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------Il 6 marzo scorso, si è tenuto ad Hannover il CeBit 2010, la grande fiera europea dell’elettronica, punto d'incontro per i principali attori nel campo dell'Ict. Più di 480.000 visitatori, provenienti da 80 Paesi, 6000 espositori e una grande varietà di eventi. In mostra gli ultimi prodotti legati alle nuove tecnologie dell'informazione e delle telecomunicazioni, presentati inoltre nuovi servizi, infrastrutture e soluzioni per il mondo del business. Per quanto riguarda l'Italia, il Piemonte è stata la regione più rappresentata, con 13 espositori (11 imprese e 2 enti di ricerca). Il coordinamento è stato affidato a Think Up, progetto per lo sviluppo internazionale del comparto Ict piemontese, promosso dalla Camera di commercio di Torino, con il supporto di tre partner tecnici: Centro Estero per l’Internazionalizzazione, CSI-Piemonte e Fondazione Torino Wireless. ------Quindici anni fa, grazie all’ingegno di Jerry Yang e David Filo, due studenti della Stanford, nasceva Yahoo!. Il tempo passato non sembra molto, considerata l’evoluzione che ha interessato Internet ed il modo in cui viene percepita e usata dagli utenti. Per capire in che modo la Rete abbia influenzato la vita quotidiana delle persone, Yahoo! ha condotto una ricerca in tutti Paesi in cui è presente e a cui hanno partecipato 700 utenti di Internet in Italia. Ecco in sintesi i dati che ne sono emersi. Per gli italiani la email, il motore di ricerca e le news sono i servizi più popolari, utilizzati su base quotidiana, e più della metà dichiara che non può più immaginare la propria vita senza Internet, perchè ha semplificato la routine quotidiana e facilitato i modi per rimanere aggiornati. La Rete viene percepita come uno strumento informativo e moderno, ma ormai anche sociale. Anche se non è ancora il modo più diffuso, da qualche anno si sta affacciando l’uso di Internet attraverso dispositivi mobili. In Italia stenta a decollare, ma qualcosa si sta muovendo. Il 5% di chi ha usato Internet per la prima volta più di cinque anni fa, l’ha fatto da un device mobile. Il 13,5% oggi usa Internet giornalmente da un telefonino o da dispositivi affini. E sebbene sia difficile dire oggi cosa succederà nei prossimi 15 anni, moltissimi sono convinti che tutti saremo online, che saranno connessi anche dispositivi elettronici come elettrodomestici e macchine fotografiche e che il 3D diventerà lo standard per Internet. -------La candidatura di Internet a Premio Nobel per la Pace 2010, promossa dal progetto di Wired Italia "Internet for Peace" è diventata realtà. La commissione norvegese designata alla supervisione delle proposte, ha accettato la candidatura della Rete al prossimo Premio Nobel per la Pace, presentata con la sottoscrizione di Shirin Ebadi (Premio Nobel per la Pace 2003), e 160 tra deputati e senatori italiani. L'idea di candidare Internet al Premio Nobel per la Pace, nata a novembre dalle pagine del mensile di tecnologia Wired Italia attraverso il progetto Internet For Peace, fin da subito aveva raccolto il favore di nomi eccellenti come quelli di Shirin Ebadi, dello stilista Giorgio Armani e del Professor Umberto Veronesi, primi ambasciatori e firmatari del manifesto dell'iniziativa. -------- Nuova rotta per il Dipartimento della Difesa, che ha deciso di permettere alle forze armate di utilizzare Facebook, Twitter e altri forum di socializzazione online. Ne dà notizia la NbcNews, che riporta quanto si legge in un comunicato del Pentagono. Restano invence bloccati siti che offrono pornografia, gioco d’azzardo o che promuovono attività illegali. Alcune unità delle forze armate - tra queste ad esempio il corpo dei Marines - avevano l’anno scorso messo al bando Twitter, Facebook, MySpace e altri media sociali per timore di attacchi di hacker. «La natura dei social network crea aperture vulnerabili agli attacchi, espone informazioni non necessarie agli avversari ed è un facile canale per la fuga di notizie, che rischia di compromettere la sicurezza operativa, delle comunicazioni e del personale», si spiegava nell’ordine diffuso ai soldati americani. Contenuti extra Se ne parlerà a Torino dal 19 al 22 settembre, nel corso della "European Conference and Exhibition on Optical Communication" (Ecoc). Si tratta di un evento scientifico di portata mondiale che riunirà i più autorevoli studiosi e ricercatori italiani, europei ed extraeuropei nel campo delle comunicazioni a fibre ottiche e della loro applicazione nel settore delle telecomunicazioni. Quest’anno la manifestazione raggiunge la sua 36° edizione e rappresenta a livello scientifico il più importante forum internazionale per la presentazione dei risultati della ricerca e degli sviluppi scientifici nonché delle principali innovazioni. Alla conferenza si affiancherà tradizionalmente un’esposizione internazionale, che si tiene parallelamente alla manifestazione scientifica e che attrae un bacino di oltre 4000 visitatori ogni anno.
--------------Facebook diventa grande come tutta l’Unione europea (ha appena compiuto sei anni e raggiunto i 400 milioni di utenti), e a Bruxelles si preparano le prime norme per lo 'Stato virtuale dove oggi governa l’anarchia': preoccupata soprattutto dall’utilizzo spesso inconsapevole che ne fanno i ragazzi, la Commissione Ue dichiara di volerli mettere al riparo nella giungla dei social network che cannibalizzano i loro dati personali, incuranti delle conseguenze per i minori. Sono quasi 42 milioni gli utenti dei social network in Europa, spiega la Commissione europea in uno studio che sarà pubblicato martedì prossimo, nella giornata dell’Internet più sicuro (Safer Internet Day). Di questi, la maggior parte sono ragazzi e adolescenti che si iscrivono a Facebook, MySpace o Dailymotion e li utilizzano come mezzi per affermare la propria identità. Ma se da un lato - precisa Bruxelles - le nuove tecnologie offrono nuove opportunità di espressione personale e creatività, dall’altro possono anche portare a situazioni imbarazzanti o addirittura pericolose. Per esempio, una foto, una volta pubblicata online, vi resta per sempre e può essere vista da chiunque, anche dopo anni. Perciò la Commissione avverte: ’postare' oggi una foto scattata ad una festa, può avere conseguenze domani, ad esempio, sul modo in cui un potenziale datore di lavoro valuterà il vostro curriculum. E a farne le spese un giorno saranno soprattutto i ragazzi che oggi sfidano le convenzioni e pubblicano di tutto sui loro profili senza paura di opinioni o censure. È a loro che Bruxelles pensa quando cerca di introdurre qualche regola nella gestione anarchica dei social network: almeno i bambini e gli adolescenti, per il commissario ai Media Viviane Reding, devono essere messi in grado di utilizzare la propria identità online in modo responsabile. Un’idea è nascondere di default i profili dei minorenni e renderli inaccessibili ai motori di ricerca, come già ipotizzato dalla stessa Reding. Già lo scorso anno aveva chiesto a Facebook e Co. di prendere provvedimenti per proteggere i minori. In caso contrario, la commissaria si era detta pronta a dettare nuove regole ad hoc, perchè «gli europei hanno il diritto di controllare come vengono utilizzate le loro informazioni personali». --------------Gli attacchi informatici alla rete di Google e di altre corporation americane sarebbero partiti da una delle migliori facoltà di informatica della Cina e da un Politecnico che forma gli esperti informatici dell’Esercito. È quanto rivela oggi il ’New York Times’, citando fonti vicine all’inchiesta avviata dopo la denuncia contro la Cina da parte della compagnia di Palo Alto, denuncia che ha innescato il periodo di fortissima tensione tra Washington e Pechino culminato con l’incontro tra Barack Obama ed il Dalai Lama. Immediatamente dopo la dichiarazione con cui Google il 12 gennaio scorso denunciava le incursioni da parte di hacker cinesi e minacciava di sospendere la sua attività in Cina, il governo americano infatti si è subito schierato con l’azienda di Mountain View, non solo con importanti dichiarazioni politiche, come il discorso sulla libertà su Internet di Hillary Clinton, ma anche mettendo al lavoro gli esperti di contro spionaggio informatico del National Security Agency. Ed ora questo team misto di investigatori è riuscito nel difficilissimo compito di risalire attraverso le tracce dissimulate ad arte dai pirati, determinando che alcuni degli attacchi sarebbero partiti dalla Shanghai Jiaotong University e dall’Istituto tecnico di Lanxian. Il primo ateneo offre quello che viene considerato uno dei migliori corsi in informatica del paese: i suo studenti proprio nelle scorse settimane hanno battuto quelli di Stanford - dove nel 1998 i suoi studenti Larry Page e Sergey Brin crearono Google - e di altre super università americane nella «Battle of Brains», la competizione per programmatori di computer organizzata dalla Ibm. La seconda scuola è un Istituto tecnico della provincia orientale di Shandong, sovvenzionata anche dall’esercito perchè forma alcuni dei suoi esperti informatici. La facoltà di informatica del Politecnico è gestita da una compagnia strettamente collegata con Baidu, il motore di ricerca cinese e quindi diretto concorrente di Google. Il Times sottolinea come tra gli esperti dell’industria informatica e quelli dell’amministrazione Obama vi siano interpretazioni diverse sul fatto che le intrusioni sembrano partire da istituti universitari e non da uffici del governo o dell’esercito cinese. Alcuni affermano che documenti riservati provano che il Politecnico sia stato usato come copertura dal governo. Ma altri avanzano l’ipotesi che le università siano state usate come diversivo per comprire un’operazione di intelligence gestita da un paese terzo. Ed altri ancora parlano di un possibile enorme esperio di spionaggio industriale. Intanto, i portavoce delle università cinesi, contattati dal giornale newyorkese, affermano di non aver avuto notizia del fatto che gli investigatori americani colleghino i loro atenei agli attacchi a Google. Se questo fosse vero «metteremo in allarme i nostri dipartimenti ed avvieremo la nostra inchiesta», ha dichiarato il portavoce della Jiaotong. Tuttavia, coperto dall’anominato, un professore di Web security ha dichiarato di non