’impatto delle attività illecite hanno registrato perdite pari a 10 miliardi di euro ed un totale di 185.000 posti di lavoro in meno. Solo in Italia i danni sono stati di 1,4 miliardi di euro con 22.400 posti di lavoro perduti».
-----------Il 30 marzo scorso, La Commissione europea ha varato una proposta che potrebbe obbligare gli Stati membri a inasprire le pene per gli abusi sessuali sui minori e la pedopornografia. La proposta chiede, in particolare, che siano perseguite penalmente attività come il «grooming» (l’adescamento di minori su Internet a fini di abuso), il fatto di visionare materiale pedopornografico anche senza scaricare i file o di indurre un minore a posare in atteggiamenti sessualmente espliciti di fronte a una webcam, nonché il turismo sessuale,anche quando l’abuso è commesso al di fuori del territorio Ue (con perseguimento del responsabile al ritorno in patria). La Commissione chiede che si faccia di più sul fronte della prevenzione e su quello della protezione delle vittime, con un trattamento personalizzato per i responsabili degli abusi che eviti la reiterazione del reato. Secondo studi citati dalla Commissione, in Europa tra il 10% e il 20% dei minori sono esposti al rischio di violenze sessuali. È in aumento il numero di siti a contenuto pedopornografico, con 200 immagini nuove ogni giorno sul web. Le vittime ritratte sono sempre più giovani e il materiale diventa sempre più esplicito e violento. Inoltre, il 20% circa degli autori di reati sessuali tende a commettere nuovamente il reato dopo la condanna. La proposta di direttiva è stata presentata in una conferenza stampa, a Bruxelles, dal commissario europeo agli Affari interni, Cecilia Malmostroem. La proposta odierna sostituirà la normativa attuale, una ’decisione quadrò del Consiglio Ue in vigore dal 2004. Con l’entrata in vigore del Trattato Ue di Lisbona, la Commissione potrà verificare che gli Stati membri recepiscano correttamente la normativa nei loro ordinamenti mediante le usuali procedure d’infrazione, fino e ricorrere in Corte di giustizia contro i paesi che non lo fanno. -----------Roy Maxion, ricercatore dell’Università di Newcastle, è al lavoro su un sistema che promette di individuare tutte le caratteristiche salienti di chi usa un determinato computer, attraverso il monitoraggio del ritmo e la velocità con cui vengono battuti i tasti. La nuova tecnologia potrebbe rivelarsi particolarmente efficace nella lotta contro la pedofilia su Internet perchè sarebbe in grado di identificare sesso, età e livello d’istruzione di un individuo da come batte sulla tastiera del pc. Phil Butler, collega di Maxion che si occupa di criminalità online nella stessa università, ha spiegato come funziona la tecnica sul Daily Mail: «Il professor Maxion prende 50 persone alla volta e collega le loro dita a dei sensori elettronici . Poi prosegue col monitorare e registrare i movimenti, il ritmo e la velocità con cui toccano i tasti della tastiera usando un orologio accuratissimo. Adesso riesce a identificare il sesso, l’età, ed il livello d’istruzione della persona che sta utilizzando il computer dopo che ha spinto appena 10 tasti, con risultati corretti nel 95% dei casi». In seguito all’omicidio di Ashley Hall a ottobre dell’anno scorso, la diciassettenne uccisa da un uomo conosciuto tramite Facebook, in Gran Bretagna stanno esplorando nuovi modi per proteggere i ragazzi mentre usano il Web. «Se per esempio dei bambini stanno chattando tra loro su Msn Messenger, Microsoft potrebbe verificare se tra questi c’e un adulto online che si finge un ragazzino». Butler ha aggiunto che in futuro questo tipo di tecnologia potrebbe essere applicato anche ad altri settori, per esempio per prevenire reati di frode presso gli sportelli di prelievo. ------------L'11 marzo scorso a Montecitorio, si è tenuto il convegno «Internet è libertà, perchè dobbiamo difendere la rete». I lavori sono stati aperti da un intervento del presidente della Camera,a seguire la Lectio magistralis su «Il Web e la trasparenza tra ideali e realtà» di Lawrence Lessig dell’Università di Harvard. Successivamente, sono intervenuti Franco Bernabè, Amministratore delegato di Telecom Italia, Umberto Croppi, Assessore alle Politiche culturali e della comunicazione del Comune di Roma, Fiorello Cortiana, Responsabile Innovazione della Provincia di Milano, Juan Carlos De Martin, Responsabile Creative Commons Italia, Paolo Gentiloni, Deputato del Partito Democratico, Stefano Quintarelli, Presidente di Reeplay, Paolo Romani, Viceministro allo Sviluppo economico. Moderatore Riccardo Luna, Direttore di Wired. Il convegno è stato trasmesso in diretta sulla Webtv di Montecitorio e sul sito degli organizzatori di Capitale Digitale. Per maggiori informazioni su Capitale Digitale, ecco la fan page su Facebook, dove verrà messo anche il video registrato. --------------Nokia brevetta il cellulare "autoricaricante" Nokia ha depositato negli Usa il brevetto di un cellulare si ricarica grazie al movimento. Come accade negli orologi automatici, il telefono sfrutterà il peso della batteria applicato ai componenti piezoelettrici, elementi "elastici" in grado di deformarsi e restituire energia proporzionale alla compressione subita. L’eletricità così ottenuta potrà essere ricevuta da un accumulatore e riapplicata alla batteria. Secondo il documento che descrive l'invenzione, altri elementi accessori potrebbero essere aggiunti in modo da aumentare il peso della batteria, e quindi l’energia prodotta. Probabilmente l’elettricità non sarebbe sufficiente a ricaricare completamente il telefonino, ma di sicuro prolungherebbe sensibilmente il tempo tra una ricarica e l’altra. La rivista New Scientist, che riporta la notizia, sottolinea i benefici dell'utilizzo in luoghi come i Paesi in via di sviluppo, dove l’accesso a fonti di energia è limitato. ******************** CONTENUTI EXTRA: Accordo tra Facebook e Paypal social network per i pagamenti Facebook è uno dei siti più conosciuti al mondo, arrivato a 400 milioni di iscritti in appena sei anni: un successo che ne ha fatto l'emblema del social network. Ha cambiato i comportamenti di chi su internet gioca e lavora, e oggi - specie per le generazioni più giovani - ha quasi sostituito la mail e la chat. In futuro potrebbe rivoluzionare altre abitudini: Facebook ha appena annunciato un accordo con Paypal, il più importante sito di pagamenti online. Il sito fondato da Mark Zuckenberg solo da poco ha i conti in attivo, perché finora non ha saputo inventare un modello di business originale, limitandosi a riprendere da Google l'idea degli annunci mirati a precise nicchie di clienti. Da qualche tempo, però, alla pubblicità si è affiancato un mercato interno basato sui crediti Facebook, valuta virtuale che può essere utilizzata sui negozi del sito e su alcune applicazioni sviluppate da terze parti, perlopiù giochi come Farmville, Mafia Wars, Happy Aquarium o Guerra di Bande. I numeri non sono elevatissimi, ma raggiungono già l'equivalente di qualche decina di migliaia di dollari al giorno e sono gestiti attraverso carta di credito o passano per un servizio che effettua transazioni tramite credito telefonico. Si chiama Zong e funziona solo negli Usa, mentre l'accordo con Paypal fornirà a Facebook un mezzo per gestire le transazioni internazionali, particolarmente importanti per un sito che ha il 70 per cento dei suoi utenti fuori dagli Stati Uniti. E per questa via passeranno anche i pagamenti dei proventi derivanti dalla pubblicità. Per gli iscritti a Facebook che sceglieranno di installare l'applicazione Paypal sarà ancora più facile dividere il conto di una cena o le spese per un regalo di compleanno: un click sul nome dei partecipanti e ognuno conoscerà la sua quota, poi basterà un altro click per pagare. Le transazioni sono veloci, ma anche sicure, perché i dati sensibili non vengono rivelati agli altri utenti. O Facebook rinuncia per il momento al progetto di un proprio sistema di micropagamenti e ne adotta uno già attivo in 190 mercati di tutto il mondo e 24 valute diverse. E si apre anche ad eBay, che dal 2002 controlla Paypal, e non è detto che col tempo l'integrazione non diventi più stretta (oggi Facebook ha già i suoi "marketplace", bacheche virtuali dove mettere in vendita oggetti reali). Sui micropagamenti si gioca anche la sfida di Flattr, un servizio appena lanciato in versione beta. Ogni partecipante converte il denaro vero in un capitale virtuale, poi, navigando in rete, contrassegna i contenuti che più apprezza con un bottone apposito (un po' come quelli che permettono di condividere una foto o il post di un blog). A fine mese, il suo capitale viene diviso tra tutti gli autori che ha segnalato: in questo modo, ad ognuno andrà una quota. Così gli autori di articoli, immagini, video, musica, software non saranno più costretti a mettere online gratis le loro realizzazioni, ma eviteranno anche di passare attraverso iTunes o altri sistemi di vendita. Il loro guadagno deriverà direttamente dal gradimento degli utenti, che a loro volta, da semplici acquirenti si trasformeranno in sostenitori. E non è detto che il micropagamento in versione social non funzioni davvero: Flattr è un'idea di Peter Sunde, uno dei fondatori di Pirate Bay. Gente che di distribuzione di contenuti se ne intende. ********Premio Ischia al "Blog dell'anno" si allarga ai social network ISCHIA Anche quest'anno il Premio Internazionale di Giornalismo Ischia ha attivato un riconoscimento speciale "Blog dell’anno", che è stato riconfermato ed ampliato, sino a diventare un premio dedicato ai social network, comprensivo così di informazioni, articoli e news provenienti non solo da blog, ma da social media come Facebook o Twitter. Giusto per fare qualche esempio. Il coordinamento, a cura di Cristina Sivieri Tagliabue, si arricchisce quest'anno di una giuria costituita dai principali responsabili delle testate Internet italiane. Ci saranno dunque Marco Pratellesi (Corriere.it), Anna Masera (LaStampa.it), Giuseppe Smorto (Repubblica.it), Daniele Bellasio (IlSole24Ore.com), e i responsabili delle sezioni online delle agenzie Ansa e Adn Kronos, che, anche grazie a strumenti come i principali collettori di social network (Liquida, Wikio e BlogBabel), daranno indicazioni su 10 blog/social network che verranno poi votati online. Il vincitore assoluto, infatti, sarà selezionato a mezzo di votazione online sul sito ufficiale del Premio Ischia. Alla votazione potranno partecipare tutti gli utenti Internet, senza vincoli di registrazione, con la restrizione di un voto espresso per ogni singola persona. La selezione dei social network – personali o collettivi - italiani premierà gli autori che si sono distinti durante l’arco dell’anno precedente per le migliori news in esclusiva, a seconda di criteri di tempismo (in anticipo rispetto agli altri media), precisione (con approfondimenti e dettagli rispetto all’informazione stessa) e attendibilità (essere ripresi da altri blog, siti Internet e dai media tradizionali costituisce titolo preferenziale per la selezione). Non sono stati presi in considerazione blog singoli o collettivi legati a partiti politici e aziende. Ulteriore criterio di selezione è la presenza di link, tag di citazioni sui maggiori sistemi di aggregazione online di notizie sui blog: Liquida, Wikio e BlogBabel. Tra i dieci migliori blog selezionati insindacabilmente dalla giuria, risulterà vincitore del riconoscimento "Blog dell’anno 2010" il blog che ha ottenuto più voti sul sito del Premio Ischia entro il termine del 25 giugno 2010.