essere «sorpreso» ammettendo che«in effetti è una cosa abbastanza normale che i nostri studenti attacchino i siti Web stranieri». No comment anche dall’istituto tecnico, dove il portavoce si è anche rifiutato di confermare se tra i suoi docenti ci sia un professore ucraino che sarebbe collegato ad altri attacchi informatici, secondo un’inchiesta condotta da un società di appalto dell’esercito americano. Uno dei responsabili dell’istituto ha affermato di ritenere «impossibile che i nostri studenti possano attaccare Google o altre compagnie statunitensi perchè sono solo studenti di scuola superiore ed anche perchè noi adottiamo rigide misure di controllo». -----------I registri di classe vanno in pensione e i professori saranno dotati di computer dove mettere voti e note. La novità, tra i primi esempi in Europa, rientra in un progetto pilota del costruttore taiwanese di Pc Asus e coinvolge il Liceo Crespi di Busto Arsizio (Varese) e l’Educandato Statale “Agli Angeli” di Verona. In entrambi gli istituti ogni insegnante avrà a disposizione un mini-computer che, oltre a servire per la didattica in aula, andrà a sostituire sia il registro di classe, sia quello personale del professore. «Si tratta di un nuovo e decisivo passo in avanti verso l’informatizzazione della scuola, che coinvolge in modo significativo i metodi stessi di insegnamento», ha commentato Asus in una nota. «Dotando ogni docente di un netbook personale, la scuola è in grado di orientarsi verso nuove forme di didattica, con lezioni sempre più interattive, dove la tecnologia consente di approfondire qualsiasi tema anche attraverso internet, fino ad arrivare, col tempo, a eliminare carta e penna tramite l’utilizzo esclusivo di supporti digitali». ------------Il Gruppo Editoriale Mauri Spagnol si lancia il torneo letterario Io Scrittore, presentato sul sito Internet www.ioscrittore.it. Si tratta di un’inedita operazione di scouting letterario totalmente affidato alla “moltitudine” dei lettori della Rete che sceglieranno i loro scrittori in una sorta di competizione paritaria sottratta ai pregiudizi del mondo editoriale istituzionale, ma anche ai giudizi sempre benevoli degli amici. Il torneo Io Scrittore vuole realizzare una sinergia virtuosa tra il ruolo dello scrittore e quello del lettore recensore affinché gli scrittori partecipanti siano anche giudici degli altri romanzi attraverso un meccanismo anonimo di valutazione basato su voti e recensioni obbligatorie. Di fatto leggere libri è la premessa per scrivere meglio. Il risultato finale sarà la pubblicazione cartacea del romanzo (o eventualmente dei romanzi) vincitore e la pubblicazione in forma di e-book per 30 finalisti. Si può vincere però anche come lettori. Gems infatti valuterà i giudizi dei partecipanti sugli altri manoscritti per individuare lettori credibili che possano eventualmente divenire collaboratori delle case editrici. Il torneo Io Scrittore vuole essere insomma una prima risposta di Gems alla svolta tecnologica che sta cambiando profondamente la cultura, la sua produzione e la sua fruizione, ma è anche una nuova opzione editoriale, attuale e democratica, per stimolare la produzione letteraria e il piacere della lettura. È un piccolo, grande passo di un Gruppo che guarda alla tradizione e alla modernità senza pregiudizi con l’obiettivo ambizioso di favorire e sollecitare i sentieri meno battuti della creatività ------------La biblioteca pubblica, la più ricca, tutta in casa nostra, anzi in tasca, sempre disponibile. È la prospettiva che si apre con l’annuncio della British Library londinese, probabilmente la più grande biblioteca del mondo: entro la primavera renderà disponibili più di 65 mila titoli dell’800, da Dickens alla Austen, dai classici agli autori vittoriani più ignorati e dimenticati. Li si potrà scaricare gratuitamente sul Kindle, il lettore di libri elettronici lanciato da Amazon, in una versione che conserva l’aspetto, illustrazioni comprese, delle preziose edizioni originali. Amazon, a sua volta, dovrebbe mettere in vendita una collezione di tascabili cartacei molti simili alle prime edizioni, ma è evidente che il risvolto commerciale dell’operazione si limiterà a un certo numero di titoli. Il tornaconto di Amazon sarà piuttosto nell’arricchire enormemente il catalogo del suo Kindle. Quello del pubblico sembrerebbe invece enorme: nasce la possibilità di diventare il padrone assoluto di una biblioteca smisurata, proprio come se un lettore di Borges potesse entrare nella Biblioteca di Babele, o uno di Umberto Eco in quella inaccessibile dell’abbazia, del Nome della rosa. È il sogno di tutti i bibliofili, anche perché la gran parte di questi volumi sono ormai introvabili. Ed è un passo avanti rispetto alle possibilità offerte da Google-books, con il suo programma di digitalizzazione dei libri custoditi nelle maggiori biblioteche americane (e peraltro bloccato dalle autorità europee). In questo caso i testi, spesso in versione non integrale, sono infatti accessibili solo attraverso lo schermo del computer, che è indubbiamente meno comodo, soprattutto per la narrativa, di un lettore eBook. La British Library ha scelto ovviamente i libri ottocenteschi perché possono essere distribuiti senza problemi, in quanto liberi da copyright (i diritti scadono a settant’anni dalla morte dell’autore); e anche perché sono ancora facilmente avvicinabili nelle versioni originali. L’operazione, condotta col sostegno di Microsoft, suona come una sfida al mercato dei tascabili. Ma non è affatto detto che sia così: la riscoperta di un esercito d’autori non più accessibili potrebbe anzi rappresentare una nuova opportunità proprio per gli editori.
-------------Un caso internazionale investe Nokia. Con una risoluzione adottata mercoledì il parlamento europeo accusa il gigante della comunicazione finlandese di collaborare con l’Iran nella fornitura di tecnologie che il regime iraniano avrebbe poi usato per perseguitare e arrestare i dissidenti. La compagnia finlandese respinge le accuse, spiegando che la tecnologia usata a Teheran è la stessa utilizzata anche nei paesi europei. Ben Roome, responsabile delle comunicazioni, ha confermato alla Bbc la fornitura di tecnologie a scopo di sorveglianza nel 2008, ma ha spiegato che dotare l’Iran degli strumenti per il controllo delle tlc non implica prevederne un suo uso a scopo censorio. Inoltre, l’equipaggiamento dato all’Iran, avendo una capacità di sorveglianza “di base”, sarebbe piuttosto elementare a livello tecnologico e permetterebbe di monitorare solo le telefonate dei cellulari. In realtà dettagli sulle attività di Nokia in Iran erano già venuti alla luce lo scorso giugno, quando dai media era partita l’accusa di aiuti al regime iraniano per l’intercettazione delle comunicazioni, in un momento in cui la protesta stava correndo proprio sui nuovi mezzi di comunicazione, tra cui i telefonini. Il colosso della comunicazione non si scompone: «Crediamo che le tecnologie mobili migliorino la qualità della vita- ha detto Roome- promuovendo la trasparenza e la democrazia, fornendo ai cittadini un mezzo per farsi sentire». Ma la stretta del regime iraniano sui mezzi di comunicazione e sulla stampa si fa sempre più pressante. Durante l’anniversario della rivoluzione, non potendo impedire ai giornalisti di coprire le celebrazioni, il Dipartimento per la stampa estera li ha portati direttamente sulla Piazza Azadi, dove ha parlato Ahmadinejad. Per la prima volta è stato vietato loro anche mescolarsi alla folla dei cortei ufficiali, per timore che potessero testimoniare qualche infiltrazione degli avversari. Il risultato è stato che, mentre la televisione di Stato mandava in onda immagini - riprese dalle emittenti internazionali - di una folla sterminata che inneggiava a Ahmadinejad, la miriade dei siti e blog di Internet ha diffuso immagini di proteste in varie piazze e nella metropolitana di Teheran, oltre a notizie di arresti, feriti e di tre dimostranti, fra cui una ragazza, uccisi dalle forze di sicurezza. Ma, con l’ulteriore stretta sul Web imposta negli ultimi giorni dalle autorità, è diventato ancora più difficile per l’opposizione in Iran diffondere notizie e video. Molti giornalisti su posizioni riformiste sono stati arrestati negli ultimi mesi e altri hanno lasciato il paese e anche il «cittadino-giornalista», ossia la gente comune che raccoglie informazioni sul terreno e le mette in circolazione, stenta oggi a mantenere un flusso costante di notizie, come invece avveniva durante le proteste seguite alla rielezione di Ahmadinejad. -------------Si è svolto a Barcellona, l’annuale appuntamento
con la telefonia mobile mondiale. Anche se telefonare rimane sempre la funzione principale per buona parte dell’utenza mondiale, i software che dotano i telefoni di multifunzionalità fanno ormai la parte del leone. Di scena i più importanti produttori di cellulari e smartphone, tranne Apple, di cui però circolano in queste ore in rete le presunte foto del prossimo iPhone, il G4, quasi certamente poco attendibili. Oltre la presentazione di nuovi cellulari, l’ attenzione è stata catalizzata anche dai negozi di applicazioni online e sul software, a cominciare dalle piattaforme operative. Svelato il nuovo sistema operativo Microsoft per telefonini, Windows Mobile 7, tentativo da molti definito estremo, della casa di Redmond di riguadagnare un mercato, quello degli smartphone, che all’inizio guidava e nel quale adesso subisce invece la supremazia di Blackberry e iPhone. Ma molte altre piattaforme mobili conquistano il loro spazio di visibilità, prima fra tutte quella di Google, con la nuova versione di Android che rischia di rubare la scena a Microsoft. Ci sarà anche il nuovo ambiente Bada di Samsung, e Maemo, il sistema operativo mobile che Nokia ha intenzione di spingere al massimo. E al Mobile World Congress Opera Software presenterà Opera Mini per iPhone, il primo browser non della Apple per il melafonino. Per il settore dell'hardware si attendono le novità degli apparecchi ibridi, come i tablet con connettività mobile (tipo iPad), e le nuove apparecchiature Lte e infrastrutture di rete dedicate alla telefonia 4G, quella che dovrà assicurare collegamenti veloci come l’Adsl di casa sul telefonino. -------------Un virus informatico di tipo botnet, diffuso via Internet, ha infettato i computer di oltre 2.500 aziende in tutto il mondo: è quanto pubblica il quotidiano statunitense il New York Times, citando l’azienda di sicurezza informatica NetWitness. Il virus è in grado di «rubare» documenti digitali, inviare spam, e installare programmi per registrare i caratteri digitati sulla tastiera; lo scopo di questa particolare versione del virus sembra essere quello di raccogliere le password per i servizi bancari online, social network e caselle di posta elettronica (il nome "botnet" si riferisce ad una serie di pc infestati, controllabili da un computer centrale). L'azienda di Herndon, in Virginia, che ha analizzato i dati, ha svelato che molti sistemi commerciali e governativi erano già stati colpiti, con 68.000 dati di accesso rubati tra banche online, servizi mail, Yahoo!, Hotmail e anche il social network Facebook. Ma non si tratta dell’episodio più grave dell storia recente: il virus Conficker, creato nel 2008, riuscì ad infettare oltre 15 milioni di pc e continua ad essere presente su milioni di sistemi informatici. ------------Sono 30,863 milioni gli italiani, il 64,6% della popolazione tra gli 11 e i 74 anni, che dichiarano di avere un accesso a Internet da qualsiasi luogo (casa, ufficio, studio, altri luoghi) e attraverso qualsiasi strumento, con un incremento del 10,4% rispetto al 2008 pari a 2,9 milioni di individui in più. Sono 10,8 milioni le famiglie con accesso a Internet da casa tramite qualsiasi device, ovvero il 51,9% delle famiglie italiane con almeno un componente fino a 74 anni (+13,6% rispetto al 2008). Di queste il 69,5% dispone di un collegamento veloce tramite Adsl e senza limiti di tempo (abbonamento flat nel 90,3% dei casi con Adsl o cavo/fibra ottica). Queste le principali novità contenute in Aw Trends, il report
sulla diffusione dell'online in Italia realizzato da Audiweb in
collaborazione con Doxa, che alla sua VI edizione presenta i dati raccolti
tra il 2008 e il 2009 e la sintesi dei risultati cumulati di quattro cicli
(dal 9 febbraio al 1° dicembre 2009), basati su un campione di
rappresentativo della popolazione italiana tra gli 11 e i 74 anni (10.130
interviste complessive). In base ai numeri, si conferma una crescente diffusione di Internet in Italia, con una distribuzione abbastanza simile sul territorio - a eccezione dell'area Sud e le Isole che presenta una percentuale di individui più bassa (58,4%) rispetto alle aree Centro (69,6%), Nord-Est (67,4%) e Nord-Ovest (67,4%) - un'elevata concentrazione nelle differenti fasce d'età e un'importante espansione della base degli utilizzatori, soprattutto nell'utilizzo individuale e domestico del mezzo, guidata anche da una forte crescita delle nuove forme di connessione in mobilità. L'accesso a Internet da qualsiasi luogo e strumento è disponibile per il 68,2% degli uomini e il 61,2% delle donne, in particolare tra i giovani di 11-17 anni (82,7%), 18-34 anni (78,9%) e tra i 35 e i 54 anni (71,9%). Gran parte degli Italiani con accesso alla Rete risponde a un profilo medioalto: imprenditori e liberi professionisti (93,7%), dirigenti, quadri e docenti universitari (92,1%), impiegati e insegnanti (91%), laureati (93,2%) e, più di tutti, gli studenti universitari (98,5% dei casi). Entrando nel dettaglio dei differenti luoghi di fruizione, l'accesso da casa tramite computer è indicato da 27,2 milioni di Italiani, il 57,1% della popolazione, con un trend in crescita costante in tutto il 2009 che registra il 15,1% in più rispetto al 2008. L'accesso a Internet da «altri luoghi», quali biblioteche e Internet point, presenta una crescita del 6,5% rispetto al 2008, toccando il 4,9% della popolazione. La disponibilità di accesso da luogo di studio come scuole e università è presente nel 7,3% della popolazione, registrando un calo del 12% rispetto al 2008. L'accesso da luogo di lavoro e ufficio è indicato dal 38,2% degli italiani occupati con una variazione percentuale del -4,7% rispetto al 2008. Più in dettaglio, gli occupati che accedono a Internet da lavoro o ufficio hanno più di 54 anni nel 40,1% dei casi, 35-54 anni nel 38,4% dei casi o 17-34 anni nel 37,2%. Più donne (40,4%) che uomini (36,8%) e un profilo decisamente elevato: il 69,1% dei laureati occupati, il 78,2% dei dirigenti, quadri o docenti universitari e il 68,6% degli imprenditori e liberi professionisti. Cresce molto la disponibilità di accesso alla Rete da dispositivi mobili - cellulare, smartphone e PDA - che riguarda il 9% della popolazione italiana tra gli 11 e i 74 anni, con un incremento del 47,5%. La maggior parte dei possessori di cellulare con accesso a Internet usufruisce dei servizi di telefonia mobile da oltre 3 anni (90,8%), usa una scheda prepagata o ricaricabile (84,2%) spendendo mensilmente fino a 30 euro nel 71,1% dei casi. Dall'analisi sulle motivazioni relative all'uso uso di Internet, emerge che la Rete rappresenta soprattutto una fonte di conoscenza, uno strumento che semplifica e velocizza attività di lavoro, studio o relative a pratiche di vario tipo e attraverso cui gestire le proprie relazioni e divertirsi nel tempo libero. Ci si collega alla Rete perchè è possibile trovare qualsiasi tipo di informazione (47,2%), accedere velocemente ai servizi pubblici e privati a distanza (29,5%), trovare cose disponibili solo sul Web (26,2%), essere informati in tempo reale su notizie di cronaca (20,8%), mettersi in contatto con molte persone in qualsiasi parte del mondo (20,2%). Per i navigatori occasionali (coloro che non hanno navigato negli ultimi 7 giorni), l'accesso a Internet sarebbe più frequente soprattutto se costasse meno (29,1%), se fosse più veloce (18,4%) o se fosse possibile collegarsi dal telefonino senza spendere troppo (10,6%).
---------La cartella clinica elettronica del medico di famiglia viene aggiornata in tempo reale, i referti degli esami e delle visite, le lettere di dimissione dall’ospedale al pronto soccorso confluiscono automaticamente nel fascicolo sanitario elettronico. Ogni cittadino ha sul Web la propria "my page", il portale personalizzato per la salute in cui il medico aggiorna la scheda personale del paziente. I tempi di attesa, anche per un ricovero, si possono trovare su Internet. Tutto questo e altro ancora è scritto nel libro «e-Health e fascicolo sanitario elettronico» di Mauro Moruzzi. Il volume, che nasce da un’esperienza di progettazione di sanità elettronica svolta in gran parte in Emilia Romagna e da un ampio lavoro di studio promosso a Bologna dalla scuola di sociologia sanitaria di Achille Ardigò, si prefigge anche di fornire gli strumenti teorici per la comprensione del fenomeno e-Health, descrive tappe e progetti della sanità in Rete, a partire da quelli più avanzati e illustra nei minimi dettagli il fascicolo sanitario elettronico così come verrà presto conosciuto dai cittadini e dai medici. «L’obiettivo che il libro persegue-dice Moruzzi- non è di presentare un nuovo manuale per i sistemi informativi delle asl ma una riflessione profonda sul fenomeno sociale e tecnico del mondo e-Health: le reti di internet per la sanità e la salute del terzo millennio. Le reti sono sistemi complessi, forme di organizzazione particolari che svolgono una sola funzione, la comunicazione e l’elaborazione di dati e informazioni». --------Cattive notizie per gli appassionati del Web, che tra chat, videogiochi online e social network come Facebook e Twitter passano ore e ore in Rete. Secondo un maxi-studio dell’Università di Leeds (Gran Bretagna), le persone che trascorrono molto tempo su Internet sono più inclini a mostrare sintomi depressivi. Non solo: i ricercatori hanno evidenziato come alcuni cybernauti abbiano sviluppato un atteggiamento compulsivo nei confronti della Rete, sostituendo di fatto i rapporti sociali con i contatti in chat e i messaggi scambiati con "amici" e "follower" sui social network. Per l’1,2% degli utenti, insomma, Internet è come una droga. Il rischio di chi si fa prendere la mano, avvertono gli esperti, è quello di un grave impatto sulla salute mentale. Lo studio ha monitorato 1.319 persone dai 16 ai 51 anni, indagando sull’utilizzo del Web e su eventuali problemi di depressione. «Internet oggi gioca un ruolo importante nella vita moderna - sottolinea Catriona Morrison, prima autrice della ricerca che sarà pubblicata su Psychopathology - ma i benefici» legati a questa tecnologia «sono accompagnati da un lato più oscuro. Se molti di noi usano Internet per pagare le bollette, fare shopping o spedire e-mail, c’è un piccolo gruppo di persone per cui è difficile controllare il tempo trascorso online. Fino al punto che questo interferisce con le loro attività quotidiane». Questi "drogati" di Internet passano, in proporzione, più tempo a caccia di gratificazioni sessuali sui siti web a luci rosse, su quelli specializzati in gioco d’azzardo e chiacchierando in chat rispetto agli altri. E presentano anche una maggiore incidenza di depressione da moderata a severa, rispetto ai cybernauti che non sono caduti nella schiavitù della Rete. «Il nostro lavoro indica che l’uso eccessivo di Internet è associato alla depressione. Ma ancora non sappiamo quale dei due problemi arrivi prima», avverte l’esperta. Se, cioè, il male oscuro sia figlio delle troppe ore al pc, o spinga in qualche modo le sue vittime nella spirale delle maratone online. «Quello che invece è chiaro - aggiunge la Morrison - è che per un piccolo sottogruppo di persone l’eccessivo utilizzo del web potrebbe essere una spia allarmante di una tendenza alla depressione». Nella sua ricerca il team ha monitorato giovanissimi, ragazzi ma anche adulti che usano la Rete per lavoro. Scoprendo che a rischiare di cadere nella trappola della dipendenza sono più spesso i primi, rispetto ai cybernauti di mezza età: l’età media del gruppo di ’addicted’ è infatti di 21 anni. Insomma, la ricerca «rinforza i timori già sollevati dagli esperti: farsi prendere troppo dai siti web fino a sostituire le normali funzioni sociali potrebbe essere collegato a problemi piscologici come, appunto, depressione e dipendenza», dice la ricercatrice. Inoltre se appena l’1,2% dei soggetti monitorati è risultato ’drogatò del web, il problema comunque ha un’incidenza maggiore rispetto ad esempio al gioco d’azzardo patologico, in Gran Bretagna fermo allo 0,6%.