-------------All"indomani della decisione di Google di reindirizzare tutto il proprio traffico sui server di Hong Kong, cessando in questo modo di filtrare i risultati delle ricerche, Amnesty International ha dichiarato che la Cina dovrebbe rimuovere ogni restrizione su Internet. «Riconoscendo che la sua politica aziendale era incompatibile con l'autocensura richiesta per operare all"interno della Cina, Google ha sfidato le autorità di Pechino a rispettare il principio della libertà d"espressione sancito dalla Costituzione cinese» ha dichiarato Roseann Rife, vicedirettrice del Programma Asia di Amnesty International. Google ha dichiarato che le autorità cinesi potrebbero ora decidere di bloccare l'accesso al motore di ricerca google.com.hk. Numerosi utenti speravano in una posizione più morbida di google, che per altro non è nemmeno fra i più tartassati da Pechino, ma secondo Rife di Amnesty International dovrebbero in realtà chiedere al loro governo come e perchè Internet è censurato nel loro paese». Anche il sito di Amnesty International, www.amnesty.org, è bloccato. L'unico periodo in cui è stato accessibile è stato il secondo semestre del 2008. Amnesty International ha documentato molti casi, tra cui quelli di Liu Xiaobo e Tan Zuoren, in cui le autorità hanno ridotto al silenzio difensori dei diritti umani, imprigionandoli per aver diffuso informazioni e testi attraverso Internet. -----------L'università di Napoli su iTunes/"Tutte le lezioni scaricabili online" --Il rettore Trombetti: "Abbiamo creato un sussidiario portatile" L’università Federico II di Napoli sfida Stanford, Yale e Oxford, e lo fa utilizzando il terreno del Web. Il primato, almeno a livello italiano, arriva grazie all’apertura di un proprio canale su iTunes,l’area dell’iTunes store che offre contenuti audio e video. L’innovativa applicazione riguarderà inizialmente tredici facoltà e offrirà gratuitamente a tutti sintesi delle lezioni, materiali di approfondimento, risorse multimediali, audio, video e link a fonti scientifiche selezionate dai docenti. L’applicazione, scaricabile su Apple e su Microsoft, amplia le possibilità di apprendimento già fornite da ’"Federica", il portale per l’e-learning già in funzione nell’ateneo partenopeo. Grazie alle nuove tecnologie, sarà possibile scaricare la funzione iTunes anche su cellulare e studiare durante gli spostamenti. Una sorta di sussidiario portatile, come lo definisce il rettore della Federico II, Guido Trombetti, che sottolinea però che si tratta di un «ausilio» ai tradizionali strumenti didattici. «Nella maggior parte delle università - spiega il direttore scientifico di Federica, Mauro Calise - si offrono ai ragazzi solo le registrazioni delle spiegazioni dei docenti. Noi abbiamo scelto di fornire anche degli approfondimenti su ogni argomento, utilizzando i link che rimandano ad altre pagine web». L’obiettivo è di arrivare a 300 corsi e 5mila lezioni on line entro la fine dell’anno, aggiungendo anche contenuti in inglese. Il progetto è stato finanziato per tre milioni di euro dalla regione, attraverso fondi europei, e per un milione dallo stesso ateneo. -----------Svolta nel mondo dell’editoria digitale. Da giugno il sito internet del Times online non sarà più gratuito e inizierà a far pagare gli accessi. L’annuncioè stato dato dai vertici del quotidiano londinese posseduto dal gruppo News Corporation, di Rupert Murdoch. I lettori pagheranno una sterlina (1.12 euro) per l’accesso quotidiano e due per l’abbonamento settimanale. Il sito del Times a maggio verrà ristrutturato radicalmente, e diviso in due sezioni: una dedicata alle notizie di giornata e l’altra agli approfondimenti settimanali. Il sito sarà accessibile gratuitamente per un periodo di prova, poi scatterà l’edizione a pagamento. Con l’industria dei giornali ancora esposta ai colpi della crisi il colosso inglese ha scelto di sperimentare una nuova forma di business, nonostante molti analisti la considerino una mossa azzardata. James Harding, direttore del Times, è consapevole dei pericoli, ma, spiega, far pagare le notizie è «meno rischioso che buttare via il nostro lavoro e regalarlo sul Web». --------------Sony ha presentato a Tokyo una gamma di televisori a cristalli liquidi con immagini in 3d, a tre dimensioni. I modelli saranno progressivamente commercializzati in Giappone a partire da giugno. «Siamo un po' in ritardo rispetto alle altre marche, ma lanciamo questi prodotti a partire da giugno, in concomitanza con i campionati mondiali di calcio in Sud Africa e la vendita dei giochi in 3d», ha detto il vice presidente di Sony, Yoshihisa Ishida. Questo apparecchio sarà il prossimo "must" dell'industria elettronica, il cui panorama è già affollato: anche Panasonic e Samsung si preparano a lanciare i loro modelli di televisioni in 3d negli Usa, sul mercato sudcoreano e a livello globale. ********************** CONTENUTI EXTRA: 11/3/2010 - RAPPORTO ANNUALE Assinform: l'Ict italiano frena Ritardo tecnologico rispetto agli altri Paesi. Mancano investimenti ROMA Nel 2009, annus horribilis per il mercato mondiale dell’Ict, l’Italia ha approfondito il ritardo tecnologico con gli altri Paesi registrando una contrazione dell’It tra le più consistenti, pari a -8,1%, a fronte di una flessione media mondiale del settore del 5,4%. Tra i paesi avanzati, l’Italia è quello che ha più aumentato il gap tra Pil (-5%) e investimenti It (-8,1%). Lo rivelano i dati di anticipazione del rapporto Assinform 2010. «Dobbiamo credere nel futuro e investire in innovazione - denuncia il presidente dell’associazione Paolo Angelucci - È urgente dotare il Paese di una politica strategica per la crescita, con progetti e investimenti a lungo termine. Incentivare la rottamazione dei software obsoleti, da sostituire con applicazioni evolute tarate sulle esigenze delle imprese del Made in Italy, sarebbe un segnale nella direzione giusta». Il disinvestimento italiano in Information Technology, pari a 1.657 miliardi di euro, «è un segnale allarmante di arretramento del Paese verso assetti strutturali di basso profilo competitivo, che rischiano di condannarci alla stagnazione». Nella produzione di software, l’It italiana concentra la maggior parte dell’occupazione qualificata che, già provata dalla perdita di 16mila posti di lavoro nel 2009, se i dati di previsione verranno confermati, rischia nel 2010 di lasciare a casa altri 8mila addetti. Anche il 2010 sarà un anno «molto difficile», spiega Angelucci. Le nostre stime indicano per il settore un trend negativo di -3,1%, che allargherà la forbice con il Pil (1%). Anche per il settore delle Tlc, il rapporto Assinform evidenzia una fase di sofferenza, con un calo di mercato del 2,3%. «Alcuni baluardi del settore sembrano entrati in crisi di saturazione», spiega Angelucci. In particolare la telefonia mobile, comparto che ha trainato l’Ict per 15 anni, segna per la prima volta trend negativi: scendono il segmento consumer, le linee mobili attive, le Sim, registrando un decremento dell’1,5%.
------Con una gamma di portatili di ultima generazione, la storica azienda italiana Olivetti, pioniera nel campo informatico, punta a riconquistare il suo ruolo e a fare profitti con una serie di servizi software dedicati alle aziende e integrati nei computer stessi. È questa la nuova strategia industriale del gruppo di Ivrea che parte con l’offerta di programmi per la protezione da furti o perdite accidentali di computer o dati e mira a mettere presto a disposizione dei propri clienti una vasta gamma di applicazioni ad hoc. Il modello è quello dell’Apple store, ma rivolto alle aziende e per il momento non aperto a qualsiasi sviluppatore: «Per ora lo scouting lo facciamo noi - ha detto l’ad Patrizia Griego - perché dobbiamo salvaguardare la fiducia dei clienti in Olivetti». I nuovi notebook e netbook, sviluppati insieme a partner come Intel e Microsoft, non sono prodotti in Italia, ma in Cina «come il 98% dei pc» ha sottolineato il manager. Del resto l’obiettivo di questo ritorno nel mercato dei pc non è quello di «sfidare i grandi player sui numeri», obiettivo velleitario, ma quello di diffondere delle «porte di accesso» ai nuovi servizi, come quello che blocca a distanza il processore o l’hard disk di un pc rubato o smarrito. Tutte applicazioni offerte secondo il modello «pay per use» o «software as a service». Lo storico gruppo di Ivrea, ancora forte nel settore bancario e retail, vanta oggi 3,5 milioni di propri terminali installati in 50 Paesi al mondo. I nuovi pc puntano sul design, sulla connettività, sul peso contenuto e sulle batterie a lunga durata. L’obiettivo è quello di venderne, attraverso i concessionari Olivetti e i negozi Telecom Italia per i prodotti consumer, 120mila pezzi nel 2010 a prezzi che variano dai 300 euro dei netbook ai 650/850 dei notebook. Nella seconda metà dell’anno uscirà anche un tablet pc. ----------Sony ha presentato a Tokyo una gamma di televisori a cristalli liquidi con immagini in 3d, a tre dimensioni. I modelli saranno progressivamente commercializzati in Giappone a partire da giugno. «Siamo un po' in ritardo rispetto alle altre marche, ma lanciamo questi prodotti a partire da giugno, in concomitanza con i campionati mondiali di calcio e la vendita dei giochi in 3d», ha detto il vice presidente di Sony, Yoshihisa Ishida. Questo apparecchio sarà il prossimo "must" dell'industria elettronica, il cui panorama è già affollato: anche Panasonic e Samsung si preparano a lanciare i loro modelli di televisioni in 3d negli Usa, sul mercato sudcoreano e a livello globale. ---------Microsoft mette online una piattaforma che consente di provare in anteprima e seguire lo sviluppo del suo prossimo browser Internet Explorer 9 (IE9). Sebbene il sito di "Test Drive" sia ancora lontano dalla forma completa, soprattutto per quanto riguarda l'interfaccia utente, potrà cominciare a dare un'idea delle funzionalità e dei miglioramenti previsti. In particolare, permetterà agli sviluppatori di utilizzare il nuovo motore JavaScript integrato nel software di navigazione (e soprannominato "Chakra") e di valutare il supporto ai nuovi standard Web Html5, Css3 e Svg2. La versione beta è stata presentata ieri dal palcoscenico del MIX10, la tre giorni dedicata ai programmatori. ---------La crisi e la pirateria si stanno ammazzando il mondo della musica. Lo scorso anno a causa della pirateria digitale le industrie creative dell’Unione Europea perso 10 miliardi di euro e bruciato 185.000 posti di lavoro. La diffusione sempre più capillare della banda larga e di Internet veloce rischia di rendere il conto ancora più doloroso nel 2010. Solo in Italia i danni sono stati di 1,4 miliardi di euro con 22.400 posti di lavoro lasciati per strada, dicono i dati forniti dalla società indipendente Tera Consultants, che prevede entro il 2015 perdite fino a 240 miliardi di euro. Secondo l’indagine, presentata a Bruxelles, nel 2008 le industrie creative hanno offerto un contributo pari al 6,9% del totale del Pil con una quota del 6,5% dell’occupazione totale dell’Ue. «Sulla base delle attuali proiezioni e in assenza di cambiamenti significativi nella politica del settore, le industrie creative dell’Unione Europea potrebbero subire entro il 2015 perdite pari a 240 miliardi di euro e 1,2 milioni di posti di lavoro in meno», spiega lo studio preoccupato che non venga presa alcuna misura per arginare la pirateria.
----------La Commissione europea, con la direzione generale per il Commercio,ha organizzato il 22 marzo a Bruxelles l'incontro Acta (Anti-Counterfeiting Trade Agreement), che si propone tra l’altro una nuova regolamentazione internazionale della proprietà intellettuale e del copyright. L’iniziativa arriva dopo la ferma presa di posizione del Parlamento europeo per il massimo di trasparenza sul negoziato. La risoluzione stabilisce l’opposizione del Parlamento europeo a qualsiasi ipotesi di disconnessione forzata, ovvero la cosiddetta soluzione "three strikes", con l’uscita automatica da Internet degli utenti sospettati di violazione del copyright dopo tre avvertimenti; il no al fatto che i provider possano trasformarsi in organi di sorveglianza, al fine di monitorare le attività dei propri utenti per scoprire eventuali illeciti; così come il rifiuto di qualsiasi perquisizione obbligatoria alle frontiere per lettori mp3, computer e cellulari. Sulla stessa lunghezza d’onda un documento di Peter Hustinx, Garante europeo per la protezione dei dati (Edps), che pone l’accento sulla possibile minaccia per la tutela dei dati personali dei cittadini: «La proprietà intellettuale è una questione importante per la società e deve essere protetta, ma non mettendola al di sopra dei diritti fondamentali dei cittadini, alla privacy e alla protezione dei loro dati». In aula a Strasburgo il commissario Ue al Commercio, Karel De Gucht, nel sottolineare l’importanza di raggiungere la nuova intesa internazionale, affinchè l’economia europea «che si fonda su innovazione, creatività e marchi possa rimanere competitiva», ha tuttavia rilevato: «L’Ue non appoggia e non accetterà l’obbligo di scollegare gli utenti Internet che scaricano contenuti non autorizzati. I vari Stati europei hanno approcci diversi e vogliamo mantenere questa flessibilità, nel pieno rispetto dei diritti fondamentali e delle libertà civili». E in ogni caso, al prossimo incontro al tavolo negoziale, previsto in aprile, l’Europa farà pressione, affinchè la bozza di accordo dell’Acta venga resa pubblica. ---------Al Senato Usa sarà presto in discussione una legge contenente sanzioni per le multinazionali Internet americane che collaborano con regimi repressivi. Lo ha annunciato il senatore democratico Dick Durbin, nel corso di un’audizione della Sottocommissione per i Diritti Umani e la Legge. Con poche eccezioni ha detto Durbin l’industria tecnologica sembra poco incline ad autoregolarsi e poco disponibile a dialogare col Congresso riguardo ai gravi pericoli che minacciano i diritti umani nel mondo. Di fronte a questa resistenza, ritengo sia tempo di assumere un atteggiamento più propositivo. Il dialogo con grosse società come Google, Twitter e FAcebook, non è sempre dei migliori, spesso perchè tali società non si dicono preparate o troppo piccole per questi tipi di incontri. All’audizione era presente invece Google che, per bocca della sua vice-presidente Nicole Wong, ha ricordato le recenti vicissitudini che la sua azienda ha dovuto affrontare in Cina e in particolare i recenti attacchi di hacker che hanno portato la Grande Googole a riconsiderare la propria politica di acquiescenza alle richieste censorie del governo cinese. Wong ha ricordato come il fenomeno della censura sui contenuti Internet sia in crescita in tutto il mondo: negli ultimi anni, ben 25 Paesi hanno bloccato uno o più servizi di Google. Il più colpito è stato YouTube, al quale è stato impedito l’accesso in almeno 13 Stati, fra cui Brasile, Marocco, Indonesia e Turchia. Anche le piattaforme di blogging Blogger e BlogSpot e il social network Orkut sono stati presi di mira in diverse nazioni. ---------------Un tribunale di Barcellona ha assolto il primo sito di condivisione di file ad essere stato portato in tribunale per un presunto reato contro i diritti d’autore. Secondo il giudice inoltre «le reti P2P, in quanto mere reti di trasmissione di dati tra privati, non violano alcun diritto protetto dalla legge sulla proprietà intellettuale». Il principio di offrire link che rimandano ad altri contenuti - anche coperti da copyright, come succede nel Peer-to-peer - non è illegale perchè è il sistema su cui si basa la stessa Internet ed una moltitudine di pagine fanno ciò che si vuole impedire, compresi i motori di ricerca. Per la stampa spagnola la sentenza è «storica» perchè è la prima del genere, è una sconfitta per il denunciante (la Sgae, la Siae spagnola) che chiede la chiusura di questo tipo di siti, e perchè il governo sta vuole promuovere una proposta di legge che consentirebbe alle autorità amministrative di chiudere le pagine Web considerate illegali. ---------Franco Bernabè, annuncia l'arrivo sul mercato italiano di una «piattaforma di distribuzione di contenuti editoriali in formato elettronico» che punterà su un sistema standard per superare le difficoltà di un mercato oggi caratterizzato da «una situazione estremamente confusa» per le diverse piattaforme e le diverse soluzioni tecnologiche in campo. Telecom Italia, aggiunge l'amministratore delegato, ha «avviato il progetto» per lanciare «una piattaforma di distribuzione, anche commerciale, che consentirà di avere un e-reader in un sistema standardizzato con condizioni estremamente vantaggiose per editori ed autori