----------Google si allea con l'agenzia del governo per analizzare un attacco spionistico che potrebbe aver origine in Cina. Google arruola la Nsa per difendersi dai cyber attacchi. Il maggiore motore di ricerca del mondo, oggetto recentemente di ripetute incursioni di hacker, ha stretto un accordo in nome della «cybersecurity» con la più potente organizzazione di sorveglianza elettronica del mondo, cioè quell’organismo governativo degli Stati uniti d’America che insieme a Cia e Fbi si occupa di sicurezza nazionale. L’accordo - che deve essere ancora sottoscritto ma che viene anticipato dal Washington Post - prevede che la National Security Agency aiuti Google ad analizzare un recente attacco spionistico di enormi dimensioni che secondo l’azienda della Silicon Valley ha avuto origine in Cina. Questa intesa riveste soprattutto un’importanza simbolica, poiché vede alleati pubblico e privato in nome della sicurezza del mondo in continua evoluzione del cyberspazio e pone interrogativi estremamente delicati sull’equilibrio tra interessi della sicurezza pubblica e privata. Lo stesso direttore della Nsa, Dennis C.Blair, dichiarava due giorni fa: il cyberspazio non può essere protetto senza uno «sforzo di collaborazione che unisca il settore privato americano e i nostri partner internazionali». L’alleanza tra Google e Nsa infatti dovrebbe consentire ai due partner di condividere informazioni critiche, senza al contempo violare la «policy» di Google a tutela della privacy di milioni di utenti e delle loro comunicazioni via posta elettronica. Fonti ben informate, scrive sempre il WP, assicurano che l’accordo non significa che la Nsa possa «controllare» le ricerche effettuate dagli utenti o possa guardare le loro caselle postali, né che Google possa condividere dei dati di sua proprietà. Alcune organizzazioni a garanzia della privacy considerano però questo tipo di collaborazione estremamente pericolosa: l’esperienza post 11 settembre ha dimostrato come gli organismi governativi abbiano in più occasioni spiato e intercettato le «conversazioni» degli americani. A questo punto vale la pena di esprimere un parere di questa
direzione, che già da tempo aveva lanciato l’allarme su una possibile traslazione
della guerra delle onde, il jamming che dalle onde corte si trasferisce al
web. Era prevedibile oltre che naturale, che i regimi totalitari contrari
alla libera circolazione del pensiero, adottassero gli stessi metodi che per
anni hanno ostacolato, senza per altro riuscirvi, a emittenti come la BBC,
Voce della America, Radio Free Europe e Frre Asia, etc a irradiare
trasmissioni vero i loro Paesi. Oggi il jamming si chiama hacker, o meglio
hacker di regime, Cina, Iran e Corea del Nord. Ma facciamo bene attenzione,
anche nelle democrazie occidentali ci sono dei pericoli. A causa della
presenza delle pubbliche amministrazioniin rete, il loro obbligo alla
trasparenza e alla rendicontazione al cittadino, può trovare nella abnorme
presenza di pornografia o peggio pedopornografia un valido capro espiatorio
per sfuggire ai loro obblighi. Speriamo dunque che sia su un fronte che su un
altro il web possa essere un valido strumento di condivisione e libera
circolazione del pensiero, nonché di partecipazione dei cittadini alla vita
pubblica. Grazie a questo sistema se «i ragazzi che viaggiano su Internet entrano in siti pericolosi, e c’è una lista lunghissima, verrà inviato un Sms ai genitori e la trasmissione gli verrà immediatamente interrotta». APPROFONDIMENTI L’accordo che ha valore triennale, è stato stipulato in attuazione del decreto del Ministro dell’Interno del 9 gennaio del 2008, che ha individuato le infrastrutture critiche informatizzate di interesse nazionale, ovvero i sistemi ed i servizi informatici o telematici, gestiti da enti pubblici o società private, che governano i settori nevralgici per il funzionamento del Paese. Tale convenzione, prima nel suo genere per il mondo bancario, segue, in ordine di tempo, gli accordi sottoscritti da ENAV S.p.A., TERNA S.p.A., Automobile Club d’Italia (ACI), Telecom Italia S.p.A., Vodafone Omnitel N.V., Ferrovie dello Stato S.p.A. sulla base del predetto riferimento normativo, e tuttavia rispetto ad essi si distingue in quanto finalizzata a disciplinare due differenti ambiti di collaborazione per la prevenzione e il contrasto dei crimini informatici. La convenzione, infatti, rappresenta anzitutto la formalizzazione del rapporto di collaborazione operativa tra le società del Gruppo UniCredit ed il Centro Nazionale Anticrimine Informatico per la Protezione delle Infrastrutture Critiche (CNAIPIC), istituito presso il Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni e deputato in via esclusiva a svolgere attività di prevenzione e repressione delle minacce e degli attacchi informatici, di matrice terroristica o criminale, diretti ai servizi o ai sistemi informatici delle infrastrutture critiche nazionali. L’accordo prevede l’impegno reciproco alla realizzazione di adeguati canali di collaborazione volti alla condivisione ed all’analisi di segnalazioni, dati e informazioni afferenti alle minacce ed agli attacchi sopra indicati, per l’identificazione della loro origine tecnica e per la gestione delle conseguenti situazioni di emergenza. Inoltre, la convenzione pone le basi di un progetto di collaborazione operativa per la prevenzione ed il contrasto dei crimini informatici che hanno per obiettivo i servizi ed i sistemi dell’home banking e della monetica. Il progetto troverà attuazione con la realizzazione di un centro di interscambio e di analisi di dati e informazioni afferenti alle suddette specifiche fenomenologie criminali.
-------------- «La copertura al 100% sul fronte della banda larga in Europa è fondamentale per la crescita e lo sviluppo economico». Lo ha dichiarato la commissaria Ue designata all’Agenda digitale-Tlc Neelie Kroes nell’audizione all’Europarlamento. «Se facciamo sul serio la realizzeremo entro il 2013 e servirà a favorire soprattutto le aree più svantaggiate». Ma «non ci sarà nemmeno un attimo per riposare», ha quindi sottolineato la commissaria Ue alla concorrenza uscente, per spingere, attraverso l’agenda digitale, la crescita dell’economia e dell’occupazione. Kroes poi vigilerà attentamente sul rispetto della normativa europea sul roaming varata dalla commissaria che l’ha preceduta, la lussemburghese Viviane Reding: «Confido nelle parti e non credo serva una nuova regolamentazione. Ma sia chiaro che se qualcuno non farà quanto stipulato - ammonisce Kroes - imponendo ai cittadini tariffe inaccettabili, agirò immediatamente». La commissaria prevede, però, che la regolazione europea dei prezzi del roaming non durerà per sempre e che alla fine dovrà essere il mercato a stabilirli. Quanto ai costi di telefonia mobile per i consumatori, Kroes si è dimostrata riluttante a impegnarsi a presentare nuove regole per ridurre ulteriormente i costi per scaricare dati da Internet o per i messaggi di posta elettronica in paesi diversi da quello di residenza. Inoltre Kroes ha difeso l’idea di un mercato unico delle vendite di beni e servizi online: sarà una priorità per la nuova commissione europea abbattere le barriere transfrontaliere al commercio elettronico. -------------Alcune norme del «decreto Romani» «mettono in crisi il funzionamento di siti Web che forniscono servizi tipo YouTube». Marco Pancini, dirigente di Google Italia, è preoccupato per «l’equiparazione tra qualunque sito Internet fornisca la possibilità di caricare contenuti audiovisivi e i canali tv tradizionali». Per questo l’azienda ha chiesto un incontro al viceministro alle Comunicazioni, Paolo Romani, ma, se il testo dovesse passare con la formulazione attuale, solleverà il problema in sede Ue. Il decreto riconosce tra i servizi di media audiovisivo anche quelli «veicolati mediante siti Internet, che comportano la fornitura o la messa a disposizione di immagini animate, sonore o non, nei quali il contenuto audiovisivo non abbia carattere meramente incidentale». «L’equiparazione dei siti alle tv - commenta Pancini - ha una conseguenza importante: disapplica, di fatto, le norme sul commercio elettronico in base alla quale l’attività dell’«hosting service provider», cioè del sito che ospita contenuti generati da terzi, va distinta da quella di un canale tv, che sceglie cosa trasmettere. Significa - conclude - «distruggere il sistema Internet». --------------Un'analisi condotta dalla Imperva - società che si occupa di sicurezza in rete -riportata dal New York Times ha dimostrato che milioni di utenti di Internet usano le stesse password. Parole chiave come "123456" - la più usata -, "0", "password", "iloveyou", "abc123" a cui viene affidata la segretezza dei dati. L'Imperva ha analizzato 32 milioni di password che uno sconosciuto hacker aveva rubato il mese scorso da "Rock You" - una società che crea software per social network come Facebook e MySpace - , la lista era poi finita per breve tempo sul web e i ricercatori di Imperva l'hanno trovata. Usare per password parole o cifre facilmente decifrabili rappresenta un pericolo, gli hacker possono facilmente venirne a conoscenza e entrare negli accounts degli utenti rubando dati personali. Il rischio più grande si corre se la password crackata consente di accedere a conti correnti o carte di credito. Alcuni siti stanno cercando di venire incontro ed evitare gli attacchi hacker bloccando gli account dopo aver inserito un certo numero di password sbagliate. In realtà sembra che gli hacker abbiano trovato il modo di raggirare il sistema e di scoprire le password. Altri siti impongono all'utente di scegliere password miste di numeri e lettere. Ma perché molte persone scelgono password così semplici? secondo Jeff Moss, un ex hacker che ora collabora con società di sicurezza, la ragione principale è che in pochi anni ogni singolo utente di Internet si è trovato a dover ricordare un grande numero di password per i diversi servizi che usa, dai social network al banking on line. E' chiaramente impossibile ricordare password diverse per ogni applicazione perciò si ricorre alle solite. Il consiglio di Jeff Moss è di utilizzare password di almeno 12 caratteri, al posto dei 6 normalmente utilizzati, in modo da rendere almeno più complessa la decrittatura da parte degli hacker. APPROFONDIMENTO --------------La concorrenza muove il mercato degli ebook. L’imminente arrivo del nuovo tablet di Apple, il cui annuncio è atteso per la prossima settimana a San Francisco, spinge Amazon a rivedere radicalmente le sue strategie di business nel settore dei libri elettronici, di cui oggi detiene la leadership – soprattutto negli Usa - attraverso il lettore portatile Kindle. In pochi giorni, la società di Seattle ha presentato un nuovo sistema di licenze (con royalties più vantaggiose per autori ed editori), ha iniziato a rimuovere le protezioni drm degli ebook e ha annunciato il varo di un servizio per la creazione di applicazioni multimediali per il Kindle. Lo spauracchio Apple è molto forte. In particolare, visto il trionfale curriculum della Mela nel campo dei device portatili, illuminato dalle stelle dell’iPod e dell’iPhone. Proprio prendendo ispirazione ai meccanismi di revenues sviluppati negli anni da Apple, Amazon ha lanciato un nuovo sistema che innalza le royalties degli autori e degli editori fino al 70% del prezzo dei libri venduti sul Kindle. L’obiettivo è quello di evitare che alcuni editori, a fronte di condizioni più vantaggiose, possano rimuovere le loro opere dagli scaffali virtuali del Kindle Store, fornendone l’esclusiva a negozi rivali (primo su tutti, proprio quello che aprirà Apple). Inoltre, ad ascoltare quanto si dice nella blogosfera, il bookstore ha silenziosamente attivato un’opzione tramite la quale gli editori possono vendere libri privi di drm, cioè di protezioni che impediscono la fruizione dei contenuti acquistati su lettori diversi dal Kindle. Per molti anni, il problema dei drm e dell’interoperabilità tra dispositivi è stata al centro delle polemiche nel mercato della musica digitale. Fino al 2007, per esempio, le canzoni vendute sull’iTunes Music Store potevano essere ascoltate solo sull’iPod, ma non su lettori MP3 concorrenti come quelli Creative o Samsung. Con i libri, il rischio è di passare attraverso una simile fase: i consumatori acquistano ebooks compatibili solo con un determinato lettore. Se poi decidono di passare a un altro modello di ereader o tablet, la loro collezione va interamente perduta. Le mosse di Apple, nell’attesa conferenza stampa della prossima settimana, aiuteranno a comprendere meglio la direzione scelta da produttori di hardware e editori e a definire caratteristiche, limiti e potenzialità del nuovo mercato dei libri digitali. L’ultima novità in casa Kindle sono le applicazioni. Anche in questo caso, dietro l’idea c’è la rincorsa a un modello lanciato con successo da Apple, in particolare sull’iPhone. Il mercato delle applicazioni per dispositivi portatili oggi è in piena ebollizione. Tutti i produttori di smartphone (Blackberry, Nokia, la galassia Android) stanno trasformando i loro dispositivi in piattaforme sulle quali si possono scaricare piccoli programmi in grado di fare praticamente qualsiasi cosa: giochi, social networking, utility per il lavoro, per l’informazione, per l’intrattenimento. Lo stesso tablet di Apple andrà probabilmente in questa direzione. Amazon ha deciso che anche il Kindle deve seguire lo stesso percorso. Da qui l’idea di lanciare il sistema Kindle Development Kit, attraverso cui sviluppatori esterni potranno creare e vendere applicazioni multimediali studiate appositamente per il lettore. Un passaggio che – per quanto potenzialmente inzavorrato dalla natura hardware del Kindle (lo schermo in bianco e nero appare molto più limitato e limitante dei touchscreen degli smartphone) – sembra confermare la teoria secondo cui stiamo assistendo alla fine dell’era dei device monofunzionali. Tutti i dispositivi portatili del futuro dovranno essere in grado di fare un sacco di cose, mescolando le funzioni di una fotocamera, di un lettore musicale, di un navigatore satellitare, di un telefonino. Il mercato degli ebook reader è ancora giovane, immaturo, praticamente nella sua adolescenza. Il suo vero e proprio battesimo mediatico è avvenuto solo poche settimane fa, alla fiera Ces di Las Vegas. Eppure potrebbe già essere fortemente segnato da questo trend.