------- Iab Europe ha presentato una ricerca sul comportamento e le attitudini online di 32.000 utenti in 16 mercati, da cui emergono alcune marcate differenze ed affinità nel modo in cui gli europei utilizzano il Web. Ideato quale supporto agli operatori di settore per comprendere meglio l’impatto di Internet sulle vite dei consumatori – sia a livello internazionale, sia nei singoli mercati – il progetto di ricerca annuale “Mcdc” (Marketers & Consumers, Digital & Connected) racchiude una miniera di informazioni. L’indagine è stata condotta da InSites Consulting, in partnership con Iab Europe. Se i livelli di penetrazione di Internet variano ampiamente tra le varie regioni d’Europa, passando dall’85% nei Paesi Bassi al 32% in Romania, il tempo trascorso sul Web e la frequenza di utilizzo differiscono pochissimo da Paese a Paese. La maggior parte degli utenti di Internet si connette sei o sette giorni alla settimana (71%) e, in quei giorni, il 76% rimane online per più di un’ora. Gli europei del Nord hanno il record di frequenza – il 77% accede a internet giornalmente – ma sono gli europei dell’Est a trascorrere in media più tempo online: un terzo (33%) rimane sul web per 3 o più ore ad ogni connessione. La quasi totalità degli accessi a Internet in Europa avviene attraverso banda larga, mentre le connessioni “narrowband” (a banda stretta) rappresentano solo il 3%. Le connessioni wireless sono diffuse in ambiente domestico, ma con alcune differenze significative: nel Nord Europa, la Norvegia vanta un livello di penetrazione pari al 63%; nel Sud Europa, il 59% delle famiglie spagnole usa il web in modalità wireless, mentre solo il 19% di quelle ungheresi ha un accesso a internet senza fili. Secondo i risultati dell’indagine, sono i cittadini dell’Est Europa a consultare maggiormente fonti di intrattenimento online. Il 49% degli intervistati in Ungheria, Polonia e Romania guarda la Tv o altri contenuti video sul web, il 44% ascolta programmi radiofonici in tempo reale, il 31% scarica musica, mentre il 27% gioca e scommette online. Nell’ultimo mese, il 52% degli internauti intervistati ha aggiornato o visualizzato un profilo all’interno di un social network. Come per l’entertainment online, anche in materia di “reti sociali” sono i cittadini dell’Est Europa a distinguersi: il 59% ha visualizzato o aggiornato un profilo nell’ultimo mese. In particolare, guida la classifica l’Ungheria, con il 65%, seguita da Romania (61%) e Polonia (56%). L’indagine conferma come l’e-commerce rappresenti una delle aree più significative di fruizione del web nell’Europa occidentale e settentrionale. Il 57% degli utenti internet europei ha acquistato un prodotto o un servizio online negli ultimi 12 mesi e circa i tre quarti (74%) hanno affermato di ricercare online informazioni su prodotti o servizi, almeno una volta a settimana. Ma l’Est Europa è l’unica regione in cui gli intervistati sono più propensi ad acquistare un articolo da un altro utente internet (27%) che da un sito di e-commerce (24%). -------- Nokia ha raggiunto un accordo con Skype per installare gratuitamente l’applicazione Voip sugli smartphone per effettuare telefonate via Internet. L’istallazione dell’applicazione Skype su Symbian (il sistema operativo per i telefonini) «permetterà a chi possiede uno smartphone Nokia di usare Skype in mobilità, sia sfruttanto una connessione Wifi che le tecnologie Gprs, Edge e 3G», lo hanno reso noto in un comunicato le due aziende. La rapida evoluzione e diffusione dei servizi telefonici gratuiti via Internet è un fenomeno con cui le grandi società del settore devono fare i conti. Per questo motivo, come si legge in una nota della società, Nokia ha aggiunto sul proprio negozio online un link per scaricare gratuitamente lo skype.Questo software permetterà di effettuare chiamate internazionali e nazionali Skype-to-Skype, inviare o ricevere messaggi di testo e condividere immagini, video e altri file. --------- Un datore di lavoro non può effettuare controlli elettronici sui pc dei dipendenti per sapere se accedono a siti Internet per ragioni personali. Lo si evince da una sentenza con cui la Cassazione ha dichiarato illegittimo il licenziamento di una donna che era stata sorpresa a navigare sul Web, mentre tali accessi online erano autorizzati solo per esigenze di servizio. Il numero degli accessi ad Internet effettuati dalla dipendente era stato calcolato dall’azienda attraverso un programma di controllo informatico centralizzato, installato senza un preventivo accordo con i rappresentanti sindacali. Il tribunale di Milano aveva dichiarato l’illegittimità del licenziamento, rilevandolo sproporzionato rispetto agli addebiti contestati alla lavoratrice e, poichè i dati prodotti attraverso il software di controllo erano stati ritenuti non utilizzabili nel processo, il giudice aveva tenuto conto solo dei tabulati rilevabili direttamente dal computer della donna, da cui era emerso che i collegamenti sul Web erano stati di pochi minuti e che spesso erano avvenuti durante la pausa pranzo. Anche la Corte d’appello aveva condiviso la tesi dei giudici di primo grado, per cui l’azienda era ricorsa in Cassazione. La Suprema Corte (sezione lavoro, sentenza n.4375) ha rigettato il ricorso, ricordando che lo Statuto dei lavoratori sancisce che «la vigilanza sul lavoro, ancorchè necessaria nell’organizzazione produttiva, vada mantenuta in una dimensione "umana" e cioè non esasperata dall’uso di tecnologie che possono rendere la vigilanza stessa continua e anelastica, eliminando ogni zona di riservatezza e di autonomia nello svolgimento del lavoro». Esigenze organizzative «produttive o di sicurezza del lavoro» possono, continua la Cassazione, «richiedere l’eventuale installazione di impianti ed apparecchiature di controllo, dai quali derivi anche la possibilità di controllo a distanza dell’attività dei lavoratori», ma in tal caso, si legge ancora nella sentenza, «è prevista una garanzia procedurale a vari livelli, essendo l’installazione condizionata all’accordo con le rappresentanze sindacali aziendali o con la commissione interna, ovvero, in difetto, all’autorizzazione dell’Ispettorato del lavoro». --------A inizio marzo si è tenuto, presso l'aula magna del Collegio Santa Chiara, la III edizione di Compu-tec, il ciclo di seminari gratuiti su Comunicazione Pubblica e Tecnologie, organizzato dal dipartimento di Scienze della Comunicazione dell’Università di Siena, in collaborazione con l’Associazione Italiana della Comunicazione Pubblica e Istituzionale e del Centro Universitario per l’Innovazione e la Qualità nelle Pubbliche Amministrazioni. L’edizione 2010 comprendeva 5 seminari di sei ore dove sono state trattate tematiche innovative e di grande attualità nel settore della comunicazione pubblica e istituzionale, con la partecipazione di esperti del settore e rappresentanti del mondo accademico, destinati agli studenti universitari, agli operatori della comunicazione pubblica e ai dipendenti pubblici che lavorano nel settore della comunicazione e dell’informazione. Tra gli argomenti affrontati nei seminari "i giovani e i social network" e il rapporto tra blog e istituzioni pubbliche; le tecnologie partecipative e analisi delle problematiche legate all'accesso per i soggetti diversamente abili; il rapporto tra pubblica amministrazione e cittadini; come i nuovi strumenti digitali incidono sulla vita dei cittadini, con uno sguardo attento al rapporto con le istituzioni europee. Per informazioni è sufficiente collegarsi al sito www.media.unisi.it/computec e iscriversi.
------Il 6 marzo scorso, si è tenuto ad Hannover il CeBit 2010, la grande fiera europea dell’elettronica, punto d'incontro per i principali attori nel campo dell'Ict. Più di 480.000 visitatori, provenienti da 80 Paesi, 6000 espositori e una grande varietà di eventi. In mostra gli ultimi prodotti legati alle nuove tecnologie dell'informazione e delle telecomunicazioni, presentati inoltre nuovi servizi, infrastrutture e soluzioni per il mondo del business. Per quanto riguarda l'Italia, il Piemonte è stata la regione più rappresentata, con 13 espositori (11 imprese e 2 enti di ricerca). Il coordinamento è stato affidato a Think Up, progetto per lo sviluppo internazionale del comparto Ict piemontese, promosso dalla Camera di commercio di Torino, con il supporto di tre partner tecnici: Centro Estero per l’Internazionalizzazione, CSI-Piemonte e Fondazione Torino Wireless. ------Quindici anni fa, grazie all’ingegno di Jerry Yang e David Filo, due studenti della Stanford, nasceva Yahoo!. Il tempo passato non sembra molto, considerata l’evoluzione che ha interessato Internet ed il modo in cui viene percepita e usata dagli utenti. Per capire in che modo la Rete abbia influenzato la vita quotidiana delle persone, Yahoo! ha condotto una ricerca in tutti Paesi in cui è presente e a cui hanno partecipato 700 utenti di Internet in Italia. Ecco in sintesi i dati che ne sono emersi. Per gli italiani la email, il motore di ricerca e le news sono i servizi più popolari, utilizzati su base quotidiana, e più della metà dichiara che non può più immaginare la propria vita senza Internet, perchè ha semplificato la routine quotidiana e facilitato i modi per rimanere aggiornati. La Rete viene percepita come uno strumento informativo e moderno, ma ormai anche sociale. Anche se non è ancora il modo più diffuso, da qualche anno si sta affacciando l’uso di Internet attraverso dispositivi mobili. In Italia stenta a decollare, ma qualcosa si sta muovendo. Il 5% di chi ha usato Internet per la prima volta più di cinque anni fa, l’ha fatto da un device mobile. Il 13,5% oggi usa Internet giornalmente da un telefonino o da dispositivi affini. E sebbene sia difficile dire oggi cosa succederà nei prossimi 15 anni, moltissimi sono convinti che tutti saremo online, che saranno connessi anche dispositivi elettronici come elettrodomestici e macchine fotografiche e che il 3D diventerà lo standard per Internet. -------La candidatura di Internet a Premio Nobel per la Pace 2010, promossa dal progetto di Wired Italia "Internet for Peace" è diventata realtà. La commissione norvegese designata alla supervisione delle proposte, ha accettato la candidatura della Rete al prossimo Premio Nobel per la Pace, presentata con la sottoscrizione di Shirin Ebadi (Premio Nobel per la Pace 2003), e 160 tra deputati e senatori italiani. L'idea di candidare Internet al Premio Nobel per la Pace, nata a novembre dalle pagine del mensile di tecnologia Wired Italia attraverso il progetto Internet For Peace, fin da subito aveva raccolto il favore di nomi eccellenti come quelli di Shirin Ebadi, dello stilista Giorgio Armani e del Professor Umberto Veronesi, primi ambasciatori e firmatari del manifesto dell'iniziativa. -------- Nuova rotta per il Dipartimento della Difesa, che ha deciso di permettere alle forze armate di utilizzare Facebook, Twitter e altri forum di socializzazione online. Ne dà notizia la NbcNews, che riporta quanto si legge in un comunicato del Pentagono. Restano invence bloccati siti che offrono pornografia, gioco d’azzardo o che promuovono attività illegali. Alcune unità delle forze armate - tra queste ad esempio il corpo dei Marines - avevano l’anno scorso messo al bando Twitter, Facebook, MySpace e altri media sociali per timore di attacchi di hacker. «La natura dei social network crea aperture vulnerabili agli attacchi, espone informazioni non necessarie agli avversari ed è un facile canale per la fuga di notizie, che rischia di compromettere la sicurezza operativa, delle comunicazioni e del personale», si spiegava nell’ordine diffuso ai soldati americani. Contenuti extra Se ne parlerà a Torino dal 19 al 22 settembre, nel corso della "European Conference and Exhibition on Optical Communication" (Ecoc). Si tratta di un evento scientifico di portata mondiale che riunirà i più autorevoli studiosi e ricercatori italiani, europei ed extraeuropei nel campo delle comunicazioni a fibre ottiche e della loro applicazione nel settore delle telecomunicazioni. Quest’anno la manifestazione raggiunge la sua 36° edizione e rappresenta a livello scientifico il più importante forum internazionale per la presentazione dei risultati della ricerca e degli sviluppi scientifici nonché delle principali innovazioni. Alla conferenza si affiancherà tradizionalmente un’esposizione internazionale, che si tiene parallelamente alla manifestazione scientifica e che attrae un bacino di oltre 4000 visitatori ogni anno.