---------- Annunciato lo scorso luglio, il progetto di alleanza tra Microsoft e Yahoo! è stato presentato in questi giorni alla Commissione Ue. Le due aziende puntano a fare concorrenza a Google, attuale leader nel campo dei motori di ricerca, unendo la potenza tecnologica di Microsoft e quella pubblicitaria di Yahoo!. L’Antitrust europeo darà il suo parere entro il 19 febbraio. Bruxelles dovrà valutare se l’alleanza è in linea con le norme di concorrenza della Ue, e potrà dare il via libera all’operazione oppure aprire un’indagine. --------Le caselle di posta elettronica di alcuni giornalisti esteri in Cina sono stati vittime di attacchi informatici: lo ha reso noto l’Associazione della Stampa estera cinese, che ha inviato una e-mail di avvertimento a tutti i suoi membri. Anche in questo caso gli account violati - tra cui uno appartenente a un giornalista dell’Associated Press - erano fra quelli forniti da Google: proprio la censura ha convinto l’azienda statunitense a minacciare l’abbandono del mercato cinese se non cesseranno le attività di hackeraggio delle autorità di Pechino. La crescita dell’utenza internet in Cina - che ha raggiounto gli oltre 380 milioni di «navigatori» - ha portato a un ulteriore inasprimento delle autorità cinesi sull’uso della Rete, sorvegliata da un nucleo di ciberpolizia formato secondo gli esperti da almeno 40mila agenti impegnati nella lotta contro i siti violenti, pornografici ma soprattutto di dissenso politico. ------------ Si è svolta il 27 gennaio, nella Sala del
Senato Accademico, presso il Rettorato dell’Università della “Sapienza” di
Roma, la Conferenza Stampa di presentazione della terza edizione di SAT Expo
Europe 2010, manifestazione internazionale dedicata ai servizi e alle
applicazioni dello Spazio e alle Telecomunicazioni integrate, che si terrà in
Fiera Roma, dal 4 al 6 febbraio. La manifestazione, che quest’anno ruoterà
sui due focus del Programma / per la navigazione e la mobilità, il 3D via satellite per la cinematografia e gli eventi “live”, avrà una giornata introduttiva, di rilevanza internazionale, in Campidoglio, il 3 febbraio, mercoledì, con la presentazione dell’India come “Partner Country” di SAT Expo Europe e del Convegno “Mare Nostrum”: il Mediterraneo luogo strategico per la geopolitica dello spazio e le relazioni di cooperazione internazionale”, cui parteciperanno rappresentanti delle agenzie spaziali internazionali, tra cui la NASA e la Russian Space Federal Agency, e del Mediterraneo. “SAT Expo Europe raggiunge con la terza edizione l’obiettivo della sua internazionalizzazione – dice il presidente, Paolo Dalla Chiara – collocandosi, anche per la presenza di oltre 20 delegazioni estere, tra le manifestazioni di riferimento per i servizi e le applicazioni dello Spazio in Europa e nel Mediterraneo”. SAT Expo Europe gode del Patrocinio della Commissione Europea, dell’ Alto Patronato della Presidenza della Repubblica, del Patrocinio del Presidente del Consiglio dei Ministri e della collaborazione istituzionale del Comune di Roma, oltre che della collaborazione scientifica dell’ASI, dell’AIDAA (Associazione Italiana Aeronautica e Astronautica), dell’IEEE (Institute of Electrical and Electronics Engineers) e di altri istituti di ricerca scientifica: INAF (Istituto Nazionale di Astrofisica), l’INFN (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare), e dell’Università della “Sapienza”. SAT Expo Europe è manifestazione di riferimento delle Associazioni Italiane dell’Aerospazio (AIAD,AIPAS e ASAS) ed è sostenuta da Finmeccanica, Eutelsat, Skylogic, Sviluppo Lazio e Open-Sky. --------------- La Apple in questi giorni avrà un evento speciale, che molto probabilmente consisterà nella presentazione del suo nuovo e atteso tablet computer. Si tratta di una sorta di iPhone di dimensioni maggiori, dotato di uno display touchscreen di oltre dieci pollici. È un prodotto di cui si parla da mesi. Il comunicato della Apple è un invito ai cronisti in cui si dice solamente: «Venite a vedere la nostra ultima creazione». -------- Mozilla ha appena rilasciato Firefox 3.6. Più rapida del 20% rispetto a Firefox 3.5, la nuova versione del browser ha richiesto un intenso lavoro svolto dagli sviluppatori per ottimizzare le performance quotidianamente eseguite sul Web, come posta elettronica, upload di fotografie, social networking e altro ancora. Il nuovo browser integra diverse caratteristiche innovative. Firefox 3.6 è stato sviluppato da una comunità a livello globale di appassionati sostenitori di Mozilla, che comprende migliaia di sviluppatori esperti, professionisti della sicurezza, comunità di supporto e localizzazione, nonché centinaia di migliaia di utenti impegnati nei test. Sono oltre 350 milioni gli utenti di tutto il mondo che utilizzano Firefox traendo vantaggio dalle funzioni di navigazione rapide e sicure e dal livello incontrastato di personalizzazione. APPROFONDIMENTO ----------Google rompe con la Cina. Contraddistinguendosi ancora un volta, il gigante internet si è lanciato nell’iniziativa del tutto inusuale tra le grandi società di minacciare l’abbandono del gigantesco e promettente mercato del Dragone. E, fatto ancor più inusuale, ha rivelato informazioni su episodi di trafugamento di dati da parte di hacker, compiuti dalla Cina, che indirettamente sembrano chiamare in causa Pechino su vicende di spionaggio industriale. Basta così, afferma la società californiana: d’ora in avanti non si censurerà più nulla sul nostro motore di ricerca nel mercato cinese, e se questo significherà uscire dalla Cina così sia. In ogni caso la stessa Google sostiene andandosene non perderebbe quasi nulla del suo giro d’affari. Ma l’iniziativa ha soprattutto una forte carica simbolica, è clamorosa in un paese dove le multinazionali e i grandi gruppi industriali stranieri sono abituati ad operare piegandosi, e senza nemmeno troppe proteste, alle richieste delle autorità e del Partito comunista cinese. È così per i produttori di ogni tipologia di beni, ma è ancor più stringente il controllo su tutte quelle società internet o legate ai media, da cui all’opinione pubblica cinese possono giungere informazioni ritenute scomode per l’amministrazione. Si cambia rotta: Google ha riferito di aver scoperto diverse intrusioni compiute da hacker basati in Cina, che sono riusciti a intrufolarsi nei sistemi informatici di almeno 20 società negli Usa trafugando informazioni su decine di attivisti sui diritti umanitari, critici verso le politiche di Pechino. A questo punto la società ha concluso che proseguire la collaborazione con la Cina finiva per violare il suo principio etico di «non fare del male». Il gruppo non si spinge a lanciare accuse esplicite verso la Cina sugli episodi, tuttavia indirettamente la chiamata i causa è abbastanza evidente e questa ’audacià è più che sufficiente a mandare Pechino su tutte le furie. Dall’auto alle banche, dai fast food alle catene di abbigliamento, le società estere che operano in Cina sono costrette a consentire uno stringente controllo da parte delle autorità, e senza lanciare proteste che rischierebbero di compromettere tutte le loro operazioni locali. Per ora la Cina si limita a far sapere che sta cercando di ottenere maggiori informazioni da parte di Google sulle sue intenzioni, secondo quanto riporta l’agenzia Xinhua. Google - con sede a Mountain view, nella Silicon Valley - sembra essersi mossa con l’appoggio del governo americano, secondo il Financial Times la ’sparatà è scattata dopo consultazioni con Washington. Rapida infatti è giunta una nota del segretario di Stato Usa Hillary Rodham Clinton, secondo cui le rivelazioni giunte da Google «sollevano questioni molto serie» e gli Stati Uniti chiedono spiegazioni sul tutto alla Cina. Infine, ma non ultimo dei vari aspetti della vicenda il gigante internet non sembra rischiare molto in termini finanziari. Secondo la stessa Google le attività in Cina sono quasi irrilevanti rispetto all’ammontare totale del sua fatturato annuo, pari a 22 miliardi di dollari. Secondo gli analisti di Jp Morgan quets’anno nel paese il gruppo avrebbe dovuto registrare un giro d’affari da 600 milioni di dollari. ----------Due giorni dopo la minaccia espressa da Google di ritirarsi dalla Cina, Pechino risponde, dichiarandosi favorevole alle attività sul suo territorio di quelle aziende internazionali che rispettano la legge. La Cina intende accogliere «quelle operazioni conformi alla legge sulle aziende internet internazionali», ha detto il portavoce del ministero degli Esteri, Jiang Yu. «Internet in Cina è libero e il governo cinese incoraggia il suo sviluppo e si sforza di creare un ambiente favorevole», ha detto Jiang nel corso dell’appuntamento quotidiano con la stampa, aggiungendo: «La legge cinese vieta qualsiasi forma di cyber-attacco». Esasperato dagli ininterrotti attacchi di hacker “provenienti dalla Cina”, il colosso informatico americano ha minacciato di interrompere tutte le operazioni nel paese asiatico. Gli attacchi avevano come obiettivi principali le caselle postali di militanti cinesi per i diritti umani. Analisti ed esperti del settore ritengono peraltro che google e il governo cinese possano trovare un compromesso. Già in passato il gruppo californiano ha assunto posizioni drastiche, ma solo come tattica nella trattativa. «Sono sicuro che saranno pragmatici. Google è una società molto dinamica. Dubito che se ne andranno dalla Cina. La presenza nel paese è cruciale, perché è lì che ci sarà la prossima ondata» internet, rileva Christopher Tang, professore della Ucla Anderson School of Management, la cina ha circa 360 milioni di utenti internet e il suo mercato dei motori di ricerca ha toccato un miliardo di dollari lo scorso anno. Il governo cinese tuttavia pone stretti limiti all’accesso dei cittadini al web, operando una censura automatica sui siti sgraditi.
------------La Stampa di Torino titola, “Il trionfo degli e-book spaventa gli editori: "È una manna per i pirati" – Il libro elettronico scuote il mercato Strumento di rilancio o minaccia per le vendite? Gli editori si interrogano sul futuro degli e-book e sul rischio che la pirateria digitale possa trasformare uno strumento in grado di rilanciare la lettura, specie tra i più giovani, in un autogol per l’intero settore. Esempio lampate, quando a settembre «The Lost Symbols», il best seller di Dan Brown, è approdato nelle librerie, l’editoria sembrava prossima a una svolta epocale. Su Amazon.com, il libro ha venduto molte più copie digitali che cartacee, in versione Kindle, il principale lettore digitale di e-book. 24 ore dopo però, lo stesso libro era già disponibile sui siti di condivisione, come Rapidshare e BitTorrent, e in pochi giorni «The Lost Symbols» è stato scaricato illegalmente oltre centomila volte. La pirateria digitale, per anni confinata a musica e film, si sta dunque oggi allargando ai libri. E il fenomeno, secondo gli esperti, non può che dilagare visto che Kindle, e i suoi concorrenti come Sony Reader, Nook di Barnes & Noble, gli smartphone e il tanto atteso Tablet di Apple, sono destinati a rafforzare le richiesta di libri elettronici. Ecco allora che il vero dilemma degli editori nel 2010 sarà «e-book o non e-book?». Sulle enormi potenzialità dello strumento nessuno eccepisce: nel secondo trimestre del 2009 ad esempio le vendite di libri digitali hanno toccato quota 37 milioni, il triplo dello stesso periodo del 2008. Negli Usa Kindle è stato il gadget elettronico più richiesto a Natale mentre su Amazon.com per la prima volta le vendite di e-book hanno superato quelle tradizionali. Ma il rischio pirateria preoccupa editori e autori pronti a tutto pur di combattere la pirateria. C’è chi ritarda la pubblicazione della versione digitale rispetto al cartaceo, come avvioene per l’immissione in rete dei quotidiani, per altri bisogna rendere il digitale più sicuro, vigilare sul mercato e punire severamente i trasgressori. Non tutti prevedono scenari apocalittici, anche perché dati alla mano gli e-book fanno comodo all’industria. Secondo Amazon ad esempio i possessori di Kindle acquistano una quantità di libri tre volte superiore ai lettori tradizionali. Inoltre alcuni esperti sono convinti che la pirateria dei libri sia un fenomeno fisiologico e in parte transitorio come Napster lo è stato per le canzoni. Lo dimostra il fatto che sebbene i siti di condivisione illegale esistano ancora, iTunes è il primo distributore al mondo di musica. ---------- La NASA (National Aeronautics and Space Administration) parteciperà alla terza edizione di SAT Expo Europe 2010 in calendario tra il 4 e 6 febbraio alla Fiera di Roma. “La presenza della NASA dà a SAT Expo Europe - dice il presidente Paolo Dalla Chiara – motivo di grande prestigio. La NASA è l’agenzia spaziale governativa USA, responsabile per i programmi e la ricerca aerospaziale. Il suo budget di investimento è di gran lunga il più cospicuo rispetto ad altre importanti agenzie spaziali e un numero importante di industrie italiane è coinvolto nei suoi programmi di sviluppo. Con il suo contributo la NASA ha costruito la storia dello Spazio e della sua esplorazione, che ora tende verso Marte. La presenza della NASA a SAT Expo Europe – conclude Dalla Chiara – rappresenta una grande opportunità per gli operatori italiani e stranieri e conferma il valore che SAT Expo Europe ha assunto come manifestazione internazionale dedicata ai servizi e alle applicazioni dello Spazio”. APPROFONDIMENTO -----------------Mibac-Cnr, nasce il codice di identificazione permanente Servirà ad una migliore tutela delle risorse digitali. Garantirà provenienza, autenticità, diritti d'autore e localizzazione dei documenti Primo passo per un sistema italiano di identificazione univoca e permanente delle risorse digitali di libri, articoli, file multimediali, news e ogni altro documento diffuso in Internet. Il nuovo nasce dall’accordo di collaborazione tra la Direzione Generale per le Biblioteche, gli Istituti Culturali ed il Diritto d’Autore del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali (MiBac) e il Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr), firmato dal Direttore Generale del MiBac, Maurizio Fallace, e dal Vice Presidente del Cnr, Roberto de Mattei. L’accordo, spiega il Cnr, dà il via ad una prima fase di attività sperimentale. «Il Ministero sostiene con forza una soluzione che può davvero essere rivoluzionaria per la Rete. Naturalmente, questo sistema sarà tanto più efficace e operativo quanto più le istituzioni che potranno coordinare e gestire le assegnazioni dei codici si dimostreranno collaborative» afferma Fallace. «Con questo accordo -aggiunge il direttore generale del MiBac- l’Italia si inserisce in un percorso sul quale si stanno avviando le pubbliche amministrazioni di tutto il mondo, come conferma il Federal Registrer 2.0 lanciato dall’Amministrazione Obama». «Siamo particolarmente soddisfatti di avere contribuito alla progettazione di un sistema che, una volta operativo, consentirà agli utenti della rete una maggiore e migliore reperibilità dei documenti di interesse. E ai "content provider" una tutela dei contenuti rispetto a possibili violazioni della originalità e del diritto autorale» sottolinea il Vice Presidente del Cnr, de Mattei. «A differenza dell’informazione diffusa attraverso i canali dell’editoria tradizionale -spiega Brunella Sebastiani, direttore della Biblioteca Centrale del Cnr- quella reperibile in Internet non è sufficientemente certificata da istituzioni che possano garantire la qualità dei dati e l’accesso permanente. Da qui l’esigenza di associare alle risorse digitali dei ’codici di identificazione persistentì che possano certificarne l’autenticità, la provenienza, i diritti d’autore e la localizzazione». Per garantire identificazione e accesso nel lungo periodo alle risorse identificate è necessario, spiega il Cnr, «puntare sull’affidabilità e credibilità delle istituzioni garanti del sistema e su una soluzione concettualmente semplice che possa superare il rapido cambiamento delle tecnologie». «Le comunità di utenti che già usano gli identificatori persistenti adottano -precisa Maurizio Lancia, dirigente dei Sistemi Informativi del Cnr- standard differenti. La soluzione italiana, basata sullo standard aperto National Bibliography Number (Nbn), presenta un’innovativa ’architettura gerarchicà, distribuita su più livelli di responsabilità, che consente l’accesso immediato all’oggetto identificato e ai relativi ’metadatì descrittivi». Questo modello, spiega ancora il Cnr, «prevede un registro nazionale di primo livello, gestito dalle strutture afferenti al MiBac (Biblioteche nazionali centrali e Istituto centrale per il catalogo unico), presso il quale si accreditano i registri di secondo livello, gestiti da organismi rappresentativi dei diversi macrosettori culturali (’media e stampà, ’università e ricercà, o ’archivì)». «Alla base del sistema -continua l’Ente di ricerca- si trovano i registri di terzo livello, gestiti dalle istituzioni che effettuano l’assegnazione dei codici Nbn ai propri contenuti digitali». «Per la realizzazione di questa infrastruttura, il Cnr, con il contributo della Fondazione Rinascimento Digitale di Firenze, ha sviluppato il software con interfaccia Web 2.0, che consente -afferma l’Ente di ricerca- la gestione dei registri ai differenti livelli e la comunicazione tra gli stessi». «Il software -continua il Cnr- permette l’assegnazione ’decentratà dei codici Nbn, garantendo all’infrastruttura un potenziale di crescita praticamente illimitato». Così, un articolo scientifico, ad esempio, potrebbe essere registrato dall’Università o Ente di afferenza del ricercatore, che utilizzerà un codice così composto: IT (Italia, primo livello), UR (Università e Ricerca, secondo livello), CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche, terzo livello), 12345 (ID progressivo). E già si guarda al suo utilizzo internazionale. (segue) «La soluzione italiana, già richiesta per la sperimentazione della gestione dei registri nazionali di Germania, Svizzera, Austria e Repubblica Ceca, è stata, infatti, valutata positivamente -riferisce il Cnr- dalla comunità scientifica come riferimento per la realizzazione di un ’global resolver’ europeo, che garantisca il collegamento tra i diversi sistemi nazionali di identificazione persistente». «Definirei strategica la scelta della mia Direzione generale -afferma il direttore generale del MiBac Fallace- proprio in ragione della missione istituzionale assegnata alle Biblioteche nazionali centrali di Roma e Firenze, destinatarie del deposito legale di tutta la produzione editoriale italiana». Una scelta strategica, conclude Fallace, anche per «l’attività svolta dall’Istituto centrale per il Catalogo unico delle biblioteche italiane e per le informazioni bibliografiche, cui è affidata la diffusione degli standard di catalogazione, digitalizzazione e gestione della rete del Servizio Bibliotecario Nazionale (Sbn), i cui direttori sono parte del Comitato di coordinamento, che coinvolge anche il Cnr, responsabile della sperimentazione del network italiano Nbn».