--------------Facebook diventa grande come tutta l’Unione europea (ha appena compiuto sei anni e raggiunto i 400 milioni di utenti), e a Bruxelles si preparano le prime norme per lo 'Stato virtuale dove oggi governa l’anarchia': preoccupata soprattutto dall’utilizzo spesso inconsapevole che ne fanno i ragazzi, la Commissione Ue dichiara di volerli mettere al riparo nella giungla dei social network che cannibalizzano i loro dati personali, incuranti delle conseguenze per i minori. Sono quasi 42 milioni gli utenti dei social network in Europa, spiega la Commissione europea in uno studio che sarà pubblicato martedì prossimo, nella giornata dell’Internet più sicuro (Safer Internet Day). Di questi, la maggior parte sono ragazzi e adolescenti che si iscrivono a Facebook, MySpace o Dailymotion e li utilizzano come mezzi per affermare la propria identità. Ma se da un lato - precisa Bruxelles - le nuove tecnologie offrono nuove opportunità di espressione personale e creatività, dall’altro possono anche portare a situazioni imbarazzanti o addirittura pericolose. Per esempio, una foto, una volta pubblicata online, vi resta per sempre e può essere vista da chiunque, anche dopo anni. Perciò la Commissione avverte: ’postare' oggi una foto scattata ad una festa, può avere conseguenze domani, ad esempio, sul modo in cui un potenziale datore di lavoro valuterà il vostro curriculum. E a farne le spese un giorno saranno soprattutto i ragazzi che oggi sfidano le convenzioni e pubblicano di tutto sui loro profili senza paura di opinioni o censure. È a loro che Bruxelles pensa quando cerca di introdurre qualche regola nella gestione anarchica dei social network: almeno i bambini e gli adolescenti, per il commissario ai Media Viviane Reding, devono essere messi in grado di utilizzare la propria identità online in modo responsabile. Un’idea è nascondere di default i profili dei minorenni e renderli inaccessibili ai motori di ricerca, come già ipotizzato dalla stessa Reding. Già lo scorso anno aveva chiesto a Facebook e Co. di prendere provvedimenti per proteggere i minori. In caso contrario, la commissaria si era detta pronta a dettare nuove regole ad hoc, perchè «gli europei hanno il diritto di controllare come vengono utilizzate le loro informazioni personali». --------------Gli attacchi informatici alla rete di Google e di altre corporation americane sarebbero partiti da una delle migliori facoltà di informatica della Cina e da un Politecnico che forma gli esperti informatici dell’Esercito. È quanto rivela oggi il ’New York Times’, citando fonti vicine all’inchiesta avviata dopo la denuncia contro la Cina da parte della compagnia di Palo Alto, denuncia che ha innescato il periodo di fortissima tensione tra Washington e Pechino culminato con l’incontro tra Barack Obama ed il Dalai Lama. Immediatamente dopo la dichiarazione con cui Google il 12 gennaio scorso denunciava le incursioni da parte di hacker cinesi e minacciava di sospendere la sua attività in Cina, il governo americano infatti si è subito schierato con l’azienda di Mountain View, non solo con importanti dichiarazioni politiche, come il discorso sulla libertà su Internet di Hillary Clinton, ma anche mettendo al lavoro gli esperti di contro spionaggio informatico del National Security Agency. Ed ora questo team misto di investigatori è riuscito nel difficilissimo compito di risalire attraverso le tracce dissimulate ad arte dai pirati, determinando che alcuni degli attacchi sarebbero partiti dalla Shanghai Jiaotong University e dall’Istituto tecnico di Lanxian. Il primo ateneo offre quello che viene considerato uno dei migliori corsi in informatica del paese: i suo studenti proprio nelle scorse settimane hanno battuto quelli di Stanford - dove nel 1998 i suoi studenti Larry Page e Sergey Brin crearono Google - e di altre super università americane nella «Battle of Brains», la competizione per programmatori di computer organizzata dalla Ibm. La seconda scuola è un Istituto tecnico della provincia orientale di Shandong, sovvenzionata anche dall’esercito perchè forma alcuni dei suoi esperti informatici. La facoltà di informatica del Politecnico è gestita da una compagnia strettamente collegata con Baidu, il motore di ricerca cinese e quindi diretto concorrente di Google. Il Times sottolinea come tra gli esperti dell’industria informatica e quelli dell’amministrazione Obama vi siano interpretazioni diverse sul fatto che le intrusioni sembrano partire da istituti universitari e non da uffici del governo o dell’esercito cinese. Alcuni affermano che documenti riservati provano che il Politecnico sia stato usato come copertura dal governo. Ma altri avanzano l’ipotesi che le università siano state usate come diversivo per comprire un’operazione di intelligence gestita da un paese terzo. Ed altri ancora parlano di un possibile enorme esperio di spionaggio industriale. Intanto, i portavoce delle università cinesi, contattati dal giornale newyorkese, affermano di non aver avuto notizia del fatto che gli investigatori americani colleghino i loro atenei agli attacchi a Google. Se questo fosse vero «metteremo in allarme i nostri dipartimenti ed avvieremo la nostra inchiesta», ha dichiarato il portavoce della Jiaotong. Tuttavia, coperto dall’anominato, un professore di Web security ha dichiarato di non essere «sorpreso» ammettendo che«in effetti è una cosa abbastanza normale che i nostri studenti attacchino i siti Web stranieri». No comment anche dall’istituto tecnico, dove il portavoce si è anche rifiutato di confermare se tra i suoi docenti ci sia un professore ucraino che sarebbe collegato ad altri attacchi informatici, secondo un’inchiesta condotta da un società di appalto dell’esercito americano. Uno dei responsabili dell’istituto ha affermato di ritenere «impossibile che i nostri studenti possano attaccare Google o altre compagnie statunitensi perchè sono solo studenti di scuola superiore ed anche perchè noi adottiamo rigide misure di controllo». -----------I registri di classe vanno in pensione e i professori saranno dotati di computer dove mettere voti e note. La novità, tra i primi esempi in Europa, rientra in un progetto pilota del costruttore taiwanese di Pc Asus e coinvolge il Liceo Crespi di Busto Arsizio (Varese) e l’Educandato Statale “Agli Angeli” di Verona. In entrambi gli istituti ogni insegnante avrà a disposizione un mini-computer che, oltre a servire per la didattica in aula, andrà a sostituire sia il registro di classe, sia quello personale del professore. «Si tratta di un nuovo e decisivo passo in avanti verso l’informatizzazione della scuola, che coinvolge in modo significativo i metodi stessi di insegnamento», ha commentato Asus in una nota. «Dotando ogni docente di un netbook personale, la scuola è in grado di orientarsi verso nuove forme di didattica, con lezioni sempre più interattive, dove la tecnologia consente di approfondire qualsiasi tema anche attraverso internet, fino ad arrivare, col tempo, a eliminare carta e penna tramite l’utilizzo esclusivo di supporti digitali». ------------Il Gruppo Editoriale Mauri Spagnol si lancia il torneo letterario Io Scrittore, presentato sul sito Internet www.ioscrittore.it. Si tratta di un’inedita operazione di scouting letterario totalmente affidato alla “moltitudine” dei lettori della Rete che sceglieranno i loro scrittori in una sorta di competizione paritaria sottratta ai pregiudizi del mondo editoriale istituzionale, ma anche ai giudizi sempre benevoli degli amici. Il torneo Io Scrittore vuole realizzare una sinergia virtuosa tra il ruolo dello scrittore e quello del lettore recensore affinché gli scrittori partecipanti siano anche giudici degli altri romanzi attraverso un meccanismo anonimo di valutazione basato su voti e recensioni obbligatorie. Di fatto leggere libri è la premessa per scrivere meglio. Il risultato finale sarà la pubblicazione cartacea del romanzo (o eventualmente dei romanzi) vincitore e la pubblicazione in forma di e-book per 30 finalisti. Si può vincere però anche come lettori. Gems infatti valuterà i giudizi dei partecipanti sugli altri manoscritti per individuare lettori credibili che possano eventualmente divenire collaboratori delle case editrici. Il torneo Io Scrittore vuole essere insomma una prima risposta di Gems alla svolta tecnologica che sta cambiando profondamente la cultura, la sua produzione e la sua fruizione, ma è anche una nuova opzione editoriale, attuale e democratica, per stimolare la produzione letteraria e il piacere della lettura. È un piccolo, grande passo di un Gruppo che guarda alla tradizione e alla modernità senza pregiudizi con l’obiettivo ambizioso di favorire e sollecitare i sentieri meno battuti della creatività ------------La biblioteca pubblica, la più ricca, tutta in casa nostra, anzi in tasca, sempre disponibile. È la prospettiva che si apre con l’annuncio della British Library londinese, probabilmente la più grande biblioteca del mondo: entro la primavera renderà disponibili più di 65 mila titoli dell’800, da Dickens alla Austen, dai classici agli autori vittoriani più ignorati e dimenticati. Li si potrà scaricare gratuitamente sul Kindle, il lettore di libri elettronici lanciato da Amazon, in una versione che conserva l’aspetto, illustrazioni comprese, delle preziose edizioni originali. Amazon, a sua volta, dovrebbe mettere in vendita una collezione di tascabili cartacei molti simili alle prime edizioni, ma è evidente che il risvolto commerciale dell’operazione si limiterà a un certo numero di titoli. Il tornaconto di Amazon sarà piuttosto nell’arricchire enormemente il catalogo del suo Kindle. Quello del pubblico sembrerebbe invece enorme: nasce la possibilità di diventare il padrone assoluto di una biblioteca smisurata, proprio come se un lettore di Borges potesse entrare nella Biblioteca di Babele, o uno di Umberto Eco in quella inaccessibile dell’abbazia, del Nome della rosa. È il sogno di tutti i bibliofili, anche perché la gran parte di questi volumi sono ormai introvabili. Ed è un passo avanti rispetto alle possibilità offerte da Google-books, con il suo programma di digitalizzazione dei libri custoditi nelle maggiori biblioteche americane (e peraltro bloccato dalle autorità europee). In questo caso i testi, spesso in versione non integrale, sono infatti accessibili solo attraverso lo schermo del computer, che è indubbiamente meno comodo, soprattutto per la narrativa, di un lettore eBook. La British Library ha scelto ovviamente i libri ottocenteschi perché possono essere distribuiti senza problemi, in quanto liberi da copyright (i diritti scadono a settant’anni dalla morte dell’autore); e anche perché sono ancora facilmente avvicinabili nelle versioni originali. L’operazione, condotta col sostegno di Microsoft, suona come una sfida al mercato dei tascabili. Ma non è affatto detto che sia così: la riscoperta di un esercito d’autori non più accessibili potrebbe anzi rappresentare una nuova opportunità proprio per gli editori.
-------------Un caso internazionale investe Nokia. Con una risoluzione adottata mercoledì il parlamento europeo accusa il gigante della comunicazione finlandese di collaborare con l’Iran nella fornitura di tecnologie che il regime iraniano avrebbe poi usato per perseguitare e arrestare i dissidenti. La compagnia finlandese respinge le accuse, spiegando che la tecnologia usata a Teheran è la stessa utilizzata anche nei paesi europei. Ben Roome, responsabile delle comunicazioni, ha confermato alla Bbc la fornitura di tecnologie a scopo di sorveglianza nel 2008, ma ha spiegato che dotare l’Iran degli strumenti per il controllo delle tlc non implica prevederne un suo uso a scopo censorio. Inoltre, l’equipaggiamento dato all’Iran, avendo una capacità di sorveglianza “di base”, sarebbe piuttosto elementare a livello tecnologico e permetterebbe di monitorare solo le telefonate dei cellulari. In realtà dettagli sulle attività di Nokia in Iran erano già venuti alla luce lo scorso giugno, quando dai media era partita l’accusa di aiuti al regime iraniano per l’intercettazione delle comunicazioni, in un momento in cui la protesta stava correndo proprio sui nuovi mezzi di comunicazione, tra cui i telefonini. Il colosso della comunicazione non si scompone: «Crediamo che le tecnologie mobili migliorino la qualità della vita- ha detto Roome- promuovendo la trasparenza e la democrazia, fornendo ai cittadini un mezzo per farsi sentire». Ma la stretta del regime iraniano sui mezzi di comunicazione e sulla stampa si fa sempre più pressante. Durante l’anniversario della rivoluzione, non potendo impedire ai giornalisti di coprire le celebrazioni, il Dipartimento per la stampa estera li ha portati direttamente sulla Piazza Azadi, dove ha parlato Ahmadinejad. Per la prima volta è stato vietato loro anche mescolarsi alla folla dei cortei ufficiali, per timore che potessero testimoniare qualche infiltrazione degli avversari. Il risultato è stato che, mentre la televisione di Stato mandava in onda immagini - riprese dalle emittenti internazionali - di una folla sterminata che inneggiava a Ahmadinejad, la miriade dei siti e blog di Internet ha diffuso immagini di proteste in varie piazze e nella metropolitana di Teheran, oltre a notizie di arresti, feriti e di tre dimostranti, fra cui una ragazza, uccisi dalle forze di sicurezza. Ma, con l’ulteriore stretta sul Web imposta negli ultimi giorni dalle autorità, è diventato ancora più difficile per l’opposizione in Iran diffondere notizie e video. Molti giornalisti su posizioni riformiste sono stati arrestati negli ultimi mesi e altri hanno lasciato il paese e anche il «cittadino-giornalista», ossia la gente comune che raccoglie informazioni sul terreno e le mette in circolazione, stenta oggi a mantenere un flusso costante di notizie, come invece avveniva durante le proteste seguite alla rielezione di Ahmadinejad. -------------Si è svolto a Barcellona, l’annuale appuntamento
con la telefonia mobile mondiale. Anche se telefonare rimane sempre la funzione principale per buona parte dell’utenza mondiale, i software che dotano i telefoni di multifunzionalità fanno ormai la parte del leone. Di scena i più importanti produttori di cellulari e smartphone, tranne Apple, di cui però circolano in queste ore in rete le presunte foto del prossimo iPhone, il G4, quasi certamente poco attendibili. Oltre la presentazione di nuovi cellulari, l’ attenzione è stata catalizzata anche dai negozi di applicazioni online e sul software, a cominciare dalle piattaforme operative. Svelato il nuovo sistema operativo Microsoft per telefonini, Windows Mobile 7, tentativo da molti definito estremo, della casa di Redmond di riguadagnare un mercato, quello degli smartphone, che all’inizio guidava e nel quale adesso subisce invece la supremazia di Blackberry e iPhone. Ma molte altre piattaforme mobili conquistano il loro spazio di visibilità, prima fra tutte quella di Google, con la nuova versione di Android che rischia di rubare la scena a Microsoft. Ci sarà anche il nuovo ambiente Bada di Samsung, e Maemo, il sistema operativo mobile che Nokia ha intenzione di spingere al massimo. E al Mobile World Congress Opera Software presenterà Opera Mini per iPhone, il primo browser non della Apple per il melafonino. Per il settore dell'hardware si attendono le novità degli apparecchi ibridi, come i tablet con connettività mobile (tipo iPad), e le nuove apparecchiature Lte e infrastrutture di rete dedicate alla telefonia 4G, quella che dovrà assicurare collegamenti veloci come l’Adsl di casa sul telefonino. -------------Un virus informatico di tipo botnet, diffuso via Internet, ha infettato i computer di oltre 2.500 aziende in tutto il mondo: è quanto pubblica il quotidiano statunitense il New York Times, citando l’azienda di sicurezza informatica NetWitness. Il virus è in grado di «rubare» documenti digitali, inviare spam, e installare programmi per registrare i caratteri digitati sulla tastiera; lo scopo di questa particolare versione del virus sembra essere quello di raccogliere le password per i servizi bancari online, social network e caselle di posta elettronica (il nome "botnet" si riferisce ad una serie di pc infestati, controllabili da un computer centrale). L'azienda di Herndon, in Virginia, che ha analizzato i dati, ha svelato che molti sistemi commerciali e governativi erano già stati colpiti, con 68.000 dati di accesso rubati tra banche online, servizi mail, Yahoo!, Hotmail e anche il social network Facebook. Ma non si tratta dell’episodio più grave dell storia recente: il virus Conficker, creato nel 2008, riuscì ad infettare oltre 15 milioni di pc e continua ad essere presente su milioni di sistemi informatici. ------------Sono 30,863 milioni gli italiani, il 64,6% della popolazione tra gli 11 e i 74 anni, che dichiarano di avere un accesso a Internet da qualsiasi luogo (casa, ufficio, studio, altri luoghi) e attraverso qualsiasi strumento, con un incremento del 10,4% rispetto al 2008 pari a 2,9 milioni di individui in più. Sono 10,8 milioni le famiglie con accesso a Internet da casa tramite qualsiasi device, ovvero il 51,9% delle famiglie italiane con almeno un componente fino a 74 anni (+13,6% rispetto al 2008). Di queste il 69,5% dispone di un collegamento veloce tramite Adsl e senza limiti di tempo (abbonamento flat nel 90,3% dei casi con Adsl o cavo/fibra ottica). Queste le principali novità contenute in Aw Trends, il report
sulla diffusione dell'online in Italia realizzato da Audiweb in
collaborazione con Doxa, che alla sua VI edizione presenta i dati raccolti
tra il 2008 e il 2009 e la sintesi dei risultati cumulati di quattro cicli
(dal 9 febbraio al 1° dicembre 2009), basati su un campione di
rappresentativo della popolazione italiana tra gli 11 e i 74 anni (10.130
interviste complessive). In base ai numeri, si conferma una crescente diffusione di Internet in Italia, con una distribuzione abbastanza simile sul territorio - a eccezione dell'area Sud e le Isole che presenta una percentuale di individui più bassa (58,4%) rispetto alle aree Centro (69,6%), Nord-Est (67,4%) e Nord-Ovest (67,4%) - un'elevata concentrazione nelle differenti fasce d'età e un'importante espansione della base degli utilizzatori, soprattutto nell'utilizzo individuale e domestico del mezzo, guidata anche da una forte crescita delle nuove forme di connessione in mobilità. L'accesso a Internet da qualsiasi luogo e strumento è disponibile per il 68,2% degli uomini e il 61,2% delle donne, in particolare tra i giovani di 11-17 anni (82,7%), 18-34 anni (78,9%) e tra i 35 e i 54 anni (71,9%). Gran parte degli Italiani con accesso alla Rete risponde a un profilo medioalto: imprenditori e liberi professionisti (93,7%), dirigenti, quadri e docenti universitari (92,1%), impiegati e insegnanti (91%), laureati (93,2%) e, più di tutti, gli studenti universitari (98,5% dei casi). Entrando nel dettaglio dei differenti luoghi di fruizione, l'accesso da casa tramite computer è indicato da 27,2 milioni di Italiani, il 57,1% della popolazione, con un trend in crescita costante in tutto il 2009 che registra il 15,1% in più rispetto al 2008. L'accesso a Internet da «altri luoghi», quali biblioteche e Internet point, presenta una crescita del 6,5% rispetto al 2008, toccando il 4,9% della popolazione. La disponibilità di accesso da luogo di studio come scuole e università è presente nel 7,3% della popolazione, registrando un calo del 12% rispetto al 2008. L'accesso da luogo di lavoro e ufficio è indicato dal 38,2% degli italiani occupati con una variazione percentuale del -4,7% rispetto al 2008. Più in dettaglio, gli occupati che accedono a Internet da lavoro o ufficio hanno più di 54 anni nel 40,1% dei casi, 35-54 anni nel 38,4% dei casi o 17-34 anni nel 37,2%. Più donne (40,4%) che uomini (36,8%) e un profilo decisamente elevato: il 69,1% dei laureati occupati, il 78,2% dei dirigenti, quadri o docenti universitari e il 68,6% degli imprenditori e liberi professionisti. Cresce molto la disponibilità di accesso alla Rete da dispositivi mobili - cellulare, smartphone e PDA - che riguarda il 9% della popolazione italiana tra gli 11 e i 74 anni, con un incremento del 47,5%. La maggior parte dei possessori di cellulare con accesso a Internet usufruisce dei servizi di telefonia mobile da oltre 3 anni (90,8%), usa una scheda prepagata o ricaricabile (84,2%) spendendo mensilmente fino a 30 euro nel 71,1% dei casi. Dall'analisi sulle motivazioni relative all'uso uso di Internet, emerge che la Rete rappresenta soprattutto una fonte di conoscenza, uno strumento che semplifica e velocizza attività di lavoro, studio o relative a pratiche di vario tipo e attraverso cui gestire le proprie relazioni e divertirsi nel tempo libero. Ci si collega alla Rete perchè è possibile trovare qualsiasi tipo di informazione (47,2%), accedere velocemente ai servizi pubblici e privati a distanza (29,5%), trovare cose disponibili solo sul Web (26,2%), essere informati in tempo reale su notizie di cronaca (20,8%), mettersi in contatto con molte persone in qualsiasi parte del mondo (20,2%). Per i navigatori occasionali (coloro che non hanno navigato negli ultimi 7 giorni), l'accesso a Internet sarebbe più frequente soprattutto se costasse meno (29,1%), se fosse più veloce (18,4%) o se fosse possibile collegarsi dal telefonino senza spendere troppo (10,6%).
---------La cartella clinica elettronica del medico di famiglia viene aggiornata in tempo reale, i referti degli esami e delle visite, le lettere di dimissione dall’ospedale al pronto soccorso confluiscono automaticamente nel fascicolo sanitario elettronico. Ogni cittadino ha sul Web la propria "my page", il portale personalizzato per la salute in cui il medico aggiorna la scheda personale del paziente. I tempi di attesa, anche per un ricovero, si possono trovare su Internet. Tutto questo e altro ancora è scritto nel libro «e-Health e fascicolo sanitario elettronico» di Mauro Moruzzi. Il volume, che nasce da un’esperienza di progettazione di sanità elettronica svolta in gran parte in Emilia Romagna e da un ampio lavoro di studio promosso a Bologna dalla scuola di sociologia sanitaria di Achille Ardigò, si prefigge anche di fornire gli strumenti teorici per la comprensione del fenomeno e-Health, descrive tappe e progetti della sanità in Rete, a partire da quelli più avanzati e illustra nei minimi dettagli il fascicolo sanitario elettronico così come verrà presto conosciuto dai cittadini e dai medici. «L’obiettivo che il libro persegue-dice Moruzzi- non è di presentare un nuovo manuale per i sistemi informativi delle asl ma una riflessione profonda sul fenomeno sociale e tecnico del mondo e-Health: le reti di internet per la sanità e la salute del terzo millennio. Le reti sono sistemi complessi, forme di organizzazione particolari che svolgono una sola funzione, la comunicazione e l’elaborazione di dati e informazioni». --------Cattive notizie per gli appassionati del Web, che tra chat, videogiochi online e social network come Facebook e Twitter passano ore e ore in Rete. Secondo un maxi-studio dell’Università di Leeds (Gran Bretagna), le persone che trascorrono molto tempo su Internet sono più inclini a mostrare sintomi depressivi. Non solo: i ricercatori hanno evidenziato come alcuni cybernauti abbiano sviluppato un atteggiamento compulsivo nei confronti della Rete, sostituendo di fatto i rapporti sociali con i contatti in chat e i messaggi scambiati con "amici" e "follower" sui social network. Per l’1,2% degli utenti, insomma, Internet è come una droga. Il rischio di chi si fa prendere la mano, avvertono gli esperti, è quello di un grave impatto sulla salute mentale. Lo studio ha monitorato 1.319 persone dai 16 ai 51 anni, indagando sull’utilizzo del Web e su eventuali problemi di depressione. «Internet oggi gioca un ruolo importante nella vita moderna - sottolinea Catriona Morrison, prima autrice della ricerca che sarà pubblicata su Psychopathology - ma i benefici» legati a questa tecnologia «sono accompagnati da un lato più oscuro. Se molti di noi usano Internet per pagare le bollette, fare shopping o spedire e-mail, c’è un piccolo gruppo di persone per cui è difficile controllare il tempo trascorso online. Fino al punto che questo interferisce con le loro attività quotidiane». Questi "drogati" di Internet passano, in proporzione, più tempo a caccia di gratificazioni sessuali sui siti web a luci rosse, su quelli specializzati in gioco d’azzardo e chiacchierando in chat rispetto agli altri. E presentano anche una maggiore incidenza di depressione da moderata a severa, rispetto ai cybernauti che non sono caduti nella schiavitù della Rete. «Il nostro lavoro indica che l’uso eccessivo di Internet è associato alla depressione. Ma ancora non sappiamo quale dei due problemi arrivi prima», avverte l’esperta. Se, cioè, il male oscuro sia figlio delle troppe ore al pc, o spinga in qualche modo le sue vittime nella spirale delle maratone online. «Quello che invece è chiaro - aggiunge la Morrison - è che per un piccolo sottogruppo di persone l’eccessivo utilizzo del web potrebbe essere una spia allarmante di una tendenza alla depressione». Nella sua ricerca il team ha monitorato giovanissimi, ragazzi ma anche adulti che usano la Rete per lavoro. Scoprendo che a rischiare di cadere nella trappola della dipendenza sono più spesso i primi, rispetto ai cybernauti di mezza età: l’età media del gruppo di ’addicted’ è infatti di 21 anni. Insomma, la ricerca «rinforza i timori già sollevati dagli esperti: farsi prendere troppo dai siti web fino a sostituire le normali funzioni sociali potrebbe essere collegato a problemi piscologici come, appunto, depressione e dipendenza», dice la ricercatrice. Inoltre se appena l’1,2% dei soggetti monitorati è risultato ’drogatò del web, il problema comunque ha un’incidenza maggiore rispetto ad esempio al gioco d’azzardo patologico, in Gran Bretagna fermo allo 0,6%.
----------Google si allea con l'agenzia del governo per analizzare un attacco spionistico che potrebbe aver origine in Cina. Google arruola la Nsa per difendersi dai cyber attacchi. Il maggiore motore di ricerca del mondo, oggetto recentemente di ripetute incursioni di hacker, ha stretto un accordo in nome della «cybersecurity» con la più potente organizzazione di sorveglianza elettronica del mondo, cioè quell’organismo governativo degli Stati uniti d’America che insieme a Cia e Fbi si occupa di sicurezza nazionale. L’accordo - che deve essere ancora sottoscritto ma che viene anticipato dal Washington Post - prevede che la National Security Agency aiuti Google ad analizzare un recente attacco spionistico di enormi dimensioni che secondo l’azienda della Silicon Valley ha avuto origine in Cina. Questa intesa riveste soprattutto un’importanza simbolica, poiché vede alleati pubblico e privato in nome della sicurezza del mondo in continua evoluzione del cyberspazio e pone interrogativi estremamente delicati sull’equilibrio tra interessi della sicurezza pubblica e privata. Lo stesso direttore della Nsa, Dennis C.Blair, dichiarava due giorni fa: il cyberspazio non può essere protetto senza uno «sforzo di collaborazione che unisca il settore privato americano e i nostri partner internazionali». L’alleanza tra Google e Nsa infatti dovrebbe consentire ai due partner di condividere informazioni critiche, senza al contempo violare la «policy» di Google a tutela della privacy di milioni di utenti e delle loro comunicazioni via posta elettronica. Fonti ben informate, scrive sempre il WP, assicurano che l’accordo non significa che la Nsa possa «controllare» le ricerche effettuate dagli utenti o possa guardare le loro caselle postali, né che Google possa condividere dei dati di sua proprietà. Alcune organizzazioni a garanzia della privacy considerano però questo tipo di collaborazione estremamente pericolosa: l’esperienza post 11 settembre ha dimostrato come gli organismi governativi abbiano in più occasioni spiato e intercettato le «conversazioni» degli americani. A questo punto vale la pena di esprimere un parere di questa
direzione, che già da tempo aveva lanciato l’allarme su una possibile
traslazione della guerra delle onde, il jamming che dalle onde corte si
trasferisce al web. Era prevedibile oltre che naturale, che i regimi
totalitari contrari alla libera circolazione del pensiero, adottassero gli
stessi metodi che per anni hanno ostacolato, senza per altro riuscirvi, a
emittenti come la BBC, Voce della America, Radio Free Europe e Frre Asia, etc
a irradiare trasmissioni vero i loro Paesi. Oggi il jamming si chiama hacker,
o meglio hacker di regime, Cina, Iran e Corea del Nord. Ma facciamo bene
attenzione, anche nelle democrazie occidentali ci sono dei pericoli. A causa
della presenza delle pubbliche amministrazioniin rete, il loro obbligo alla
trasparenza e alla rendicontazione al cittadino, può trovare nella abnorme
presenza di pornografia o peggio pedopornografia un valido capro espiatorio
per sfuggire ai loro obblighi. Speriamo dunque che sia su un fronte che su un
altro il web possa essere un valido strumento di condivisione e libera
circolazione del pensiero, nonché di partecipazione dei cittadini alla vita
pubblica. Grazie a questo sistema se «i ragazzi che viaggiano su Internet entrano in siti pericolosi, e c’è una lista lunghissima, verrà inviato un Sms ai genitori e la trasmissione gli verrà immediatamente interrotta». APPROFONDIMENTI L’accordo che ha valore triennale, è stato stipulato in attuazione del decreto del Ministro dell’Interno del 9 gennaio del 2008, che ha individuato le infrastrutture critiche informatizzate di interesse nazionale, ovvero i sistemi ed i servizi informatici o telematici, gestiti da enti pubblici o società private, che governano i settori nevralgici per il funzionamento del Paese. Tale convenzione, prima nel suo genere per il mondo bancario, segue, in ordine di tempo, gli accordi sottoscritti da ENAV S.p.A., TERNA S.p.A., Automobile Club d’Italia (ACI), Telecom Italia S.p.A., Vodafone Omnitel N.V., Ferrovie dello Stato S.p.A. sulla base del predetto riferimento normativo, e tuttavia rispetto ad essi si distingue in quanto finalizzata a disciplinare due differenti ambiti di collaborazione per la prevenzione e il contrasto dei crimini informatici. La convenzione, infatti, rappresenta anzitutto la formalizzazione del rapporto di collaborazione operativa tra le società del Gruppo UniCredit ed il Centro Nazionale Anticrimine Informatico per la Protezione delle Infrastrutture Critiche (CNAIPIC), istituito presso il Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni e deputato in via esclusiva a svolgere attività di prevenzione e repressione delle minacce e degli attacchi informatici, di matrice terroristica o criminale, diretti ai servizi o ai sistemi informatici delle infrastrutture critiche nazionali. L’accordo prevede l’impegno reciproco alla realizzazione di adeguati canali di collaborazione volti alla condivisione ed all’analisi di segnalazioni, dati e informazioni afferenti alle minacce ed agli attacchi sopra indicati, per l’identificazione della loro origine tecnica e per la gestione delle conseguenti situazioni di emergenza. Inoltre, la convenzione pone le basi di un progetto di collaborazione operativa per la prevenzione ed il contrasto dei crimini informatici che hanno per obiettivo i servizi ed i sistemi dell’home banking e della monetica. Il progetto troverà attuazione con la realizzazione di un centro di interscambio e di analisi di dati e informazioni afferenti alle suddette specifiche fenomenologie criminali.