---------Saranno i mondiali di calcio 2010 del Sud Africa l'occasione per il canale televisivo statunitense Espn, network sportivo di proprietà di Walt Disney, di lanciare la tv tridimensionale . Alcuni incontri saranno trasmessi a tre dimensioni, a partire dal match che aprirà la competizione il prossimo 11 giugno fra i padroni di casa del Sud Africa e il Messico. Le partite dell'evento sportivo trasmesse in 3D saranno complessivamente 25. L’annuncio di Espn arriva a poca distanza dalla decisione di Sony, Imax e Discovery Communication di unire le forze per un canale tridimensionale con film e programmi per bambini. Il successo dei film tridimensionali sta spingendo molte società attive nel settore a investire e sviluppare la tecnologia tridimensionale che, comunque, sarà probabilmente offerta a pagamento. -------------Si è svolto a Las Vegas dal 7 al 11 gennaio il Consumer Eletronic Show, dove la parte del leone l’hanno fatto wiMax, alta definizione e tecnologia 3D. Gooogle ha inoltre presentato il suo nuovo telefonino Nexus One. Sul Nexus One, primo cellulare multifunzione della casa di Mountain View, sono già puntati molti occhi e «l’altro oggetto che dilagherà al Ces sarà il pc tavoletta col sistema Android (quello sviluppato da Google per i telefonini). Mentre la novità Apple verrà presentata a fine del mese. Apple, che come di consueto non sarà al Ces perchè ha il proprio show al MacWorld di San Francisco, aspetterà qualche settimana prima di presentare la sua magica e misteriosa 'tavoletta' , stando dunque a guardare l’accoglienza che verrà riservata ai prodotti della concorrenza. Nel settore dei pc più tradizionali, visto il trend delle vendite degli ultimi due anni più spostato verso i netbook (i portatili piccoli e a basso costo), le aziende per stare al passo dovranno presentare degli apparecchi ancora più maneggevoli detti "smartbooks". Per quel che riguarda invece le altre tendenze segnalate dagli
specialisti, c’è lo sviluppo e la diffusione del 3D: dopo il successo al
cinema con il film “Avatar” di James Cameron, il 3D potrebbe sbarcare a casa
e, secondo voci di settore, Samsung e Lg ci starebbero già lavorando. Da Las
Vegas ci si aspetta che il sistema WiMax (consente l’accesso a reti di
telecomunicazioni a banda larga e senza fili) abbia un utilizzo più
massiccio. Presenti al Consumer Electronic Show anche il patron di Nokia, Olli-Pekka Kallasvuo, quello della Ford, Alan Mulally, ma anche i numeri uno di Intel e Qualcomm, Paul Otellini et Paul Jacobs, produttori di microchip. Al Consumer Electronic Show, hanno partecipato più di 2.500 espositori, di cui 330 nuovi, con 20 mila novità, dai cavi di ultima generazione ai giochi più sorprendenti (gli organizzatori della fiera hanno anche ampliato la sala dedicata ai videogiochi). ----------Costeranno tra i 99 a i 499 dollari in America le quattro versioni del nuovo pacchetto Office 2010 di Microsoft, atteso a giugno. La home edition, costerà invece sui 149 dollari, includendo Word, Excel, PowerPoint e OneNote, e la licenza consentirà l’installazione su tre diversi computer. Ma per acquistare solo la licenza di utilizzo, la «Product Key Card» per un pacchetto Office 2010 già preinstallato su un nuovo computer basteranno 119 dollari. La versione Office Home and Business, che ai suddetti programmi aggiunge il nuovo Outlook per la gestione della posta elettronica costerà 297 dollari per l’intera scatola, o 199 dollari per la sola Key Card. Office Professional, incluso Microsoft Publisher costerà invece 499 dollari in scatola e 249 dollari per la sola Key Card. La versione meno costosa, a 99 dollari è infine quella destinata solo all’utilizzo didattico, la Office Professional Academic e sarà distribuita tramite le librerie dei campus universitari e alcune catene. -----------------------Il più popolare quotidiano tedesco, Bild Zeitung, è da qualche giorno in concorrenza anche con le sale cinematografiche: attraverso il suo portale bild.de ogni giorno offre un film recente in visione gratuita, senza bisogno di scaricare nessun software. "Video on demand" è la definizione tecnica del nuovo servizio annunciato da Bild.de, che si autodefinisce il più grande portale tedesco per le news e l’intrattenimento in Internet. Non c’è bisogno di iscrizione o abbonamento al servizio. La visione del film può essere interrotta in qualsiasi momento e ripresa nell’arco dei sei mesi nei quali resta disponibile in linea. L’offerta iniziale comprende tra l’altro La Vita è Bella, di Roberto Benigni, Blade, e Will Hunting. Genio ribelle. APPROFONDIMENTO ------Debutta il Googlefonino "Nexus One" Prodotto dalla Htc con piattaforma Android di Google, punta ad anticipare l'iTablet, il cui annuncio è previsto il 26 gennaio Google festeggia il nuovo anno con un annuncio su un nuovo prodotto mobile, aprendo così la strada al duello con la sua ex alleata Apple nello sviluppo di prodotti di telefonia mobile. È atteso per martedì 5 gennaio il debutto del ’Googlefonino', il primo smartphone creato dall’azienda che gestisce il più utilizzato motore di ricerca sul web e le sue applicazioni, in diretta concorrenza con l'iTablet che sta per sfornare la Apple, dopo il successo del suo iPhone. Google ha già diffuso la piattaforma per telefonia mobile Android, ma il ’Nexus One', prodotto dalla HTC, non sarà vincolato all’uso con nessuna compagnia telefonica. Costerà 530 dollari. Sono le indiscrezioni trapelate in attesa dell'appuntamento di martedì prossimo nel quartier generale a Mountain View, dove Google terrà una conferenza stampa dedicata ad Android, la piattaforma per cellulari intelligenti. L’annuncio precede il possibile lancio da parte di Apple dell’iTablet che, secondo indiscrezioni, potrebbe essere presentato il prossimo 26 gennaio a San Francisco. Precedendo Apple, Google potrebbe - secondo alcuni osservatori - ’rubare' attenzione a Cupertino, sottraendole una fetta di pubblico. L’annuncio di Google, comunque, presenta dei rischi: se Mountain View decidesse di lanciare un proprio cellulare rischierebbe di allontanare diversi produttori di cellulari attualmente impegnati a produrre apparecchi in grado di supportare Android. Gli smartphone con il software Android, lanciato 14 mesi fa, sono i maggiori rivali dell’iPhone della Apple. «A meno che Google non controlli tutti gli elementi del nuovo cellulare, dal design all’interfaccia, difficilmente riuscirà a produrre un dispositivo in grado di distinguersi dall’iPhone. Il rischio di non fare questo - precisano gli osservatori - è quello che Google possa perdere terreno nei confronti di Apple», in un mercato, quello della telefonia mobile, in forte sviluppo. Secondo Cellulare Magazine che lo recensisce, la cosa più sorprendente è l'assenza del multitouch, presente invece nella versione 2.0 (Motorola Milestone).
-------------------D'ora in poi gli utenti Windows europei potranno scegliere con quale browser navigare su internet, senza più essere obbligati ad utilizzare esclusivamente Internet Explorer (Ie). Lo ha annunciato la Commissione Europea, che ha accettato l'impegno preso da Microsoft di permettere ai produttori di personal computer e ai loro utenti di disinstallare Ie e sostituirlo con un altro browser di loro scelta. «Milioni di consumatori europei beneficeranno di questa decisione avendo così libertà di scelta su quale browser utilizzare. Questa scelta agirà anche come incentivo all'innovazione per le compagnie che producono browser», ha affermato il commissario alla concorrenza Neelie Kroes. Microsoft era stata infatti accusata di distorcere il mercato imponendo l'uso di Ie sul 90% del mercato dei pc. Microsoft si è impegnata a fornire per cinque anni nell'Area economica europea, attraverso il meccanismo di update di Windows, una “schermata di scelta” (“screen choice”) che permetterà agli utenti di Windows Xp, Windows Vista e Windows 7 di scegliere quale browser vogliano installare al posto di Internet Explorer. Se Microsoft non dovesse rispettare gli impegni presi, la Commissione europea può imporre una multa pari al massimo al 10% della cifra d'affari annuale del gigante informatico. ------------- E intanto probabilmente proprio per farsi volere più bene, la Microsoft sta preparando un nuovo software che dovrebbe permettere di individuare il materiale pedopornografico che circola su Internet. Il software, denominato “Photo Dna”, ricerca in rete una sorta di "impronta genetica" comune a molte immagini di questo genere, consentendo così di eliminare il materiale trovato. Sviluppato congiuntamente dai programmatori della Microsoft e da Hany Farid, un docente di informatica presso l’università di Dartmouth, nel New Hampshire, il programma dovrebbe essere presto distribuito anche ai principali “provider” mondiali ed è già stato messo a disposizione del governo americano. ------------Su internet l’intero corpus delle opere di Galileo Galilei, gestite grazie ad un software innovativo, chiamato Pinakes. Progettato da Rinascimento Digitale e dall’Istituto e Museo di Storia della Scienza di Firenze, consente di accedere in maniera integrata a dati di vari archivi. A Pinakes, si affianca Pinakes Text, altro software complementare, ideato per realizzare edizioni critiche digitali di manoscritti, codici e libri antichi. Grazie a questa applicazione è stata pubblicata sul web, l’edizione digitale dell’opera omnia di Galileo Galilei. Il progetto è stato presentato a Firenze in occasione del
congresso internazionale “Cultural Heritage on Line”, in tale occasione
esperti, professionisti e istituzioni hano discusso su alcuni temi di fondo: beni
culturali e web interattivo, biblioteche digitali, cooperazione e
integrazione dell’informazione tra musei, archivi e biblioteche pubbliche,
conservazione delle memorie digitali. A Firenze sono in corso alcuni
progetti di ricerca d’avanguardia destinati a produrre un impatto culturale
importante, delineando nel contempo nuove professionalità. ------------ La Societè Europeene des satellites, il sistema ASTRA sta studiando come penetrare in un mercato ricco, e in questo momento apparentemente alla portata, come quello italiano. Il colosso concorrente di Eutelsata, guarda con interesse soprattutto all’avvento dell’HD nelle nostre case. «Secondo un nostro studio - spiega Marcus Fritz, managing director per l’Italia del gruppo Ses Astra, con base in Lussemburgo - nel vostro paese entro il 2013 il 76% dei telespettatori avrà uno schermo Hd; ci saranno 2,8 milioni di telespettatori in Hd, di cui 1,9 milioni via satellite; inoltre il 21% di tutti i futuri telespettatori italiani su satellite saranno utenti Hd. Insomma, l’alta definizione è il futuro della tv». L'Hdtv è tutto un altro modo di vedere la tv, ma richiede la trasmissione di molti dati; un fattore tecnico che penalizza il digitale terrestre e che al contrario fa felici le aziende del satellite. La scommessa di Ses Astra è trovare clienti intenzionati a utilizzare i satelliti di cui dispone: uno posizionato sulla «storica» 19,2 gradi Est e il nuovo situato a 23,5 gradi Est. Il sistema ASTRA su 19,2 già offre oltre 330 canali
internazionali in chiaro, e raggiunge 2 milioni di case. Con il nuovo Hotspot
a 23,5 Est porteremo ulteriore capacità e scelta di programmi al mercato
italiano. In tutto ci sono già 69 canali tv ad alta definizione, tutti
visibili con pochi euro di spesa aggiuntiva. La risposta del mercato italiano
appare molto positiva». Non dimentichiamo le toccanti esperienze raccontate da Antonio
Di Camillo presidente dell’ARI Pescara in occasione del Terremoto Abruzzo,
sul tema radioamatori e protezione civile, ma anche e soprattutto sullo
stesso tema Emilio Cirillo che per primo a Pompei ha portato in convegno un
acceso dibattito sul’argomento. Come non rimarcare la presenza quasi a mesi alterni di Alfredo Gallerati, responsabile delle pagine di radioascolto su RADIORIVISTA ARI e che ci ha spesso parlato del progetto la radio nelle scuole. E altri ospiti ancora come Matteo Sassano della Eutelsat da
Roma. Un lavoro non semplice e impegnativo, e dove non è semplice
mantenere la professionalità se poi contemporaneamente la mattina si fa un
altro lavoro. Auguri dal vostro Dario Villani.
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