-------------- «La copertura al 100% sul fronte della banda larga in Europa è fondamentale per la crescita e lo sviluppo economico». Lo ha dichiarato la commissaria Ue designata all’Agenda digitale-Tlc Neelie Kroes nell’audizione all’Europarlamento. «Se facciamo sul serio la realizzeremo entro il 2013 e servirà a favorire soprattutto le aree più svantaggiate». Ma «non ci sarà nemmeno un attimo per riposare», ha quindi sottolineato la commissaria Ue alla concorrenza uscente, per spingere, attraverso l’agenda digitale, la crescita dell’economia e dell’occupazione. Kroes poi vigilerà attentamente sul rispetto della normativa europea sul roaming varata dalla commissaria che l’ha preceduta, la lussemburghese Viviane Reding: «Confido nelle parti e non credo serva una nuova regolamentazione. Ma sia chiaro che se qualcuno non farà quanto stipulato - ammonisce Kroes - imponendo ai cittadini tariffe inaccettabili, agirò immediatamente». La commissaria prevede, però, che la regolazione europea dei prezzi del roaming non durerà per sempre e che alla fine dovrà essere il mercato a stabilirli. Quanto ai costi di telefonia mobile per i consumatori, Kroes si è dimostrata riluttante a impegnarsi a presentare nuove regole per ridurre ulteriormente i costi per scaricare dati da Internet o per i messaggi di posta elettronica in paesi diversi da quello di residenza. Inoltre Kroes ha difeso l’idea di un mercato unico delle vendite di beni e servizi online: sarà una priorità per la nuova commissione europea abbattere le barriere transfrontaliere al commercio elettronico. -------------Alcune norme del «decreto Romani» «mettono in crisi il funzionamento di siti Web che forniscono servizi tipo YouTube». Marco Pancini, dirigente di Google Italia, è preoccupato per «l’equiparazione tra qualunque sito Internet fornisca la possibilità di caricare contenuti audiovisivi e i canali tv tradizionali». Per questo l’azienda ha chiesto un incontro al viceministro alle Comunicazioni, Paolo Romani, ma, se il testo dovesse passare con la formulazione attuale, solleverà il problema in sede Ue. Il decreto riconosce tra i servizi di media audiovisivo anche quelli «veicolati mediante siti Internet, che comportano la fornitura o la messa a disposizione di immagini animate, sonore o non, nei quali il contenuto audiovisivo non abbia carattere meramente incidentale». «L’equiparazione dei siti alle tv - commenta Pancini - ha una conseguenza importante: disapplica, di fatto, le norme sul commercio elettronico in base alla quale l’attività dell’«hosting service provider», cioè del sito che ospita contenuti generati da terzi, va distinta da quella di un canale tv, che sceglie cosa trasmettere. Significa - conclude - «distruggere il sistema Internet». --------------Un'analisi condotta dalla Imperva - società che si occupa di sicurezza in rete -riportata dal New York Times ha dimostrato che milioni di utenti di Internet usano le stesse password. Parole chiave come "123456" - la più usata -, "0", "password", "iloveyou", "abc123" a cui viene affidata la segretezza dei dati. L'Imperva ha analizzato 32 milioni di password che uno sconosciuto hacker aveva rubato il mese scorso da "Rock You" - una società che crea software per social network come Facebook e MySpace - , la lista era poi finita per breve tempo sul web e i ricercatori di Imperva l'hanno trovata. Usare per password parole o cifre facilmente decifrabili rappresenta un pericolo, gli hacker possono facilmente venirne a conoscenza e entrare negli accounts degli utenti rubando dati personali. Il rischio più grande si corre se la password crackata consente di accedere a conti correnti o carte di credito. Alcuni siti stanno cercando di venire incontro ed evitare gli attacchi hacker bloccando gli account dopo aver inserito un certo numero di password sbagliate. In realtà sembra che gli hacker abbiano trovato il modo di raggirare il sistema e di scoprire le password. Altri siti impongono all'utente di scegliere password miste di numeri e lettere. Ma perché molte persone scelgono password così semplici? secondo Jeff Moss, un ex hacker che ora collabora con società di sicurezza, la ragione principale è che in pochi anni ogni singolo utente di Internet si è trovato a dover ricordare un grande numero di password per i diversi servizi che usa, dai social network al banking on line. E' chiaramente impossibile ricordare password diverse per ogni applicazione perciò si ricorre alle solite. Il consiglio di Jeff Moss è di utilizzare password di almeno 12 caratteri, al posto dei 6 normalmente utilizzati, in modo da rendere almeno più complessa la decrittatura da parte degli hacker. APPROFONDIMENTO --------------La concorrenza muove il mercato degli ebook. L’imminente arrivo del nuovo tablet di Apple, il cui annuncio è atteso per la prossima settimana a San Francisco, spinge Amazon a rivedere radicalmente le sue strategie di business nel settore dei libri elettronici, di cui oggi detiene la leadership – soprattutto negli Usa - attraverso il lettore portatile Kindle. In pochi giorni, la società di Seattle ha presentato un nuovo sistema di licenze (con royalties più vantaggiose per autori ed editori), ha iniziato a rimuovere le protezioni drm degli ebook e ha annunciato il varo di un servizio per la creazione di applicazioni multimediali per il Kindle. Lo spauracchio Apple è molto forte. In particolare, visto il trionfale curriculum della Mela nel campo dei device portatili, illuminato dalle stelle dell’iPod e dell’iPhone. Proprio prendendo ispirazione ai meccanismi di revenues sviluppati negli anni da Apple, Amazon ha lanciato un nuovo sistema che innalza le royalties degli autori e degli editori fino al 70% del prezzo dei libri venduti sul Kindle. L’obiettivo è quello di evitare che alcuni editori, a fronte di condizioni più vantaggiose, possano rimuovere le loro opere dagli scaffali virtuali del Kindle Store, fornendone l’esclusiva a negozi rivali (primo su tutti, proprio quello che aprirà Apple). Inoltre, ad ascoltare quanto si dice nella blogosfera, il bookstore ha silenziosamente attivato un’opzione tramite la quale gli editori possono vendere libri privi di drm, cioè di protezioni che impediscono la fruizione dei contenuti acquistati su lettori diversi dal Kindle. Per molti anni, il problema dei drm e dell’interoperabilità tra dispositivi è stata al centro delle polemiche nel mercato della musica digitale. Fino al 2007, per esempio, le canzoni vendute sull’iTunes Music Store potevano essere ascoltate solo sull’iPod, ma non su lettori MP3 concorrenti come quelli Creative o Samsung. Con i libri, il rischio è di passare attraverso una simile fase: i consumatori acquistano ebooks compatibili solo con un determinato lettore. Se poi decidono di passare a un altro modello di ereader o tablet, la loro collezione va interamente perduta. Le mosse di Apple, nell’attesa conferenza stampa della prossima settimana, aiuteranno a comprendere meglio la direzione scelta da produttori di hardware e editori e a definire caratteristiche, limiti e potenzialità del nuovo mercato dei libri digitali. L’ultima novità in casa Kindle sono le applicazioni. Anche in questo caso, dietro l’idea c’è la rincorsa a un modello lanciato con successo da Apple, in particolare sull’iPhone. Il mercato delle applicazioni per dispositivi portatili oggi è in piena ebollizione. Tutti i produttori di smartphone (Blackberry, Nokia, la galassia Android) stanno trasformando i loro dispositivi in piattaforme sulle quali si possono scaricare piccoli programmi in grado di fare praticamente qualsiasi cosa: giochi, social networking, utility per il lavoro, per l’informazione, per l’intrattenimento. Lo stesso tablet di Apple andrà probabilmente in questa direzione. Amazon ha deciso che anche il Kindle deve seguire lo stesso percorso. Da qui l’idea di lanciare il sistema Kindle Development Kit, attraverso cui sviluppatori esterni potranno creare e vendere applicazioni multimediali studiate appositamente per il lettore. Un passaggio che – per quanto potenzialmente inzavorrato dalla natura hardware del Kindle (lo schermo in bianco e nero appare molto più limitato e limitante dei touchscreen degli smartphone) – sembra confermare la teoria secondo cui stiamo assistendo alla fine dell’era dei device monofunzionali. Tutti i dispositivi portatili del futuro dovranno essere in grado di fare un sacco di cose, mescolando le funzioni di una fotocamera, di un lettore musicale, di un navigatore satellitare, di un telefonino. Il mercato degli ebook reader è ancora giovane, immaturo, praticamente nella sua adolescenza. Il suo vero e proprio battesimo mediatico è avvenuto solo poche settimane fa, alla fiera Ces di Las Vegas. Eppure potrebbe già essere fortemente segnato da questo trend.
---------- Annunciato lo scorso luglio, il progetto di alleanza tra Microsoft e Yahoo! è stato presentato in questi giorni alla Commissione Ue. Le due aziende puntano a fare concorrenza a Google, attuale leader nel campo dei motori di ricerca, unendo la potenza tecnologica di Microsoft e quella pubblicitaria di Yahoo!. L’Antitrust europeo darà il suo parere entro il 19 febbraio. Bruxelles dovrà valutare se l’alleanza è in linea con le norme di concorrenza della Ue, e potrà dare il via libera all’operazione oppure aprire un’indagine. --------Le caselle di posta elettronica di alcuni giornalisti esteri in Cina sono stati vittime di attacchi informatici: lo ha reso noto l’Associazione della Stampa estera cinese, che ha inviato una e-mail di avvertimento a tutti i suoi membri. Anche in questo caso gli account violati - tra cui uno appartenente a un giornalista dell’Associated Press - erano fra quelli forniti da Google: proprio la censura ha convinto l’azienda statunitense a minacciare l’abbandono del mercato cinese se non cesseranno le attività di hackeraggio delle autorità di Pechino. La crescita dell’utenza internet in Cina - che ha raggiounto gli oltre 380 milioni di «navigatori» - ha portato a un ulteriore inasprimento delle autorità cinesi sull’uso della Rete, sorvegliata da un nucleo di ciberpolizia formato secondo gli esperti da almeno 40mila agenti impegnati nella lotta contro i siti violenti, pornografici ma soprattutto di dissenso politico. ------------ Si è svolta il 27 gennaio, nella Sala del
Senato Accademico, presso il Rettorato dell’Università della “Sapienza” di
Roma, la Conferenza Stampa di presentazione della terza edizione di SAT Expo
Europe 2010, manifestazione internazionale dedicata ai servizi e alle
applicazioni dello Spazio e alle Telecomunicazioni integrate, che si terrà in
Fiera Roma, dal 4 al 6 febbraio. La manifestazione, che quest’anno ruoterà
sui due focus del Programma / per la navigazione e la mobilità, il 3D via satellite per la cinematografia e gli eventi “live”, avrà una giornata introduttiva, di rilevanza internazionale, in Campidoglio, il 3 febbraio, mercoledì, con la presentazione dell’India come “Partner Country” di SAT Expo Europe e del Convegno “Mare Nostrum”: il Mediterraneo luogo strategico per la geopolitica dello spazio e le relazioni di cooperazione internazionale”, cui parteciperanno rappresentanti delle agenzie spaziali internazionali, tra cui la NASA e la Russian Space Federal Agency, e del Mediterraneo. “SAT Expo Europe raggiunge con la terza edizione l’obiettivo della sua internazionalizzazione – dice il presidente, Paolo Dalla Chiara – collocandosi, anche per la presenza di oltre 20 delegazioni estere, tra le manifestazioni di riferimento per i servizi e le applicazioni dello Spazio in Europa e nel Mediterraneo”. SAT Expo Europe gode del Patrocinio della Commissione Europea, dell’ Alto Patronato della Presidenza della Repubblica, del Patrocinio del Presidente del Consiglio dei Ministri e della collaborazione istituzionale del Comune di Roma, oltre che della collaborazione scientifica dell’ASI, dell’AIDAA (Associazione Italiana Aeronautica e Astronautica), dell’IEEE (Institute of Electrical and Electronics Engineers) e di altri istituti di ricerca scientifica: INAF (Istituto Nazionale di Astrofisica), l’INFN (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare), e dell’Università della “Sapienza”. SAT Expo Europe è manifestazione di riferimento delle Associazioni Italiane dell’Aerospazio (AIAD,AIPAS e ASAS) ed è sostenuta da Finmeccanica, Eutelsat, Skylogic, Sviluppo Lazio e Open-Sky. --------------- La Apple in questi giorni avrà un evento speciale, che molto probabilmente consisterà nella presentazione del suo nuovo e atteso tablet computer. Si tratta di una sorta di iPhone di dimensioni maggiori, dotato di uno display touchscreen di oltre dieci pollici. È un prodotto di cui si parla da mesi. Il comunicato della Apple è un invito ai cronisti in cui si dice solamente: «Venite a vedere la nostra ultima creazione». -------- Mozilla ha appena rilasciato Firefox 3.6. Più rapida del 20% rispetto a Firefox 3.5, la nuova versione del browser ha richiesto un intenso lavoro svolto dagli sviluppatori per ottimizzare le performance quotidianamente eseguite sul Web, come posta elettronica, upload di fotografie, social networking e altro ancora. Il nuovo browser integra diverse caratteristiche innovative. Firefox 3.6 è stato sviluppato da una comunità a livello globale di appassionati sostenitori di Mozilla, che comprende migliaia di sviluppatori esperti, professionisti della sicurezza, comunità di supporto e localizzazione, nonché centinaia di migliaia di utenti impegnati nei test. Sono oltre 350 milioni gli utenti di tutto il mondo che utilizzano Firefox traendo vantaggio dalle funzioni di navigazione rapide e sicure e dal livello incontrastato di personalizzazione. APPROFONDIMENTO ----------Google rompe con la Cina. Contraddistinguendosi ancora un volta, il gigante internet si è lanciato nell’iniziativa del tutto inusuale tra le grandi società di minacciare l’abbandono del gigantesco e promettente mercato del Dragone. E, fatto ancor più inusuale, ha rivelato informazioni su episodi di trafugamento di dati da parte di hacker, compiuti dalla Cina, che indirettamente sembrano chiamare in causa Pechino su vicende di spionaggio industriale. Basta così, afferma la società californiana: d’ora in avanti non si censurerà più nulla sul nostro motore di ricerca nel mercato cinese, e se questo significherà uscire dalla Cina così sia. In ogni caso la stessa Google sostiene andandosene non perderebbe quasi nulla del suo giro d’affari. Ma l’iniziativa ha soprattutto una forte carica simbolica, è clamorosa in un paese dove le multinazionali e i grandi gruppi industriali stranieri sono abituati ad operare piegandosi, e senza nemmeno troppe proteste, alle richieste delle autorità e del Partito comunista cinese. È così per i produttori di ogni tipologia di beni, ma è ancor più stringente il controllo su tutte quelle società internet o legate ai media, da cui all’opinione pubblica cinese possono giungere informazioni ritenute scomode per l’amministrazione. Si cambia rotta: Google ha riferito di aver scoperto diverse intrusioni compiute da hacker basati in Cina, che sono riusciti a intrufolarsi nei sistemi informatici di almeno 20 società negli Usa trafugando informazioni su decine di attivisti sui diritti umanitari, critici verso le politiche di Pechino. A questo punto la società ha concluso che proseguire la collaborazione con la Cina finiva per violare il suo principio etico di «non fare del male». Il gruppo non si spinge a lanciare accuse esplicite verso la Cina sugli episodi, tuttavia indirettamente la chiamata i causa è abbastanza evidente e questa ’audacià è più che sufficiente a mandare Pechino su tutte le furie. Dall’auto alle banche, dai fast food alle catene di abbigliamento, le società estere che operano in Cina sono costrette a consentire uno stringente controllo da parte delle autorità, e senza lanciare proteste che rischierebbero di compromettere tutte le loro operazioni locali. Per ora la Cina si limita a far sapere che sta cercando di ottenere maggiori informazioni da parte di Google sulle sue intenzioni, secondo quanto riporta l’agenzia Xinhua. Google - con sede a Mountain view, nella Silicon Valley - sembra essersi mossa con l’appoggio del governo americano, secondo il Financial Times la ’sparatà è scattata dopo consultazioni con Washington. Rapida infatti è giunta una nota del segretario di Stato Usa Hillary Rodham Clinton, secondo cui le rivelazioni giunte da Google «sollevano questioni molto serie» e gli Stati Uniti chiedono spiegazioni sul tutto alla Cina. Infine, ma non ultimo dei vari aspetti della vicenda il gigante internet non sembra rischiare molto in termini finanziari. Secondo la stessa Google le attività in Cina sono quasi irrilevanti rispetto all’ammontare totale del sua fatturato annuo, pari a 22 miliardi di dollari. Secondo gli analisti di Jp Morgan quets’anno nel paese il gruppo avrebbe dovuto registrare un giro d’affari da 600 milioni di dollari. ----------Due giorni dopo la minaccia espressa da Google di ritirarsi dalla Cina, Pechino risponde, dichiarandosi favorevole alle attività sul suo territorio di quelle aziende internazionali che rispettano la legge. La Cina intende accogliere «quelle operazioni conformi alla legge sulle aziende internet internazionali», ha detto il portavoce del ministero degli Esteri, Jiang Yu. «Internet in Cina è libero e il governo cinese incoraggia il suo sviluppo e si sforza di creare un ambiente favorevole», ha detto Jiang nel corso dell’appuntamento quotidiano con la stampa, aggiungendo: «La legge cinese vieta qualsiasi forma di cyber-attacco». Esasperato dagli ininterrotti attacchi di hacker “provenienti dalla Cina”, il colosso informatico americano ha minacciato di interrompere tutte le operazioni nel paese asiatico. Gli attacchi avevano come obiettivi principali le caselle postali di militanti cinesi per i diritti umani. Analisti ed esperti del settore ritengono peraltro che google e il governo cinese possano trovare un compromesso. Già in passato il gruppo californiano ha assunto posizioni drastiche, ma solo come tattica nella trattativa. «Sono sicuro che saranno pragmatici. Google è una società molto dinamica. Dubito che se ne andranno dalla Cina. La presenza nel paese è cruciale, perché è lì che ci sarà la prossima ondata» internet, rileva Christopher Tang, professore della Ucla Anderson School of Management, la cina ha circa 360 milioni di utenti internet e il suo mercato dei motori di ricerca ha toccato un miliardo di dollari lo scorso anno. Il governo cinese tuttavia pone stretti limiti all’accesso dei cittadini al web, operando una censura automatica sui siti sgraditi.
------------La Stampa di Torino titola, “Il trionfo degli e-book spaventa gli editori: "È una manna per i pirati" – Il libro elettronico scuote il mercato Strumento di rilancio o minaccia per le vendite? Gli editori si interrogano sul futuro degli e-book e sul rischio che la pirateria digitale possa trasformare uno strumento in grado di rilanciare la lettura, specie tra i più giovani, in un autogol per l’intero settore. Esempio lampate, quando a settembre «The Lost Symbols», il best seller di Dan Brown, è approdato nelle librerie, l’editoria sembrava prossima a una svolta epocale. Su Amazon.com, il libro ha venduto molte più copie digitali che cartacee, in versione Kindle, il principale lettore digitale di e-book. 24 ore dopo però, lo stesso libro era già disponibile sui siti di condivisione, come Rapidshare e BitTorrent, e in pochi giorni «The Lost Symbols» è stato scaricato illegalmente oltre centomila volte. La pirateria digitale, per anni confinata a musica e film, si sta dunque oggi allargando ai libri. E il fenomeno, secondo gli esperti, non può che dilagare visto che Kindle, e i suoi concorrenti come Sony Reader, Nook di Barnes & Noble, gli smartphone e il tanto atteso Tablet di Apple, sono destinati a rafforzare le richiesta di libri elettronici. Ecco allora che il vero dilemma degli editori nel 2010 sarà «e-book o non e-book?». Sulle enormi potenzialità dello strumento nessuno eccepisce: nel secondo trimestre del 2009 ad esempio le vendite di libri digitali hanno toccato quota 37 milioni, il triplo dello stesso periodo del 2008. Negli Usa Kindle è stato il gadget elettronico più richiesto a Natale mentre su Amazon.com per la prima volta le vendite di e-book hanno superato quelle tradizionali. Ma il rischio pirateria preoccupa editori e autori pronti a tutto pur di combattere la pirateria. C’è chi ritarda la pubblicazione della versione digitale rispetto al cartaceo, come avvioene per l’immissione in rete dei quotidiani, per altri bisogna rendere il digitale più sicuro, vigilare sul mercato e punire severamente i trasgressori. Non tutti prevedono scenari apocalittici, anche perché dati alla mano gli e-book fanno comodo all’industria. Secondo Amazon ad esempio i possessori di Kindle acquistano una quantità di libri tre volte superiore ai lettori tradizionali. Inoltre alcuni esperti sono convinti che la pirateria dei libri sia un fenomeno fisiologico e in parte transitorio come Napster lo è stato per le canzoni. Lo dimostra il fatto che sebbene i siti di condivisione illegale esistano ancora, iTunes è il primo distributore al mondo di musica. ---------- La NASA (National Aeronautics and Space Administration) parteciperà alla terza edizione di SAT Expo Europe 2010 in calendario tra il 4 e 6 febbraio alla Fiera di Roma. “La presenza della NASA dà a SAT Expo Europe - dice il presidente Paolo Dalla Chiara – motivo di grande prestigio. La NASA è l’agenzia spaziale governativa USA, responsabile per i programmi e la ricerca aerospaziale. Il suo budget di investimento è di gran lunga il più cospicuo rispetto ad altre importanti agenzie spaziali e un numero importante di industrie italiane è coinvolto nei suoi programmi di sviluppo. Con il suo contributo la NASA ha costruito la storia dello Spazio e della sua esplorazione, che ora tende verso Marte. La presenza della NASA a SAT Expo Europe – conclude Dalla Chiara – rappresenta una grande opportunità per gli operatori italiani e stranieri e conferma il valore che SAT Expo Europe ha assunto come manifestazione internazionale dedicata ai servizi e alle applicazioni dello Spazio”. APPROFONDIMENTO -----------------Mibac-Cnr, nasce il codice di identificazione permanente Servirà ad una migliore tutela delle risorse digitali. Garantirà provenienza, autenticità, diritti d'autore e localizzazione dei documenti Primo passo per un sistema italiano di identificazione univoca e permanente delle risorse digitali di libri, articoli, file multimediali, news e ogni altro documento diffuso in Internet. Il nuovo nasce dall’accordo di collaborazione tra la Direzione Generale per le Biblioteche, gli Istituti Culturali ed il Diritto d’Autore del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali (MiBac) e il Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr), firmato dal Direttore Generale del MiBac, Maurizio Fallace, e dal Vice Presidente del Cnr, Roberto de Mattei. L’accordo, spiega il Cnr, dà il via ad una prima fase di attività sperimentale. «Il Ministero sostiene con forza una soluzione che può davvero essere rivoluzionaria per la Rete. Naturalmente, questo sistema sarà tanto più efficace e operativo quanto più le istituzioni che potranno coordinare e gestire le assegnazioni dei codici si dimostreranno collaborative» afferma Fallace. «Con questo accordo -aggiunge il direttore generale del MiBac- l’Italia si inserisce in un percorso sul quale si stanno avviando le pubbliche amministrazioni di tutto il mondo, come conferma il Federal Registrer 2.0 lanciato dall’Amministrazione Obama». «Siamo particolarmente soddisfatti di avere contribuito alla progettazione di un sistema che, una volta operativo, consentirà agli utenti della rete una maggiore e migliore reperibilità dei documenti di interesse. E ai "content provider" una tutela dei contenuti rispetto a possibili violazioni della originalità e del diritto autorale» sottolinea il Vice Presidente del Cnr, de Mattei. «A differenza dell’informazione diffusa attraverso i canali dell’editoria tradizionale -spiega Brunella Sebastiani, direttore della Biblioteca Centrale del Cnr- quella reperibile in Internet non è sufficientemente certificata da istituzioni che possano garantire la qualità dei dati e l’accesso permanente. Da qui l’esigenza di associare alle risorse digitali dei ’codici di identificazione persistentì che possano certificarne l’autenticità, la provenienza, i diritti d’autore e la localizzazione». Per garantire identificazione e accesso nel lungo periodo alle risorse identificate è necessario, spiega il Cnr, «puntare sull’affidabilità e credibilità delle istituzioni garanti del sistema e su una soluzione concettualmente semplice che possa superare il rapido cambiamento delle tecnologie». «Le comunità di utenti che già usano gli identificatori persistenti adottano -precisa Maurizio Lancia, dirigente dei Sistemi Informativi del Cnr- standard differenti. La soluzione italiana, basata sullo standard aperto National Bibliography Number (Nbn), presenta un’innovativa ’architettura gerarchicà, distribuita su più livelli di responsabilità, che consente l’accesso immediato all’oggetto identificato e ai relativi ’metadatì descrittivi». Questo modello, spiega ancora il Cnr, «prevede un registro nazionale di primo livello, gestito dalle strutture afferenti al MiBac (Biblioteche nazionali centrali e Istituto centrale per il catalogo unico), presso il quale si accreditano i registri di secondo livello, gestiti da organismi rappresentativi dei diversi macrosettori culturali (’media e stampà, ’università e ricercà, o ’archivì)». «Alla base del sistema -continua l’Ente di ricerca- si trovano i registri di terzo livello, gestiti dalle istituzioni che effettuano l’assegnazione dei codici Nbn ai propri contenuti digitali». «Per la realizzazione di questa infrastruttura, il Cnr, con il contributo della Fondazione Rinascimento Digitale di Firenze, ha sviluppato il software con interfaccia Web 2.0, che consente -afferma l’Ente di ricerca- la gestione dei registri ai differenti livelli e la comunicazione tra gli stessi». «Il software -continua il Cnr- permette l’assegnazione ’decentratà dei codici Nbn, garantendo all’infrastruttura un potenziale di crescita praticamente illimitato». Così, un articolo scientifico, ad esempio, potrebbe essere registrato dall’Università o Ente di afferenza del ricercatore, che utilizzerà un codice così composto: IT (Italia, primo livello), UR (Università e Ricerca, secondo livello), CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche, terzo livello), 12345 (ID progressivo). E già si guarda al suo utilizzo internazionale. (segue) «La soluzione italiana, già richiesta per la sperimentazione della gestione dei registri nazionali di Germania, Svizzera, Austria e Repubblica Ceca, è stata, infatti, valutata positivamente -riferisce il Cnr- dalla comunità scientifica come riferimento per la realizzazione di un ’global resolver’ europeo, che garantisca il collegamento tra i diversi sistemi nazionali di identificazione persistente». «Definirei strategica la scelta della mia Direzione generale -afferma il direttore generale del MiBac Fallace- proprio in ragione della missione istituzionale assegnata alle Biblioteche nazionali centrali di Roma e Firenze, destinatarie del deposito legale di tutta la produzione editoriale italiana». Una scelta strategica, conclude Fallace, anche per «l’attività svolta dall’Istituto centrale per il Catalogo unico delle biblioteche italiane e per le informazioni bibliografiche, cui è affidata la diffusione degli standard di catalogazione, digitalizzazione e gestione della rete del Servizio Bibliotecario Nazionale (Sbn), i cui direttori sono parte del Comitato di coordinamento, che coinvolge anche il Cnr, responsabile della sperimentazione del network italiano Nbn».
---------Saranno i mondiali di calcio 2010 del Sud Africa l'occasione per il canale televisivo statunitense Espn, network sportivo di proprietà di Walt Disney, di lanciare la tv tridimensionale . Alcuni incontri saranno trasmessi a tre dimensioni, a partire dal match che aprirà la competizione il prossimo 11 giugno fra i padroni di casa del Sud Africa e il Messico. Le partite dell'evento sportivo trasmesse in 3D saranno complessivamente 25. L’annuncio di Espn arriva a poca distanza dalla decisione di Sony, Imax e Discovery Communication di unire le forze per un canale tridimensionale con film e programmi per bambini. Il successo dei film tridimensionali sta spingendo molte società attive nel settore a investire e sviluppare la tecnologia tridimensionale che, comunque, sarà probabilmente offerta a pagamento. -------------Si è svolto a Las Vegas dal 7 al 11 gennaio il Consumer Eletronic Show, dove la parte del leone l’hanno fatto wiMax, alta definizione e tecnologia 3D. Gooogle ha inoltre presentato il suo nuovo telefonino Nexus One. Sul Nexus One, primo cellulare multifunzione della casa di Mountain View, sono già puntati molti occhi e «l’altro oggetto che dilagherà al Ces sarà il pc tavoletta col sistema Android (quello sviluppato da Google per i telefonini). Mentre la novità Apple verrà presentata a fine del mese. Apple, che come di consueto non sarà al Ces perchè ha il proprio show al MacWorld di San Francisco, aspetterà qualche settimana prima di presentare la sua magica e misteriosa 'tavoletta' , stando dunque a guardare l’accoglienza che verrà riservata ai prodotti della concorrenza. Nel settore dei pc più tradizionali, visto il trend delle vendite degli ultimi due anni più spostato verso i netbook (i portatili piccoli e a basso costo), le aziende per stare al passo dovranno presentare degli apparecchi ancora più maneggevoli detti "smartbooks". Per quel che riguarda invece le altre tendenze segnalate dagli
specialisti, c’è lo sviluppo e la diffusione del 3D: dopo il successo al
cinema con il film “Avatar” di James Cameron, il 3D potrebbe sbarcare a casa
e, secondo voci di settore, Samsung e Lg ci starebbero già lavorando. Da Las
Vegas ci si aspetta che il sistema WiMax (consente l’accesso a reti di
telecomunicazioni a banda larga e senza fili) abbia un utilizzo più
massiccio. Presenti al Consumer Electronic Show anche il patron di Nokia, Olli-Pekka Kallasvuo, quello della Ford, Alan Mulally, ma anche i numeri uno di Intel e Qualcomm, Paul Otellini et Paul Jacobs, produttori di microchip. Al Consumer Electronic Show, hanno partecipato più di 2.500 espositori, di cui 330 nuovi, con 20 mila novità, dai cavi di ultima generazione ai giochi più sorprendenti (gli organizzatori della fiera hanno anche ampliato la sala dedicata ai videogiochi). ----------Costeranno tra i 99 a i 499 dollari in America le quattro versioni del nuovo pacchetto Office 2010 di Microsoft, atteso a giugno. La home edition, costerà invece sui 149 dollari, includendo Word, Excel, PowerPoint e OneNote, e la licenza consentirà l’installazione su tre diversi computer. Ma per acquistare solo la licenza di utilizzo, la «Product Key Card» per un pacchetto Office 2010 già preinstallato su un nuovo computer basteranno 119 dollari. La versione Office Home and Business, che ai suddetti programmi aggiunge il nuovo Outlook per la gestione della posta elettronica costerà 297 dollari per l’intera scatola, o 199 dollari per la sola Key Card. Office Professional, incluso Microsoft Publisher costerà invece 499 dollari in scatola e 249 dollari per la sola Key Card. La versione meno costosa, a 99 dollari è infine quella destinata solo all’utilizzo didattico, la Office Professional Academic e sarà distribuita tramite le librerie dei campus universitari e alcune catene. -----------------------Il più popolare quotidiano tedesco, Bild Zeitung, è da qualche giorno in concorrenza anche con le sale cinematografiche: attraverso il suo portale bild.de ogni giorno offre un film recente in visione gratuita, senza bisogno di scaricare nessun software. "Video on demand" è la definizione tecnica del nuovo servizio annunciato da Bild.de, che si autodefinisce il più grande portale tedesco per le news e l’intrattenimento in Internet. Non c’è bisogno di iscrizione o abbonamento al servizio. La visione del film può essere interrotta in qualsiasi momento e ripresa nell’arco dei sei mesi nei quali resta disponibile in linea. L’offerta iniziale comprende tra l’altro La Vita è Bella, di Roberto Benigni, Blade, e Will Hunting. Genio ribelle. APPROFONDIMENTO ------Debutta il Googlefonino "Nexus One" Prodotto dalla Htc con piattaforma Android di Google, punta ad anticipare l'iTablet, il cui annuncio è previsto il 26 gennaio Google festeggia il nuovo anno con un annuncio su un nuovo prodotto mobile, aprendo così la strada al duello con la sua ex alleata Apple nello sviluppo di prodotti di telefonia mobile. È atteso per martedì 5 gennaio il debutto del ’Googlefonino', il primo smartphone creato dall’azienda che gestisce il più utilizzato motore di ricerca sul web e le sue applicazioni, in diretta concorrenza con l'iTablet che sta per sfornare la Apple, dopo il successo del suo iPhone. Google ha già diffuso la piattaforma per telefonia mobile Android, ma il ’Nexus One', prodotto dalla HTC, non sarà vincolato all’uso con nessuna compagnia telefonica. Costerà 530 dollari. Sono le indiscrezioni trapelate in attesa dell'appuntamento di martedì prossimo nel quartier generale a Mountain View, dove Google terrà una conferenza stampa dedicata ad Android, la piattaforma per cellulari intelligenti. L’annuncio precede il possibile lancio da parte di Apple dell’iTablet che, secondo indiscrezioni, potrebbe essere presentato il prossimo 26 gennaio a San Francisco. Precedendo Apple, Google potrebbe - secondo alcuni osservatori - ’rubare' attenzione a Cupertino, sottraendole una fetta di pubblico. L’annuncio di Google, comunque, presenta dei rischi: se Mountain View decidesse di lanciare un proprio cellulare rischierebbe di allontanare diversi produttori di cellulari attualmente impegnati a produrre apparecchi in grado di supportare Android. Gli smartphone con il software Android, lanciato 14 mesi fa, sono i maggiori rivali dell’iPhone della Apple. «A meno che Google non controlli tutti gli elementi del nuovo cellulare, dal design all’interfaccia, difficilmente riuscirà a produrre un dispositivo in grado di distinguersi dall’iPhone. Il rischio di non fare questo - precisano gli osservatori - è quello che Google possa perdere terreno nei confronti di Apple», in un mercato, quello della telefonia mobile, in forte sviluppo. Secondo Cellulare Magazine che lo recensisce, la cosa più sorprendente è l'assenza del multitouch, presente invece nella versione 2.0 (Motorola Milestone).
-------------------D'ora in poi gli utenti Windows europei potranno scegliere con quale browser navigare su internet, senza più essere obbligati ad utilizzare esclusivamente Internet Explorer (Ie). Lo ha annunciato la Commissione Europea, che ha accettato l'impegno preso da Microsoft di permettere ai produttori di personal computer e ai loro utenti di disinstallare Ie e sostituirlo con un altro browser di loro scelta. «Milioni di consumatori europei beneficeranno di questa decisione avendo così libertà di scelta su quale browser utilizzare. Questa scelta agirà anche come incentivo all'innovazione per le compagnie che producono browser», ha affermato il commissario alla concorrenza Neelie Kroes. Microsoft era stata infatti accusata di distorcere il mercato imponendo l'uso di Ie sul 90% del mercato dei pc. Microsoft si è impegnata a fornire per cinque anni nell'Area economica europea, attraverso il meccanismo di update di Windows, una “schermata di scelta” (“screen choice”) che permetterà agli utenti di Windows Xp, Windows Vista e Windows 7 di scegliere quale browser vogliano installare al posto di Internet Explorer. Se Microsoft non dovesse rispettare gli impegni presi, la Commissione europea può imporre una multa pari al massimo al 10% della cifra d'affari annuale del gigante informatico. ------------- E intanto probabilmente proprio per farsi volere più bene, la Microsoft sta preparando un nuovo software che dovrebbe permettere di individuare il materiale pedopornografico che circola su Internet. Il software, denominato “Photo Dna”, ricerca in rete una sorta di "impronta genetica" comune a molte immagini di questo genere, consentendo così di eliminare il materiale trovato. Sviluppato congiuntamente dai programmatori della Microsoft e da Hany Farid, un docente di informatica presso l’università di Dartmouth, nel New Hampshire, il programma dovrebbe essere presto distribuito anche ai principali “provider” mondiali ed è già stato messo a disposizione del governo americano. ------------Su internet l’intero corpus delle opere di Galileo Galilei, gestite grazie ad un software innovativo, chiamato Pinakes. Progettato da Rinascimento Digitale e dall’Istituto e Museo di Storia della Scienza di Firenze, consente di accedere in maniera integrata a dati di vari archivi. A Pinakes, si affianca Pinakes Text, altro software complementare, ideato per realizzare edizioni critiche digitali di manoscritti, codici e libri antichi. Grazie a questa applicazione è stata pubblicata sul web, l’edizione digitale dell’opera omnia di Galileo Galilei. Il progetto è stato presentato a Firenze in occasione del
congresso internazionale “Cultural Heritage on Line”, in tale occasione
esperti, professionisti e istituzioni hano discusso su alcuni temi di fondo:
beni culturali e web interattivo, biblioteche digitali, cooperazione e
integrazione dell’informazione tra musei, archivi e biblioteche pubbliche,
conservazione delle memorie digitali. A Firenze sono in corso alcuni
progetti di ricerca d’avanguardia destinati a produrre un impatto culturale
importante, delineando nel contempo nuove professionalità. ------------ La Societè Europeene des satellites, il sistema ASTRA sta studiando come penetrare in un mercato ricco, e in questo momento apparentemente alla portata, come quello italiano. Il colosso concorrente di Eutelsata, guarda con interesse soprattutto all’avvento dell’HD nelle nostre case. «Secondo un nostro studio - spiega Marcus Fritz, managing director per l’Italia del gruppo Ses Astra, con base in Lussemburgo - nel vostro paese entro il 2013 il 76% dei telespettatori avrà uno schermo Hd; ci saranno 2,8 milioni di telespettatori in Hd, di cui 1,9 milioni via satellite; inoltre il 21% di tutti i futuri telespettatori italiani su satellite saranno utenti Hd. Insomma, l’alta definizione è il futuro della tv». L'Hdtv è tutto un altro modo di vedere la tv, ma richiede la trasmissione di molti dati; un fattore tecnico che penalizza il digitale terrestre e che al contrario fa felici le aziende del satellite. La scommessa di Ses Astra è trovare clienti intenzionati a utilizzare i satelliti di cui dispone: uno posizionato sulla «storica» 19,2 gradi Est e il nuovo situato a 23,5 gradi Est. Il sistema ASTRA su 19,2 già offre oltre 330 canali
internazionali in chiaro, e raggiunge 2 milioni di case. Con il nuovo Hotspot
a 23,5 Est porteremo ulteriore capacità e scelta di programmi al mercato
italiano. In tutto ci sono già 69 canali tv ad alta definizione, tutti
visibili con pochi euro di spesa aggiuntiva. La risposta del mercato italiano
appare molto positiva». Non dimentichiamo le toccanti esperienze raccontate da Antonio
Di Camillo presidente dell’ARI Pescara in occasione del Terremoto Abruzzo,
sul tema radioamatori e protezione civile, ma anche e soprattutto sullo
stesso tema Emilio Cirillo che per primo a Pompei ha portato in convegno un
acceso dibattito sul’argomento. Come non rimarcare la presenza quasi a mesi alterni di Alfredo Gallerati, responsabile delle pagine di radioascolto su RADIORIVISTA ARI e che ci ha spesso parlato del progetto la radio nelle scuole. E altri ospiti ancora come Matteo Sassano della Eutelsat da
Roma. Un lavoro non semplice e impegnativo, e dove non è semplice
mantenere la professionalità se poi contemporaneamente la mattina si fa un
altro lavoro. Auguri dal vostro Dario Villani.
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